Ben’s Blog


Roma capoccia
6 Aprile, 2008, 2:42 pm
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Il cuore oltre l’ostacolo, si dice, ma che ostacolo. Il pomeriggio comincia bene, goal di Rodrigo, che se lo merita dopo tanto lavoro mai ripagato, e grandissimo goal di Mirko, il vero genio del calcio italiano, altro che Ibrahimovic. Mi siedo, tranquillo, aspetto la fine del primo tempo, vado addirittura a farmi la barba durante l’intervallo, cosa che non faccio mai durante una partita perchè sono troppo nervoso e temo di tagliarmi. Mi siedo di nuovo per il secondo tempo e poi avviene qualcosa, quel qualcosa che mancava, quel qualcosa che mi rendeva il pomeriggio di Sabato troppo tranquillo. Il Genoa segna, e la sensazione si avvicina, segna il Genoa di nuovo, ed arriva. Quella sensazione di sofferenza, di tensione, di ansia che assomiglia tanto a quella di Cagliari, che assomiglia terribilmente a quella di Martedì contro gli Inglesi, il Genoa con quelle maglie bianche assomiglia terribilmente al Manchester di Martedì, Borriello con quel fisico assomiglia a Rooney, Marco Rossi (paradosso) a Ronaldo. Non nascondo di aver pensato almeno per una buona manciata di minuti che era meglio finirla così, un punto e via. Ma avevo dimenticato una cosa, un’altra cosa che è mancata martedì, sabato a Cagliari, nel derby ed ancora contro il Siena, e la Juve quest’anno, ma che è stata una costante contro il Real, contro il Milan, la Fiorentina, il Napoli ed anche l’Inter. Così le maglie bianche dei genoani assomigliano alle camisete dei Madridisti, Marco Rossi si trasforma in Julio Baptista, Borriello in Peppe. Rigore. L’ultimo sforzo, un tiro e via, il Capitano non c’è, ma non servono i cucchiai in questi casi, servono il cuore, la grinta, la potenza e la tecnica allo stesso tempo. E Daniele De Rossi incarna tutto nel migliore dei modi, Romano de Roma, Romanista da sempre, anche lui ragazzo della curva che ha sognato di indossarla quella maglia, di lottare e di vincere con quella. Grazie Danielì, il rigore come ai Mondiali, imprendibile, ed andiamo, anche se per una sera sola ad un punto dall’azienda multinazionale che vince stentando da 2 mesi, sogniamo anche se per una sera sola, ed aspettiamo Mercoledì, quando ci vorranno ancora cuore, grinta, potenza e tecnica, dal 1° all’ultimo minuto. Ci vorranno undici De Rossi.