AS Roma: il 2008 in 4 minuti.

27 12 2008

Ed ecco la mia ultima fatica. Un video che rivisita il 2008 della Roma, le gioie e le delusioni di un anno importantissimo per la crescita della nostra squadra del cuore. Dal secondo posto in campionato, alle grandi vittorie di Madrid, Bordeaux e di Roma contro il Chelsea.

Nel mettere i video non ho seguito un ordine cronologico.

MUSIC: Hands Held High by Linkin Park

UN RINGRAZIAMENTO A:
http://www.illegionario.com/
http://www.calcioblog.it/
http://www.ilromanista.it/





Buon Natale

25 12 2008

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Non sono stato mai bravo a fare gli auguri, di solito mi limito a mandare un sms di auguri non troppo complicato alle persone più care che tengo in rubrica nel mio cellulare.

Volevo comunque augurare un buon Natale a tutti i visitatori del blog. Pochi giorni fa sono arrivato ad 80.000 visite, per me è una soddisfazione enorme, anche se sono in pochi quelli che commentano vedo anche gente brasiliana, argentina e da tutta europa che ogni tanto viene a guardare il blog. A me basta così, mi fa piacere che qualcuno legga quello che io scrivo sulla Roma dopo ogni partita, quello che io sento di dire sulla mia passione. Per questo faccio tanti auguri a questi poveri disgraziati, che evidentemente non hanno nulla da fare che andare a spulciare in un blog di un diciassettenne siciliano e romanista (binomio insolito, lo so). Grazie ancora.

Auguri ai fratelli romanisti di Corederoma.it, Romamor.net, Illegionario.com e Romagiallorossa.com, portali indispensabili per un vero romanista.

Auguri anche ai ragazzi di ASWR, di tutti i GDR di wrestling. Mi dispiace che sia finita così, non me l’aspettavo, perdendo la passione, il tempo, la voglia per dedicarmi ai GDRs vi ho persi di vista, e mi dispiace tantissimo aver perso contatti, ma è inevitabile quando ci si conosce solo sul web.

Auguri a quelle poche persone care che ho conosciuto sul web e che non sento da una vita. Toccherebbe fare un altro mea culpa. Credo che chi leggerà capirà, perciò non farò nomi. Ho passato tanto tempo a parlare con voi, in molti momenti siete stati di grande supporto. A dispetto dei luoghi comuni che vogliono che su Internet non si creano amicizie vere, credo di essere cresciuto grazie a voi, e sono quello che sono ora sopratutto perchè ci siete stati voi nei momenti più difficili. Non smetterò mai di ringraziarvi, spero di ritrovarvi presto.

Infine auguri a tutti quelli che stanno leggendo questo post, a quelli che lo leggeranno, a quelli che non sanno neanche che ho un blog, ai laziali, agli interisti, agli inglesini, ai francesini, agli infami, ai traditori, a chi non me la da, ai cornuti, ai fascisti e a Berlusconi, a Mastella, a Tremonti e chi più ne ha più ne metta. Dicono che a Natale dobbiamo essere tutti più buoni, allora auguri anche a voi, che  m’avete fatto passare un 2008 di merda.

BUON NATALE!





Lettera di Totti al Corsport.

24 12 2008

L'infortunio del Capitano a Catania

L'infortunio del Capitano a Catania

Ieri ho effettuato un nuovo controllo, che ha confermato la lesione muscolare. Il nuovo stop mi costringerà a fermarmi nelle prime partite del 2009, ma ho già studiato un programma di lavoro con il mio fisioterapista Silio Musa per rientrare il prima possibile. Sono fiducioso, i medici mi hanno spiegato che non si tratta di una lesione grave. Penso che non salterò molte partite. Mi brucia fermarmi, proprio ora che stavo recuperando la forma migliore. Ma sono convinto che la squadra, con il nuovo modulo, saprà proseguire il cammino anche senza di me. In attacco Vucinic, Baptista e Menez non mi faranno rimpiangere, sono sicuro che ci metteranno qualcosa in più per aiutare la squadra.

