Riflessioni di fine Marzo

31 03 2009
L'amore degli ultras giallorossi a Trigoria, post-Arsenal.

Tornato dalla gita, nel bel mezzo di una sosta calcistica, che scende come manna dal cielo, non dovrebbe esserci molto da scrivere. Non ho visto la partita della Nazionale contro il Montenegro, mi hanno riferito che De Rossi ha fatto la solita partitona e che Brighi si è comportato bene: la notizia è che non ci sono infortunati. Anzi, la ruota comincia a girare, visto che si sono infortunati due giocatori chiave dell’Inter e del Genoa (Maicon e Milito). Mi dispiace a livello umano per entrambi, però, diamine, non se ne poteva di più di vedere la Roma con 23 indisponibili e le altre squadre con 3/4 giocatori per ruolo.

Per fortuna a Trigoria si ricomincia a vedere qualcuno che corre. Sono tornati in gruppo Perrotta e Cassetti, in molti acciaccati si sono ripresi, e il Capitano sta continuando a fare gradoni, corsa sostenuta e palestra. Unico grande mistero: Aquilani. Non si capisce quale sia il suo problema, non si capisce quando potrà tornare. A questo punto io direi di lasciargli tutto il tempo che gli necessita per recuperare una volta per tutte, magari tentare un controllo all’estero, perchè questo ragazzo ha grandi potenzialità, ma un fisico troppo fragile. Rinnovargli il contratto è un atto di fiducia, ma sostenere delle grosse spese per un giocatore sempre in bilico non è un lusso che la Roma può permettersi. Deve dare garanzie a livello fisico, altrimenti una cessione non sarebbe così scandalosa come in molti a Roma la giudicano.

Domenica quindi affronteremo il Bologna, è ancora presto per accennare ad una formazione, ma, a bassa, bassissima voce si può dire che finalmente potremo avere in campo un undici decente. Il Bologna è una tappa importante, considerando che la Fiorentina è impegnata a Bergamo, un campo difficile, in un orario impossibile (le 13) per lo scandalo-spezzatino, e che il Genoa scenderà in Calabria, contro una Reggina che si gioca la salvezza partita per partita. Recuperare qualche infortunato sarà determinante, evitare squalifiche ed ulteriori infortuni ancora di più, si spera che il Capitano possa giocare 90 minuti senza alcun problema, in vista del Derby dell’11 Aprile.

Parlando di mercato,  leggo oggi le dichiarazioni di Guberti, esterno sinistro del Bari, che sembra sia il primo acquisto per la prossima stagione. A parametro zero, 24 anni, italiano, si comincia bene quindi, speriamo che non siano solo voci, anche perchè ho visto qualche partita dell’Ascoli e del Bari e il ragazzo merita la A. Nel frattempo ho seguito con interesse Okaka a Brescia, e il nostro Jay-Jay si sta scatenando, Cerci a Bergamo sta finalmente giocando qualche partita, Andreolli ha fatto una buona stagione con il Sassuolo…insomma, i giovani ci sono, riprendiamoceli e non facciamo follie. L’unico grande acquisto che dovremmo fare sarebbe una punta, una vera punta, che conosca il calcio italiano, visto che Totti non potrà sicuramente sostenere un’annata intera. Io stravedo per Floccari, potrebbe essere buono anche Quagliarella, occhio però a Cruz (un prestito non sarebbe male) e ad Acquafresca (la politica dell’Inter non è esattamente pro-giovani). Se si vuole rischiare allora io darei un’occhiata in Olanda, ultiamente si parla molto di Marko Arnautovic (ecco una scheda del CDR) come il nuovo Ibrahimovic. I numeri ce li ha, ecco, seguirlo meglio sarebbe bene, comprarlo ora non sarebbe rischioso a livello economico, si potrebbe rischiare di bruciarlo a 19 anni appena compiuti, ma non bisogna lasciarsi scappare un altro potenziale Ibrahimovic.

Chiudo con l’augurio che domani, nella partita di Bari, nessuno dei nostri nazionali si faccia male…e sperando nel debutto di Marco Motta. Un saluto agli amici romanisti (e non), a risentirci a domenica.





Convocazioni e saluti

23 03 2009

Questo l’elenco dei giocatori a disposizione di Lippi per il doppio impegno con Montenegro e Repubblica d’Irlanda:

Portieri: Buffon (Juventus), Amelia (Palermo), De Sanctis (Galatasaray);
Difensori: Bocchetti (Genoa), Cannavaro (Real Madrid), Chiellini (Juventus), Dossena (Liverpool), Gamberini (Fiorentina), Grosso (Olympique Lione), Motta (Roma), Zambrotta (Milan);
Centrocampisti: Brighi (Roma), De Rossi (Roma), Foggia (Lazio), Montolivo (Fiorentina), Palombo (Sampdoria), Pepe (Udinese), Pirlo (Milan);
Attaccanti: Di Natale (Udinese), Iaquinta (Juventus), Pazzini (Sampdoria), Quagliarella (Udinese), Rossi (Villarreal).

