Da Roma a Lecce ci sono circa 600 km. Da Lecce a Cluj di chilometri ce ne sono quasi 2300. Dall’inzuccata di Baptista, il “brodino“, del derby sono passati 11 giorni. Ma io vorrei sentire ancora i criticoni, i signori che si siedono attorno alle scrivanie negli studi televisivi. Vorrei chiedere a questi signorini: ma dove siete, o meglio, come si dice a Roma: dove state?
Dove state, maledetti uccellacci del malaugurio. Vi sarebbe piaciuta una “stagione di transizione”, una stagione di normalità, con le ritrovate tre sorelle sopra tutti, e il vuoto. Avreste voluto vedere forse Spalletti esonerato, un altro triplice cambio di allenatori, poi a fine anno la diaspora di tutti i nostri gioielli, di tutti i nostri gladiatori. Vi siete divertiti a parlare, parlare, parlare sulla crisi irreversibile della Roma, ma ieri, quando Spalletti era in collegamento, tutti a testa bassa e nessuna domanda.
E allora mi chiedo, ma dove state? Corvacci di merda, buoni solo per parlare di Aquilani alla Juve, De Rossi al Real, Totti ritirato, Mexes al Milan…fatevi vedere adesso che il Capitano in 4 partite ha fatto 2 assist e 3 gol, date un cenno di esistenza, finitela di arrampicarvi sugli specchi, anzi: spaccateli, entrate dalla porta, insomma fate qualcosa. Non vi vergognate a farvi vedere ancora lì, con i vostri foglietti pieni di appunti, a prender soldi, a dir stronzate? E poi…
Ma certo, ho capito. Ho capito dove state, maledetti passeracci. Siete diventati usignoli, improvvisamente, come Doctor Jekyll e Mister Hyde. Scommetto che Domenica sarete, di nuovo, attorno alle vostre scrivanie, a cinguettare: “E quanto è bello il gioco della Roma” – “E quanto è bravo Spalletti” – “E quanto è bravo Totti” – “E quanto è importante De Rossi“…
Io intanto sorrido guardando la faccia allegra da antidivo di Matteo Brighi che festeggia la sua prima doppietta in Champions, e penso che in fondo tutto questo rientra nella normalità. Son tornati gli schiaffetti in faccia, gli abbracci, gli scherzi, le cene insieme, i ragazzi sono tornati, ma per noi, che viviamo di pane e Roma, è come se non se ne fossero mai andati, perchè li abbiamo sempre sostenuti e in cuor nostro, abbiamo sempre saputo che i nostri ragazzi non ci avrebbero deluso più.
Con la Roma in fondo al cuore, contro tutto e tutti.