Mi da fastidio però che si peculi ancora una volta sul mio infortunio. Sono stanco che ogni mio problema fisico venga gestito con teatralità. Quando tornerò dalle vacanze mi sottoporrò a una nuova risonanza magnetica e si valuterà a che punto è la cicatrizzazione e si stabiliranno con esattezza i tempi di recupero, ma sono ottimista. Nel frattempo anche durante le vacanze farò un lavoro specifico per potenziare il muscolo del ginocchio operato ad aprile. Dopo quell’intervento chirurgico dicevano che ero zoppo, invece credo di aver recuperato alla grande, di aver dimostrato di essere tornato ai miei livelli e ho segnato sette gol. Nessuno può parlare con cognizione di causa di questo mio infortunio tranne il sottoscritto e il mio staff. Tengo troppo alla mia salute, ma voglio ristabilire la verità.
Non sono il salvatore della patria, ma dopo due giorni dall’infortunio non avverto già più dolore e sono fiducioso. Sono state fatte trapelare previsioni allarmistiche. Comunque tra dieci giorni comincerò il programma di lavoro che sarà studiato con i miei collaboratori.

Si chiude un anno difficile, che mi metto volentieri alle spalle. Il mio infortunio al ginocchio, la scomparsa del presidente, il difficile avvio di stagione, questo nuovo stop, proprio a conclusione del 2008 che non è stato particolarmente felice. Anche perché se ripenso a come abbiamo perso lo scorso campionato… Ma guardiamo avanti.

Quello di Catania è stato un incidente di percorso, non siamo scesi in campo con l’atteggiamento giusto, ma in quello stadio ho visto cose che non mi sono piaciute. Non è la prima volta che ci sono problemi al termine delle partite, soprattutto a Catania. Bisogna prendere provvedimenti. Comunque non cerchiamo alibi e pensiamo alla ripresa del campionato, quando dovremo ripartire con lo stesso spirito degli ultimi due mesi. Questa frenata complica un pò di più il nostro piano di recupero per la zona Champions ma resto convinto che possiamo farcela.

La Roma ha dimostrato che è tornata a esprimersi a livelli degli anni passati e con il nuovo anno recuperiamo tanti giocatori infortunati, la cui assenza si è fatta sentire. E poi cominceremo a prepararci per la grande sfida con l’Arsenal. Sarà un impegno difficile e l’infortunio di Fabregas, al quale rivolgo gli auguri di pronta guarigione, non sminuisce il valore della squadra di Wenger.

A proposito di auguri, voglio inviarli in particolare a due persone a me care. A Carlo Mazzone, con la speranza che si rimetta presto dal leggero malore, e a Rino Gattuso, che dopo l’intervento al ginocchio è alle prese con un programma di recupero che conosco bene. Così come conosco Rino, so con quale determinazione lavorerà anche nei prossimi giorni di festa. Sono sicuro che lo rivedremo in campo presto.

Auguri e in bocca al lupo anche a Ronaldo, per la sua nuova avventura in Brasile, e a Beckam, mi incuriosisce vederlo all’opera in Italia.

Ai nostri tifosi, che ci sono sempre vicini, auguro un 2009 ricco di soddisfazioni, con la speranza di cullare insieme un sogno…

Francesco Totti

Corriere dello Sport di stamattina.

I miei auguri al Capitano. Che Dio te benedica, Checco, riprenditi presto perchè abbiamo troppo bisogno di te.





Buone feste!

22 12 2008

Alla fine, non abbiamo fatto beneficienza nella settimana di Telethon, ma abbiamo riparato subito nella settimana natalizia. Si rivede la solita Roma che ama sperperare punti contro le squadre che devono salvarsi, anche se, bisogna dirlo, il Catania di ieri meritava ampiamente la vittoria. La Roma non è scesa in campo per 70 minuti, o meglio, sono scesi in campo 11 ragazzi con una maglietta bianca, che non avevano voglia di giocare e che pensavano che Natale si festeggiasse il 21 Dicembre, e non il 25.

