Per la vittoria di ieri sera, e per la gioia di tutti i tifosi romanisti, ci sono tante citazioni storiche che possono essere chiamate in causa. Si può passare dal “Veni, vidi, vici” di Cesare, al “Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio” del Cristo (nel senso che dovrebbero darci pure lo scudetto), da “La guerra è una serie di catastrofi che si risolve in una vittoria.” di Clemenceau a “La sconfitta non può essere nemmeno presa in considerazione.” di Winston Churchill, ma nessun’aforisma è più esatto, per comprendere tutto quello che c’è da dire per quanto riguarda questo Sabato, di: Giustizia è fatta.
Giustizia è fatta sì, perchè la partita di ieri è stato il giusto epilogo per una stagione che in realtà avrebbe dovuto consegnarci un’altra coccarda da mettere sulla maglia, e non solo farci mantenere quella che già avevamo ben cucita. Eppure ieri, tutta quella gioia, tutte quelle storie sull’Inter più forte, più decisiva, più squadrone, sono cadute, come un castello di carte, dal momento che l’Inter non si è trovata sul campo il Torino, la Fiorentina, o il Parma, ma la Roma. Forse i giocatori dell’Inter se ne saranno accorti dopo, così il carissimo Christian Chivu stupito, si sarà sorpreso nel trovarsi nello stadio che era un tempo a lui amico, si aspettava di giocare ancora in qualche stadio di periferia, e di salutare il direttore di gara (sempre quello con la maglia fluorescente eh, non la maglia neroazzurra) con un ghigno, come a dire “Stasera siamo con 6 infortunati, ci pensi tu?“. Ed invece l’Inter, ieri sera era a Roma, era tornata a Roma, ancora una volta, a fronteggiarci e a dimostrare, se quel coso che tengono sul petto, e che terranno sfortunatamente, è vero o no.
Ed ovviamente la verifica dei campioni d’Italia è andata male. L’Inter è scesa in campo comunque, ha lottato, ed aveva la squadra quasi titolare (mancava solo Ibrahimovic), ma la voglia di vincere della Roma, e la voglia di dimostrare che le parole di De Rossi non sono solo parole ma anche fatti, ha dominato tutta la partita. Splendido il gol di Mexes, da centravanti puro, scaturito dall’ennesimo assist del Pek Pizarro, splendida l’azione del gol di Perrotta, tutta in velocità. Ovviamente non potevano mancare le proteste degli interisti, per qualche strana legge della fisica Cesar si è ritrovato a 3 metri da Cassetti che lo ha appena sfiorato con la spalla ed ha cercato di fermare l’azione. Bah, in Supercoppa, in Champions e in Coppa Italia: dove si arbitra bene non vincono.
Splendido anche il gol di Pelè, gran bel giovane con un futuro radioso, come quello di Balotelli. L’Inter c’ha creduto, ma lo stadio, e la consapevolezza dei romanisti di avere la vittoria in pugno ha avuto la meglio. Grandissima dimostrazione di forza nell’ultima partita di questa splendida stagione, adesso i ragazzi possono andare in vacanza, o a fare bella figura agli Europei. E la società potrà lavorare, speriamo tranquillamente. Forse l’arrivo di Soros non è poi così lontano, ma anche se restassero i Sensi si dovrebbe andare avanti, con qualche acquisto di meno, ma comunque con una rosa collaudata e con un gruppo solido.
Per concludere dedico questa vittoria a tante persone, ma sopratutto a 3:
1) Il Signor Moratti, che ha detto che voleva mandarci i ragazzini, alla fine c’è andata la squadra titolare, ma le hanno prese lo stesso.
2) Il Signor Christian Chivu, che in qualità di traditore ed escremento umano ha avuto ciò che si meritava.
3) Al Mister Spalletti, perchè è lui, è solo grazie al suo lavoro, alla sua umiltà, alla sua pazienza, che siamo arrivati a questi livelli. Poi in campo ci vanno i calciatori, ma la mentalità è la sua, e adesso speriamo che arrivi qualche rinforzo, per portarci a casa lo scudetto.





