Martedì abbiamo celebrato l’impresa della Roma, una Roma nuova, che in realtà era la vecchia Roma, senza nuovi acquisti, con tanti gladiatori che si battono e si sbattono da anni, e che ha lo stesso cuore, lo stesso carattere di quella che abbiamo amato sempre. Ieri sera è tornato anche un vecchio aspetto della “Vecchia Roma“, ossia quello di essere piccola con le piccole, grande con le grandi. Effettivamente è paradossale vedere come lo stesso 11 che aveva annichilito l’Europa intera, battendo la squadra più in forma del momento (approposito, oggi il Chelsea ha liquidato anche i Rovers con un 2 a 0 tondo tondo), trovi problemi prima a segnare, poi a mantenere il vantaggio contro una squadra in piena crisi, che ha cambiato da poco l’allenatore.
E vabbè, sono i paradossi della Roma, noi romanisti li conosciamo bene, ci siamo abituati. Vinci con il Real al Bernabeu, pareggi con il Livorno, vinci con il Milan campione del mondo a San Siro, stenti a pareggiare ad Empoli. In realtà c’è poco da rimproverare ai ragazzi, il Bologna ha giocato per 76 minuti con 1 portiere, 9 difensori, un attaccante, ed di contropiede. Risultato: per la Roma è stato difficilissimo tentare il tiro da fuori, figuriamoci entrare in area.
E’ in questi momenti che entra in gioco il fuoriclasse, il colpo dell’ uomo in più, del Capitano, che tanto c’è mancato, per il suo peso, per il suo nome che fa paura un pò a tutti, per i suoi passaggi illuminanti, e per le magie come quella di ieri sera. Una finta di corpo ed un destro, potente e preciso che passa sotto le gambe del nostro amico Antonioli, indimenticabile portiere dello Scudetto. Alzi la mano chi, dopo il gol di Totti, ha pensato di non vincere la partita a Bologna.
La Roma dopo l’1 a 0 si galvanizza, ma il Bologna deve necessariamente attaccare. Mihajlovic inserisce un altro dei tanti ex della partita (Marazzina) e punta tutto sulla buona sorte. Alzi la mano chi, al 90′, ha pensato di non vincere la partita a Bologna.
Poi, una successione di eventi sfortunati. Ammonizione-condanna per Pizarro (e non so se ci stava tutta) ed il tuffo d’angelo, splendido, perfetto, di Cicinho. Se, peccato che abbia sbagliato porta. Si tagli la mano chi, a fine partita, ha pensato di non vincere la partita a Bologna.
Su Cicinho, De Cicinho, ci sarebbe da fare un trattato sul nostro terzino destro. Io riassumo tutto in una semplice proposizione: inutile in difesa, evanescente in attacco. Interpretatela come volete, io dico solo: ridatemi Cassetti.
Nel frattempo riguardo il gol di Zarate di pomeriggio, ed i suoi due assist. Alzi la mano chi, non ha paura di uno così.