Poco importa se poi, siamo a -9 dal nostro obiettivo (il quarto posto), se dopo le vacanze abbiamo 3 partite difficilissime (Milan, Samp e Torino), se siamo alla settima sconfitta, e la Fiorentina (che abbiamo pure battuto) continua a volare. I ragazzi in maglia bianca hanno pensato di anticipare di qualche giorno le vacanze, e di far trasformare improvvisamente i rosso azzurri del Catania in giocatori del Barcellona. Il Massimino di Catania nel Nou Camp.

Io spero, ma sopratutto credo fortemente, che questo calo di tensione non si ripeterà più. Non è una ricaduta nella crisi, è solo un passo falso. Il problema è che non potevamo permetterci passi falsi, che dovevamo prendere almeno un punto. Spalletti farà bene a far rivedere più di una volta questa partita ai ragazzi, perchè gli errori fatti nei tre gol del Catania sono da non ripetere più, per nessuna, NESSUNA, ragione al mondo.

La cosa che più mi fa infuriare è che potenzialmente la nostra squadra è da Scudetto. Lo dico, e lo ripeto, siamo da Scudetto, ma ci perdiamo in un bicchier d’acqua. Il gol di Baiocco nasce da una situazione assurda. Perrotta perde palla a centrocampo, con la Roma inspiegabilmente tutta in avanti, Mascara prende palla tranquillamente, Baiocco e Morimoto salgono incontrastati, i soli Juan e Mexes a difendere Doni, mentre tutto il resto della squadra è lì, ferma nell’area del Catania, a guardare l’azione.

Il secondo gol è, per me, il peggiore. Il lancio di Tedesco dal Centrocampo trova Morimoto, che, marcato dal solo Juan, stoppa in velocità ed infilza Doni. Il resto della difesa, del centrocampo, dietro, a guardare, piazzato malissimo.

Con il terzo gol si completa invece la saga degli errori. Tedesco ancora, da centrocampo, Biagianti appena fuori area spizza di testa in maniera molto timida, Morimoto praticamente solo e in posizione regolare (indovinate chi lo teneva in gioco?) va a prendere la palla e con il piatto fa 3 a 0.  I 3 gol del Catania sono da mettere in DVD e da vendere in edicola sotto il titolo “Cosa NON SI DEVE FARE in difesa”.

Non ho mai visto una difesa così scandalosa, persino nell’inizio anno disastroso c’era un pò di decenza davanti a Doni. Ieri invece la deconcentrazione, il menefreghismo, la sufficienza, anche la presunzione, hanno offuscato tutto quello che di buono avevamo visto in 8 vittorie consecutive.  Siamo andati con i tacchi  a spillo in una giungla. Mettiamoci pure che avevamo da fare con un avversario che perdeva (immeritatamente) da due partite consecutive, che in casa è quasi imbattibile e che è impostato benissimo in campo da Walter Zenga e la frittata è fatta.

Sinceramente il 3 a 3 sarebbe stato ingiusto, immeritato, anche se avrei voluto vedere cosa avrebbero fatto i tifosi catanesi se quel colpo di testa Okaka fosse entrato.

Andare a giocare a Catania (e lo dico da grammichelese, in provincia) è diventato impossibile. Non è normale scendere in campo contro 20.000 persone, non si parla più di tifo caloroso. Qui si oltrepassano i limiti della decenza, e neanche la bella iniziativa del Comune, di mettere nel settore ospiti circa 600 bimbi di elementari e medie ha frenato l’indecenza e lo schifo del resto dello stadio. Gridavano “Buffoni-buffoni” coloro che, poco meno di due anni fa, hanno dato un’immagine schifosa e vergognosa della nostra Sicilia. Che abbiano il pudore, questi animali (non saprei come definirli) di stare zitti, o di tifare la loro squadra senza cadere nel ridicolo. Già al secondo minuto Baiocco si prendeva un semplice fallo di gioco da Perrotta, e lo stadio (anche grazie a un atteggiamento direi fin troppo esagerato di alcuni calciatori del Catania, a partite dal Capitano) si era già trasformato in una giungla.

Ripeto, non è una situazione sostenibile, ieri non si è arrivati alla rissa totale per questione di minuti. L’osservatorio deve capire che quando la Roma va a Catania, ma anche quando il Catania va a Roma, allo stadio non deve andare nessuno. Porte chiuse. Undici contro undici, e sopratutto, nessuno a bordocampo senza autorizzazione.

