Il brodino

19 11 2008
L'abbraccio a Baptista dopo l'apoteosi.

L'abbraccio dopo l'apoteosi.

Solo oggi, mercoledì, scrivo questo pezzo post-derby, per motivi di tempo, ma anche perchè ultimamente non sto passando un periodo tranquillo e di conseguenza non scrivo benissimo. Per carità nel cuore c’è sempre la Roma, ma ogni tanto è difficile ricomporre il puzzle.

Il derby è stato la partita più emozionante che ho visto da Agosto ad oggi. Vuoi perchè è il derby, vuoi perché l’unico risultato concepibile era la vittoria (avrei preferito perdere piuttosto che pareggiare), vuoi perchè non è possibile, non è regolare, vedere la Lazio così in alto, la Roma così in basso. Bisognava dimostrare ai laziali che quei 14 punti di distacco erano solo farfanterie, che alla fine, gli unici che contano siamo noi.

In realtà la partita è stata anche brutta, priva di continuità, e continuo a pensare a distanza di quasi 4 giorni, che se il Capitano non avesse confezionato quel gioiellino per la testa di Baptista, adesso staremmo ad imprecare per un pareggio inutile. Per fortuna però quella troia della Dea bendata (lasciatemelo dire) si è ricordata per una volta che esistiamo pure noi. La Lazio, in tutta sincerità, avrebbe meritato il pareggio, però quando gente come Pandev e Rocchi non riesce a mettere la palla in rete a porta quasi aperta, allora vuol dire che quella troia, lo ripeto, si è ricordata di noi, e anche che un certo Alexander Marangon Doni ha finalmente fatto qualche parata che ci facesse ricordare il Doni dei vecchi tempi.

Al resto hanno pensato il cuore e i muscoli dei nostri calciatori. Li avevo invocati dopo Bologna, sopratutto il cuore, l’amore per la maglia, il non voler mollare mai. Evidentemente i ragazzi si sono ricordati per quale squadra giocano e cosa vuol dire indossare quella maglia rosso sangue. Vedere Danielino giocare con un polso rotto, il Capitano claudicante, lottare per ogni palla e prendere falli pesanti (vero Ledesma?) mi ha rincuorato. Peccato per il solito grande vizio di fare diventare le cose più facili difficili. Così una semplice palla del portiere diventa un assist per Zarate, che per poco non si insaccava. Sempre i soliti vecchi vizi, come il vizio di non marcare mai ad uomo. L’unico giocatore decente che avevano in squadra i laziali era proprio Zarate (una rivelazione, complimenti a Lotito), in pratica per tutto il secondo tempo, e per buona parte del primo, lo schema era “Date la palla a Zarate, qualcosa la inventa sicuramente”. Ebbene non c’era uno, ma dico uno della squadra, che si sacrificasse e stesse addosso a lui. Poi ci stupiamo se a segnarci sono sempre i soliti (Ibra, Del Piero, Kakà…).

Al di là delle cose negative, che sono molte, di questo derby conserverò quel gol, splendido, di Baptista, che improvvisamente zittisce tutti i criticoni del mercato, e che fa saltare l’Olimpico. Julio era quello che ci voleva per questa Roma, si può fermare solo facendo fallo, si guadagnano punizioni importanti, magari anche rigori (come quello di Siena, non visto). Da fisicità ad una squadra piena di gente brava con il piede alla palla, ma facilmente marcabile in area di rigore. Peccato che Menez non abbia insaccato il 2 a 0, magari il Capitano lì avrebbe fatto il Cucchiaio, mettendo a sedere Carrizo e zittendo tutti i laziali.

Ed invece i lazialotti parlano, parlano e parlano. In questi giorni ho letto cose assurde, ma ci sono sempre stato abituato. La cosa che mi ha dato più fastidio è stato il post-partita, sia in Mediaset che in Rai.

Dai commenti e dai silenzi, sembrava che fosse un lutto la vittoria della Roma. I commenti dei vari giornalisti sembravano necrologi degni di una finale di Coppa del Mondo persa. Non c’è stato nulla di imparziale nel post-derby delle TV in chiaro. Il commento che più mi ha colpito è stato quello di Marco Pistocchi su Mediaset Premium. Il giornalista, che tra l’altro mi sembra uno dei pochi lì che sappia parlare di calcio, ha descritto la vittoria della Roma sulla Lazio come “il brodino caldo che si da all’ammalato”.

La metafora mi ha fatto ridere, perchè ho pensato agli altri due derby di questa stagione: Milan 1 – Inter 0, Juve 1 – Torino 0. Eppure dopo queste due partite si parlava di cenone, mica di brodino. Personalmente se la partita di Domenica è stata un brodino, allora è stata la migliore cena della mia vita. Con buona pace del caro Pistocchi, abbiamo vinto noi, è inutile che rosicate, abbiamo vinto noi.


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