Ben’s Blog


Complimenti presidente.
18 Gennaio, 2008, 6:51 pm
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cuffaro-coppola2.jpg PALERMO - Il presidente della Regione Siciliana, Salvatore Cuffaro, è stato condannato a 5 anni nel processo per le ‘talpe’ alla Direzione distrettuale antimafia di Palermo. La terza sezione penale del Tribunale, presieduta da Vittorio Alcamo, ha escluso l’aggravante di aver favorito la mafia. A Cuffaro è stata applicata anche la pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici. Nel processo per le ‘talpe’ alla Direzione distrettuale antimafia, il presidente della Regione era imputato di favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra e rivelazione di segreto e per questo i pm avevano chiesto otto anni di reclusione. La corte però, pur riconoscendo una condotta colpevole di favoreggiamento a favore degli altri imputati (alcuni dei quali condannati per associazione di tipo mafioso), non ha ritenuto dimostrata l’aggravante di aver favorito l’organizzazione criminale e quindi ha applicato una pena più bassa.
Cuffaro: “Resto presidente”. Cuffaro, contrariamente a quanto egli stesso aveva annunciato, ha assistito alla lettura della sentenza nell’aula bunker di Pagliarelli. “Sono confortato, non sono colluso con la mafia e per questo resto presidente della Regione. Da domani torno al lavoro”. Queste le prime parole dell’esponente dell’Udc. Il presidente della Regione Sicilia ha però anche annunciato che ricorrerà in appello: “Assieme ai miei avocati, lette le motivazioni della sentenza, ricorreremo in appello perché anche questi residui capi d’accusa possano cadere”. Resta intanto aperta un’altra indagine per concorso in associazione mafiosa su Cuffaro, aperta nel maggio scorso dal gip Fabio Licata al termine di un dibattito interno alla Dda di Palermo, dopo che uno dei pm del processo alle “talpe”, Nino Di Matteo, aveva chiesto di contestare a Cuffaro, imputato per favoreggiamento a Cosa nostra, l’accusa più grave di 110 e 416 bis.

Da notare la coerenza, cito una news del 18 Ottobre:

Cuffaro in tv: se mi condannano me ne vado. E subito. «La Sicilia non merita di avere un presidente della Regione condannato», dice. A due giorni dalla richiesta di otto anni di carcere avanzata dai pm del processo che lo vede imputato di favoreggiamento a Cosa nostra, salvatore Cuffaro sceglie il palcoscenico “amico” di “Otto e ½”, di Giuliano Ferrara, per ribadire che se i giudici del tribunale dovessero condannarlo lui si dimetterebbe. E senza aspettare il verdetto definitivo della Cassazione. «Credo che il mio ruolo istituzionale mi imponga di dimettermi e di lasciare la politica»

Complimenti davvero presidente, lei si che da un’idea e un esempio di Siciliano modello al mondo. Vergognati buffone. Le morti di Borsellino, Falcone, e tutti gli altri che hanno lottato contro la Mafia non sono servite a niente, abbiamo ancora la Mafia a capo di tutto, lo stato è ancora intrinseco di Mafia, e fino a quando gente come Cuffaro resterà al potere allora non se ne andrà mai, mai più, come un cancro che non si estinguerà mai.
Per quanto mi riguarda Cuffaro non differisce per nulla da tutti quegli uomini d’onore, che io chiamo pezzi di merda, che hanno rovinato l’immagine della nostra Sicilia per l’eternità.

Tuttu vitti, tuttu sacciu, e tuttu vuogghiu diri.