Ritornando al calcio giocato, si va in vacanza con un infortunato in più, il Capitano (che dovrebbe comunque recuperare per l’Arsenal)  con qualche punto in meno e con le brutte immagini di Catania in testa. Non c’è da preoccuparsi, semplicemente bisogna ritornare a lavorare con tranquillità, e sopratutto bisogna ritornare ad essere, contro il Milan,  la Roma degli ultimi 20 minuti di Catania, delle ultime 10 partite. Non possiamoci permetterci altre brutte figure del genere.

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Yes, we can.

19 12 2008

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Per la serie, non c’è due senza tre. Per il terzo anno consecutivo ci becchiamo una squadra inglese negli scontri diretti in Champions. In realtà l’Arsenal non è quello di un anno fa, sta attraversando un periodo un pò turbolento, ma è comunque una squadra temibile, con tanti giovani talenti, che corrono come matti.

Adesso è difficile dare un pronostico, visto che da qui a Febbraio ci sono tante partite e la situazione potrebbe cambiare da un momento all’altro per tutte le squadre. Sicuramente però non c’è da vedere questo sorteggio in maniera del tutto negativa…affrontare un avversario così prestigioso ti fa preparare meglio la partita, ti fa concentrare. E poi, se vogliamo arrivare fino in fondo dobbiamo batterli tutti.

Per quanto riguarda gli altri accoppiamenti, come al solito si creano delle finali anticipate (vedi Inter – Manchester, Juve – Chelsea, Real – Liverpool) e delle gare degne dei sedicesimi di Coppa Uefa (Villareal – Pan. e Sporting – Bayern), ma è strano come il destino abbia messo di fronte tutte le squadre italiane contro tutte le squadre inglesi. L’anno scorso, con licenza, gli inglesini c’hanno fatto il culetto così. E’ ora di vendicarsi.

Alla fine all’Inter non è andata poi così male. Considerando che poteva beccare il terribile Barca di Messi, Mourinho si troverà di fronte i Campioni d’Europa del Manchester (e futuri Campioni del Mondo), ma in un periodo post-Mondiale. Ricordate Milan – Arsenal? Ecco, il Manchester sarà stanco, e l’Inter non è esattamente una squadretta di dilettanti. Comunque Mourinho si giocherà le proprie carte nell’andata a Milano, per poi sfoggiare il caro vecchio catenaccio a Manchester due settimane dopo. Questo è poco ma sicuro.

Male, è andata invece alla Juve. Il Chelsea è una squadra quasi imbattibile in casa (e ce lo ha dimostrato due mesetti fa) e pericolosa in trasferta. Ranieri avrà tutto il tempo di rivedersi le partite contro la Roma dei Londinesi, e di comportarsi di conseguenza. Molto probabilmente il buon mister dovrà appoggiarsi sull’esperienza e il carisma della vecchia guardia Juventina, e sulla spiccata tendenza al sacrificio di qualche elemento nuovo (vedi Sissoko, Marchionni, De Ceglie e così via discorrendo), ma ha comunque il 50% delle probabilità di farcela.

Concludendo con la Roma, l’unico vantaggio è quello di giocare la prima a Londra. Magari anche perdendo, con pochi gol di scarto, potremmo presentarci a Roma per vincere. Ma poi si sà, questi discorsi nel calcio lasciano il tempo che trovano, quindi andare a Londra abbottonati sarebbe equivalente a suicidarsi, visto che i Gunners hanno un potenziale offensivo assurdo. Ma ci sarà tempo per approfondire il discorso prima del grande match di Febbraio. Seguo l’Arsenal da mesi, ed è la squadra che più mi piace in Inghilterra, come filosofia della società, come tattica, un pò meno come mentalità. Non sarà facile, ma per la squadra che abbiamo ammirato in queste ultime partite nulla è impossibile.





Veni, vidi, Vucinic

18 12 2008
Mirko saluta la Curva Sud dopo l'1-2 che stende il Bologna.

Mirko saluta la Curva Sud dopo l'1-2 che stende il Bologna.