Contentissimo per la convocazione di Brighi e Motta,  i ragazzi se la sono meritati, spero solo che non ne risentano a livello fisico, vista la sfiga che ci perseguita.

Ne approfitto per dare un saluto, domani parto per la gita in Toscana, tornerò domenica.





Un film già visto

22 03 2009

C’è un qualcosa di melodrammatico nella sconfitta di ieri sera, che mi lascia un senso di amarezza e di rassegnazione che mi logora. Dalla Roma di ieri non potevamo aspettarci molto, è inutile negarlo. Le assenze erano troppo e troppo determinanti, i pochi titolari erano pure acciaccati, da alcuni ci si aspettava di più (Mexes e Baptista in particolare), da alcuni non ci si poteva aspettare di più, e l’avversario che avevamo di fronte non era esattamente l’ideale.

Prendere 4 gol è stato veramente immeritato, e fa molto male al morale della squadra, e sopratutto alla classifica. Genoa e Fiorentina oggi pomeriggio, stentando, hanno vinto, e adesso il quarto posto è a 5 punti. Con 9 partite da giocare il distacco non è troppo, eppure la Champions League 2009/10 si allontana sempre di più, considerando che, nonostante le due vittorie su quattro scontri diretti (uno si deve ancora giocare a Firenze), siamo così distanti, e, non solo dovremo fare i nostri punti domenica per domenica, ma dovremo pure sperare in alcuni passi falsi che, almeno il Genoa, non accenna a fare.

Della partita di ieri c’è poco da dire. Alla sfiga iniziale s’è aggiunta pure quella durante la partita. Nel primo gol di Iaquinta Loria commette un errore demenziale, mentre tutti i compagni applicano (in maniera corretta) il fuorigioco lui decide, impavido, di farsi una bella passeggiata e di affrontare l’attaccante juventino, il quale, ovviamente, se lo mangia e trasforma il primo tiro in porta della Juventus in tutto il primo tempo in gol.

Parlavo di melodramma all’inizio, il momento clou è stato il pareggio di Loria, proprio lui, che riesce a farci credere per 6 minuti scarsi che forse, anche a Roma, le favole esistono, che per una volta potremo vedere Davide battere Golia. E invece una deviazione beffarda, che catapulta la palla esattamente sulla testa di Iaquinta ci riporta con i piedi per terra, a ricordarci che, no, le favole a Roma non esistono. Gli altri due gol sono imbarazzanti da commentare, Mellberg nel saltare è lasciato solissimo, Nedved si inventa il gol dell’anno. Nient’altro da dire a una Juventus che con il minimo sforzo porta a casa il massimo risultato…i bianconeri hanno tutto sommato meritato la vittoria, ma non una vittoria così umiliante.

L’impressione è di aver visto questo partita qualche mese prima. Quando Iaquinta ha segnato il primo gol ho dato a mio padre, compagno di sofferenze, il pronostico: 0 – 4. Ci sono andato vicino, ma non perchè fossi Nostradamus o Vanna Marchi, io quella partita l’avevo già vista. Era il 19 Ottobre, a Roma scendeva un’altra squadra in campo, c’erano le stesse aspettative, forse lo stesso numero di spettatori, il risultato fu quasi uguale: Roma 0 – Inter 4. Quella partita certificò la nostra crisi, spero che questa invece ci dia una scossa giusta per giocare queste ultime 9 partite come se fossero tutte delle finali. Finali che speriamo di giocare senza 11 indisponibili.





Angolo amarcord: Roma – Juventus

21 03 2009
Il gesto del Capitano

Il gesto del Capitano

La partita di questa sera si avvicina inesorabilmente, e in molti di noi, è inutile negarlo, cresce il desiderio di vedere un bel naufragio su Roma, magari ai livelli di quello di Roma – Samp, visto che definire la Roma che andrà in campo questa sera “in emergenza” è solo un eufemismo. Lo stesso Spalletti scherzando, in conferenza stampa, ha detto che avrà molta scelta, in realtà la partita di questa sera non si potrà rimandare. Sia perchè su Roma splende il sole, sia perchè non è da romanisti sperare in una catastrofe naturale per sovvertire il destino di una partita.

La situazione della Magica è figlia della sconsiderata preparazione fatta in estate, della sfiga che non c’abbandona mai, delle condizioni pietose dei campi di Trigoria, di tutto quello che volete…ma comunque sia questo è quello che passa in convento, e ce lo dobbiamo tenere probabilmente fino alla fine della stagione. Sarebbe inutile inveire contro la società, i medici, o l’allenatore, adesso la squadra ha bisogno del nostro supporto, che sia la formazione titolare a scendere in campo o la Primavera.

