Archiviato in: calcio | Tag: catania, finale di campionato, inter, intercettazioni, parma, roma, salvezza, scudetto, serie a
Son due giorni che non scrivo per due principali motivi. Per scaramanzia, e perchè, sinceramente, non c’è una cippa da scrivere su tutto quello che sta succedendo in questi giorni. Infatti tutti questi avvenimenti su tifosi in trasferta, scaramanzie, interviste a tutta la Roma (dal presidente al magazziniere), silenzio stampa dell’Inter, del Catania e del Parma, numeri su numeri, statistiche su statische, percentuali (addirittura), designazioni di arbitri che portano sfiga all’Inter ed intercettazioni sono solo pane per giornalisti e non per tifosi che, come me, stanno vivendo questa settimana con un’ansia incredibile.
Non avrei mai pensato, a dir la verità, di arrivare all’ultima giornata, il 18 Maggio, con uno scudetto ancora da giocarsi. Ho dato sempre per scontato la vittoria interista, ma adesso è inutile negarlo: abbiamo delle possibilità. Abbiamo delle possibilità da giocarci con totale serenità, perchè anche un secondo posto sarebbe una vittoria, cosa che per l’Inter sarebbe invece un trauma. Abbiamo delle possibilità, perchè anche in caso di vittoria dell’Inter, avremo il 24 Maggio, la finale di Coppa Italia, per dimostrare ai nerazzurri che i migliori siamo noi.
Ma bisogna essere pure realisti, queste possibilità sono poche. L’Inter ha sbagliato 2 matchpoint assurdi, che avrebbero cancellato la realtà ai propri tifosi. Una vittoria nel Derby sarebbe stata l’apoteosi a Milano, e di conseguenza avrebbe cancellato la sconfitta bruciante, scottante, con l’altra grande rivale, la Juventus. Una vittoria in casa, con il Siena, sarebbe stata invece la migliore occasione per cancellare la verità sui tanti punti e sui tanti aiutini che l’Inter ha ricevuto contro il Siena e contro le altre piccole squadre, e che l’hanno portata ad 82 punti.
Quindi, adesso l’Inter è consapevole di avere ancora lo scudetto fra le proprie mani, ma non più i tifosi dalla propria parte. Adesso una vittoria dello scudetto contro il Parma, nell’ultima giornata, dopo aver stentato per 4 mesi in Campionato, come in Coppa Italia, equivale a una triste vittoria, con tanto di fantasmi degli aiutini, fantasmi di Liverpool, fantasmi del Derby, e spettri del Derby d’Italia. Comunque vada, l’Inter ha però l’80% di possibilità, perchè è una squadra forte, ha tanti buoni giocatori, ed ha un Balotelli che, a 18 anni, sta plasmando ogni gol dell’Inter da quando è titolare. A Siena è suo l’assist per Vieira, ed è suo il gol del 2 a 1. A Firenze è suo il gol del 2 a 0, a Bergamo pure, e poi tanti assist, e tanta qualità, che forse neanche il miglior Ibrahimovic potrebbe dare. Ma è qui che sta il problema. Stiamo parlando di Balotelli, non di una squadra intera. L’Inter ha dimenticato come si fa a giocare in 11, o meglio, fa 1 primi 20 minuti di attacco furioso, e poi, quando la stanchezza si fa sentire subisce, e lascia il gioco nelle mani degli avversari (che siano campioni del mondo o appena salvi), sperando in qualche miracolo in difesa di Julio Cesar, di Burdisso, Rivas, Materazzi e Capitan Zanetti. E’ qui che sta la debolezza dell’Inter, nel non avere pazienza, nel non saper far girare per bene la palla, aspettando il momento giusto. Sembra che già al 20° del 1°tempo i giocatori siano mentalmente davanti alle telecamere, a rilasciare interviste ai giornalisti, con la medaglia attorno al collo. Non è così che si vince uno scudetto, Inter.
E allora è questo il punto debole, la troppa voglia di vincere, la pressione anche, di un presidente che non vuole più vedere i propri soldi buttati nel cesso, e della stampa, che, è pronta ad attaccare l’Inter, e a intitolare ogni singola prima pagina di ogni singolo quotidiano di ogni singola giornata dell’estate “Processo all’Inter“, cosa che nessuno farà con un ben più deludente Milan.
Vi chiederete come mai, ad inizio articolo, abbia messo proprio una foto post-Real Madrid - Roma. La serata più bella di tutta questa stagione. La partita nella quale la Roma ha dimostrato di essere pronta a dominare l’Europa. L’ho messa lì perchè quello è l’emblema di questa Roma, quella è la partita che dovrà fare contro il Catania la magica. Pazienza, tanta pazienza, gioco di squadra, lotta su ogni palla, nessun personalismo, pochi passaggi sbagliati, tante triangolazioni, e poi quei 7-8 tiri, che ti portano a due gol, ed alla gioia, all’onore.
Allora, in questa ultima giornata di Campionato, voglio ricordare questa Roma proprio come quella di Madrid. La squadra operaia, fatta in casa, che lotta, e vince, e poco importa se questo scudetto non ce lo portiamo a casa, perchè comunque continuerò a tifare per questa squadra senza dubbi, senza timori, cantando Grazie Roma dopo ogni partita, ricordando sia i momenti brutti e le sconfitte di Livorno, Cagliari,Torino, Milano e Manchester, su tutti, sia le vittorie di Madrid, Milano, Lione, Lisbona, Genova, Parma, Napoli, Udine, Bergamo…e chissà, forse, anche, quella di Catania.
PS: Domani e dopodomani non crederò che posterò, se non qualche bel video che trovo in giro per il web per augurare buona fortuna ai ragazzi.
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Bel commento, hai ragione su tutto.
Commento di Marco (ita) 16 Maggio, 2008 @ 10:03 pm