Della partita di ieri sera c’è poco da dire. Mi è sembrato evidente che la Roma era superiore, a livello fisico, mentale, tecnico e tattico. Ho seguito il match con tanta tranquillità, perchè sapevo che il Bologna avrebbe vinto solo se fossimo andati a rigori. I rigori, ed i supplementari erano comunque da evitare, in vista della difficile trasferta di Catania. C’ha pensato Mirketto nostro a farci spegnere la TV un’oretta prima, con un uno-due crudele, dopo aver preso una traversa e dopo essere arrivato a due centrimetri da altri due goal.

Sono da registrare le prestazioni di Menez e Mexes. Jeremy mi stupisce sempre di più, e in realtà il primo gol di Mirko è quasi tutto suo. La facilità con la quale salta qualsiasi avversario è assurda, magari ieri era una serata così, un pò meno importante, ma la mia impressione è che questo ragazzo sarà determinante a conti fatti, per il nostro campionato.

Mexes è stato il migliore in campo, ha giocato con una superiorità, una sicurezza nell’anticipare qualsiasi avversario, nello stoppare tutte le palle alte, nel fare pochissimi falli che Loria non ha avuto molte possibilità di toccare palla. Per il resto, di questo mercoledì sera resta tanta soddisfazione per aver mandato a casa Mihajlovic, che prima della partita ha provato a fare il Mourinho della situazione…ma che alla fine l’ha presa nel sedere, in parte per la sconfitta, in parte perchè mi sembrava palese che stesse sparando solo stronzate sul Capitano, per agitare l’atmosfera (come se a noi, delle parole di un ex-Laziale, Interista ce ne fregasse qualcosa).

Domenica si va a Catania, contro una squadra che ha fame di punti dopo due partite perse, ma con onore. Il Catania in casa è quasi imbattibile (solo l’Udinese c’è riuscita) quindi un pareggio non sarebbe poi così da buttar via. Ma vedendo la Roma di questi ultimi tempi cominciano a venirmi i rimpianti, per un inizio di stagione così sfortunato. Credo che la Roma di oggi sia più forte di quella dell’anno scorso, e che, vedendo Juventus e Milan (forti per carità, ma ai nostri livelli), in realtà credo che se non avessimo perduto tutti quei punti all’inizio, adesso saremmo ancora l’anti-Inter.

C’est la vie. Prendiamo atto dei punti che abbiamo in classifica, e prendiamoci il quarto posto (se possibile il terzo), per concentrarci sulla Champions. Approposito, domani, ci sarà il sorteggio, e il nostro  Bruno Conti sorteggierà la nostra rivale. Daje Brunè, dacci lo Sporting.

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Con il cuore e con le palle

15 12 2008

Il sorriso di Mirko dopo il gol

Il sorriso di Mirko dopo il gol

Alla fine di questa stagione credo che chiederò un rimborso spese a Vucinic, perchè non è possibile che ogni volta che segna lui le mie corde vocali si auto-strozzano, vibrano e si perdono, non danno traccia di vita per almeno due giorni. E’ incredibile quanto ci piace farci male, ce l’abbiamo nel sangue noi romanisti, così ogni partita, che sia contro il Chelsea o contro il Chievo, non può essere vinta così, con un 1 a 0 fatto nel primo tempo, ed una partita-allenamento fatta in difesa.

No. Quanto ce piace farci male, ci godiamo proprio. Così ci siamo presi il pareggio di Conti (Brunetto mio si deve ancora riprendere dallo shock) e, tanto pe cambià, visto che era la giornata della Telethon, abbiamo deciso di fare pure una generosa offerta alla solita squadra che lotta per non andare in B, e che quando arriva a Roma sembra il Manchester United.

Eh vabbe, ce piace farci male, ci piace raggiungere in un pomeriggio solo i due antipodi. La delusione per una partita dominata buttata al vento, la gioia per una vittoria insperata, che arriva all’ultimo minuto, con un improbabile 4-2-4 che voleva dire tanto:  “O vinciamo, o perdiamo. In medio stat un cazzo“.

Ma a noi piace farci male, e quando uno va a Roma, all’Olimpico, ogni maledetta domenica, può star tranquillo. Le emozioni che proverà saranno uniche, perchè noi siamo fatti così. Siamo bravi con la palla al piede, abbiamo tanta gente che con la palla ci sa fare pure i palleggi con il naso, e di conseguenza gente che si deve fare un deretano così per recuperare palle perse e fare il quinto, sesto difensore (qualcuno ha detto De Rossi?). Ma vuoi mettere l’emozione di un 3 a 0 (perchè per me, quello era il risultato che doveva esserci a fine primo tempo) con le emozioni di un 3 a 2, stentato, con un gol in mezzo-fuorigioco di rovesciata, e un altro con la palla che entra in mezzo a 4 gambe dopo una trentina di rimpalli?

Suvvia…anzi EDDAJE, cosa c’è di più bello di vincere, e soffrire? Di farsi male, di arrivare all’apice dello sconforto, con il taglierino a un millimetro dalla vena, e poi, improvvisamente, di spezzare il fottuto taglierino, metterlo nel culo ai sardi (e ai laziali, che non mancano mai) e di fare i salti di gioia, abbracciando la TV, e di sorridere quando vedi quel ragazzo del Montenegro, che dopo una partita di merda, si taglia la gola, prende a calci tutto e tutti e sorride, ride, si mette le mani in testa, abbraccia tutti e poi…con semplicità e sincerità, a fine partita dice: “Ho esultato così perché ho fatto schifo, questo gol lo ricorderò per sempre“?

Non so voi, ma io amo questa squadra. Amo il momento in cui mi siedo a guardarla, non solo per il fatto che è la mia squadra, è la mia Roma. Ma perchè mi fa dimenticare tutto, e in quei 90 minuti, quando vedo le maglie sangueoro correre, sudare, lottare e vincere, ma anche perdere, mi sento un’altra persona, mi svuoto, cancello tutto quello che ho nel cervello, anzi, lo spengo. Metto in funzione l’unica cosa che conta quando sei a casa tua, davanti alla TV, a quasi 900 Km da Roma: il cuore.

E allora grazie Simo, per quella rovesciata, un pò fortunata, irregolare, ma bella. Grazie Capitano, per quel tiro che è entrato dove solo tu, genio del calcio, potevi farlo entrare…ma questa sera in testa ho solo una faccia che ride ed urla mentre corre sotto la Curva. Una faccia che mi ha fatto gridare gol e mi ha fatto incazzare con una tale regolarità che ormai non ci faccio più caso. Mirkè, stavo scherzando. Non me devi pagà niente. Per questa squadra, per questa Roma, mi spoglierei pure io, perchè tanto, quei colori, ce l’abbiamo nella pelle, nel cuore, nei coglioni.

Eddaje Roma.

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Quanto sei bella

10 12 2008
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Il Capitano esulta, la squadra davanti a lui. L'emblema di questa nuova Roma.

La semplicità, la sagacia, la crudeltà con la quale ieri abbiamo mandato a la maison i girondini, con la quale ci portiamo a casa il primo, storico, posto in Champions League mi rende orgoglioso di questa squadra che, finalmente, si è ripresa del tutto e può adesso guardare in faccia in Italia e in Europa qualsiasi avversario, con la consapevolezza di poterlo battere.

La prova di Sabato sera contro il Chievo ci aveva dimostrato come il momento di forma non fosse solo una casualità. Questa vittoria invece autentica la fine della crisi, la maturità completa. La Roma di ieri, come sempre falcidiata dagli infortuni, ha dato una dimostrazione di forza e di esperienza devastante. Il segreto di questo successo è il sacrificio fatto da tutti i calciatori, difensori ed attaccanti, sempre dietro la linea della palla quando c’era da difendere, sempre pronti a far male in contropiede o in azione d’attacco.

Vedere Perrotta e Brighi fare prima i terzini, raddoppiando sugli esterni francesi, subito dopo fare le ale, con il primo a crossare, il secondo a segnare: è questa la dimostrazione che il grande progetto di Luciano Spalletti è arrivato quasi alla perfezione. La squadra non si è mai troppo sbilanciata, e in realtà il Bordeaux non è mai arrivato a centro area, costretto ad affidarsi ai tiri della distanza, che poco preoccupano Doni, imbattuto da 6 partite consecutive.

La solidità difensiva è forse il fattore più importante di questa nuova Roma. Da quando Mexes e Juan sono lì, a centro, a difendere, tutta la squadra è più sicura. Riise riesce ad ingranare meglio, ad anticipare, a guadagnare rimesse e punizioni importanti. Doni è molto più tranquillo, lo si vede quando para con molta semplicità palle che, qualche mese fa, sembravano avvelenate.

E poi Menez. Jeremy Menez. Lo hanno chiamato Mandrake, in Curva Sud: il Mago. E credo che un buon 70% del gol del Capitano è merito suo. Lo stop in mezzo a tre avversari, le finte con i quali li disorienta, il passaggio filtrante che da la possibilità al Capitano di fare il 2 a 0…sono numeri che vedo e rivedo in testa e che ci fanno sognare. Nessuno ha sentito la mancanza di Vucinic ieri sera, il quale si è potuto riposare pronto per il Cagliari. Ma la domanda mi viene spontanea: Mister, ma il coraggio di togliere un Menez così, ce l’hai?

Sono sicuro che il Mister saprà scogliere questo dubbio, saprà dare spazio a tutti, per continuare a farci sorridere ed esultare.

Ieri, dopo il ciucciotto del Capitano, gli abbracci, i sorrisi dei calciatori che uscivano dal campo e di quelli che entravano, gli scherzi e gli schiaffetti in testa a fine partita credo che la Roma abbia raggiunto il livello di maturità più alto. Adesso siamo tutti pronti per continuare a stupire, e nel frattempo il 27 Maggio, l’Olimpico in festa, stra-pieno, non è solo un miraggio.

Correte. Scappate. Siamo tornati, più belli di prima.

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Et voilà

8 12 2008
La squadra festeggia il gol del francesino.

La squadra festeggia il gol del francesino.

Dopo la vittoria contro la Fiorentina, a Roma, s’era ormai ristabilito tutto. Il gruppo, la squadra, il modulo, il cervello, le gambe, la mentalità dei ragazzi è tornata quella di prima.  Il film era già cominciato, ed i ragazzi si son seduti, in ritardo, ma si son seduti, per gustarselo. C’era un solo posto libero in questo cinema, in questo grande spettacolo che si chiama Roma.

Quel posto era di Jeremy Menez, l’ultimo arrivato, per certi sensi il più aspettato. Poi deriso, accantonato, quasi non considerato. E’ brutto per un ragazzo di 21 anni arrivare accompagnato dagli squilli di tromba e finire dopo appena 12 presenze (appena 3 partite da titolare) sottocoperta. Diciamo pure che in questa Roma che a fatica ha ritrovato forma e carattere, che ha dovuto oltrepassare ostacoli imponenti (come il Chelsea), e più piccoli ma comunque importanti (vedi il Lecce o il Cluj) nessuno avrebbe dato spazio al “nuovo“. Ci piace sempre rifugiarci nella vecchia guardia quando dobbiamo vincere per forza. Effettivamente la partita di Sabato si doveva vincere, per avvicinarci ancora di più al quarto posto e per continuare nella striscia di risultati positivi. Ma il caso, la fortuna, ha voluto che Mirko Vucinic per un affatticamento muscolare ha dovuto dare forfait.

E’ così che sbocciano i grandi amori. Dalla casualità, quasi dalla sfortuna. Leggendo il nome di Menez prima della partita nella formazione titolare ho fatto una smorfietta, lo ammetto. Dopo averlo visto smarcare 5 avversari in un sol colpo, e tirare con quella tale sicurezza, la smorfietta si è trasformata in sorriso.

Jeremy Menez è stato di gran lunga il migliore in campo, anzi, ha illuminato d’immenso una partita che in realtà stava prendendo la piega di tutte le altre partite che la Roma ha ormai sadicamente catalogato come partite da perdere. Quelle contro le squadre piccole, le neo-promosse o le prossime a retrocedere, che si chiudono in difesa, mettendo le sorti della partita nelle mani del portiere, che spesso si trasforma in un Buffon. Sorrentino Sabato è stato l’ennesimo Buffon, dopo Storari, Amelia, Antonioli e chi più ne ha più ne metta, ho avuto veramente l’impressione che la partita con il Chievo sarebbe finita con uno 0 a 0 tondo tondo, che ci avrebbe fatto male più di una sconfitta.

Ma non ho fatto caso che, nel trambusto, nella noiosa confusione in quel di Verona, c’era un protagonista in più. Un predestinato.

La magia di Jeremy Menez, che ci regala quella che è, a mio parere, la vittoria più importante dopo quella del Derby, ha un’importanza determinante non solo per il gruppo, per la classifica, per la striscia positiva. No, finalmente l’ultimo posto, vuoto, è stato occupato.  E allora, ora come prima, posso dirlo con un sorriso in bocca che in realtà mi manca da tempo. Bienvenu Jeremy.





Dico tutto. Cassano-Boccaccio e le sue stronzate.

5 12 2008
La copertina del libro di Cassano.

La copertina del libro di Cassano.

Non comprate il libro. Prendetelo come un ordine, un suggerimento o un consiglio, ma il libro di Cassano consolida ancora di più l’obbrobrio che Antonio sta dando della sua immagine, in tutta Italia, esclusa Genova ovviamente, dove i suoi tifosi, giustamente ubriacati dai suoi numeri funambolici, non riescono a guardare la realtà in faccia: Cassano è un falso, un ipocrita, è l’Italiano perfetto. Per chi volesse farsi un’idea (senza comprare il libro), ecco un articolo del buon Daniele Lo Monaco, che raccoglie tutti i passi nei quali Cassano parla della sua esperienza a Roma, con i vari retroscena, i vari episodi, che tanto fanno incuriosire i tifosi di tutta Italia, ma che in realtà a me fanno ridere come un matto.

Antò, che hai fatto, Antò?; direbbe il mitico Carletto Zampa. Aggiungo io: Antò, ma dove sei arrivato? Ad auto-prenderti per il culo di fronte a tutto il Paese? L’elenco delle stronzate dette dal nostro neo-Boccaccio, alias Antonio Cassano, è interminabile. Ma la cosa che mi piace sottolineare è che ormai Cassano c’ha preso gusto, si è creato un personaggio, una sorta di alter-ego che è un misto fra Totò e Maradona, ed è ormai convinto di far tendenza.

Spalletti ha definito il libro di Cassano “Il manuale del giovane calciatore“, e di fronte a tutte queste iniziative delle squadre di Serie A (in testa, guardate un pò, la Sampdoria del nostro Antonio) per riportare i vivai italiani a livelli più consoni, di fronte alla recessione che (si dice) dovrebbe colpire anche i calciatori miliardari, Cassano risponde con un bel: “Ma che me ne fotte a me, prendo soldi, mi alleno poco, dico stronzate, parlo con la mano davanti alla bocca per non farmi capire da tutti, mi faccio 3 veline al giorno, distruggo le bandierine, prendo a pugni l’arbitro…ma tutti mi osannano“.

Allora concludo: nel pieno dell’era-Mourinho, che esclude gente come Adriano per 5 minuti di ritardo, e Balotelli per il suo fare spocchioso (e non fa male, visto quanto sono pagati i calciatori), questa auto-biografia di Cassano distrugge tutto quello che di buono si sta cercando di fare per cambiare l’immagine del nostro calcio nel mondo, facendoci ripiombare tremendamente nella realtà, con veline, Porsches, gioielli, ritardi e capricci. Di Cassano qualcuno ammira la sua sincerità. A me fa schifo, perchè so che tutto quello che Antonio ha detto in 80 pagine scarse di libro, potrà essere cancellato da un momento all’altro.

Tifosi della Samp, ricordatevi bene la frase “Resterò per sempre a Genova“. Verrò a rinfacciarvela quando il vostro idolo andrà  a prendere una barca di soldi da Moratti, Cobolli-Gigli, Berlusconi o Abramovic.