Approposito di Primavera, Spalletti per necessità di cose ha convocato molti giovani della squadra di Alberto De Rossi. Il mister, primo anno a parte, non ha mai dato tutto questo spazio ai giovani…per molti ha fatto bene, per me ha fatto malissimo. Direi che questa è la punizione divina, adesso, volente o nolente, qualche giovincello in campo dovrà pur metterlo il nostro toscanaccio preferito, e in periodo di grane come questo proprio noi, che di dollari ed euro ne abbiamo pochi, DOBBIAMO puntare sui giovani. Sono 7 i Primavera convocati da Spalletti, molti sono giovani promettenti già nel giro delle nazionali minori, Bruno Conti (approposito, auguri in ritardo Brunè) in settimana ci ha dato un quadro generale del settore giovanile giallorosso, ed ha parlato molto bene di D‘Alessandro, Brosco, Crescenzi e compagnia bella…ebbene, questa sera anche loro saranno la nostra forza in campo.

Tornando all’amarcord, l’ultima vittoria della Roma all’Olimpico contro la Juventus risale all’8 Febbraio 2004. Quella sera la Roma distrusse la Juventus di Lippi (e di Moggi) con un 4 a 0 che fa ancora storia. La partita quella sera io dovetti seguirla con la radio, perchè non avevo ancora un abbonamento Sky e/o Mediaset. E’ stata una delle serate più belle della mia vita da tifoso romanista nonostante non avessi avuto l’ausilio delle immagini. Una notte magica nella quale l’odiata Juventus, favorita e stra-favorita da arbitri e designatori, venne a Roma convinta di portarsi a casa 3 punti importantissimi per lo scudetto, se ne tornò a Torino con la coda fra le gambe e le ormai arcinote “4 pappine” che il nostro immenso Capitano regalò a Tudor a fine partita.

Al di là degli sfottò, la Juventus non entrò mai in partita, venne punita da un gran destro di Olivier Dacourt nel primo tempo, da un rigore del Capitano, procurato per fallo di Montero su Cassano, e da una doppietta dello stesso Cassano, in assoluto migliore in campo. Quella era tutta un’altra Roma, ma ci piace ricordare questi momenti storici per avvicinarci a una sfida così importante da giocare, ahimè, senza una formazione decente.

Chiudo con il video esclusivo del 4 a 0 di 5 anni fa, commentato dal nostro Carletto Zampa. La prestazione, chiamiamola vocale, di Carlo sul quarto gol di Cassano è ormai leggenda.





La mano davanti alla bocca

15 03 2009

Ogni volta che entra in campo, nelle tante chiacchierate con i tanti amici che ha nel suo fantastico mondo, fatto di centinaia di donne, di corna agli arbitri, di scherzi e buffonate, c’è sempre la mano destra a coprire la sua bocca. Come se ogni sillaba che scandisca fosse segreto di stato, peggio, vangelo.

In principio era il verbo, e alla fine fu la mano di Antonio Cassano, che nasconde segreti che noi umani non possiamo neanche immaginare. Anche con la sua Roma ha qualcosa da dire, prima a Baptista (si conoscono dai tempi di Madrid) e poi a Spalletti. Sì, proprio Spalletti, colui che ha messo fine alla sua luna di miele romana, che lo ha mandato in Spagna da Capello a ingrassare e ad allungare la sua improbabile lista di donne conquistate.

Adesso Antonio è approdato su lidi molto più tranquilli, forse Genova sarà meno bella di Madrid, ma lui sta bene, e viene accontentato in tutte le sue richieste. E’ al centro dell’attenzione, è l’unica prima donna, non c’è più Totti, non ci sono più i Galacticos. C’è solo lui. E’ coccolato, arruffianato e sempre giustificato dal suo allenatore e dalla società. Antonio Cassano vive nel suo paese delle Meraviglie, e probabilmente non se ne andrà, fino a quando il Moratti di turno non verrà a prenderselo con libretto d’assegni in mano e tante promesse in bocca.

Comunque sia il talento c’è, è evidente. E’ il miglior calciatore italiano (paradossalmente non è nel giro nazionale) e adesso che ha al suo fianco un cecchino come Pazzini è diventato pericoloso come il miglior 007. Eppure c’è un sassolino che Antonio non riesce mai a togliersi dalle sue scarpe nere. Quella Roma, la sua Roma (che poi è nostra, solo nostra), non riesce proprio a batterla.

Oggi la Roma era ancora più incerottata di Mercoledì, in condizioni fisiche e psicologiche (soprattutto) precarie, è riuscita a tener testa a una gran bella Sampdoria, che è vittima di una classifica bugiarda. La visita dei 5000 a Trigoria nel Sabato forse ha fatto bene ai nostri ragazzi, che hanno avuto la fiducia e il giusto entusiasmo per scendere in campo a Genova, uno dei campi più difficili d’Italia.

La partita si era subito incanalata per bene con il gol di Baptista (avrei pagato per vedere la stessa palla entrare nella porta sotto la Curva Nord, all’Olimpico, in quel giorno del quale non voglio più far menzione), la Sampdoria però ha preso campo, ha alzato di molto il baricentro del gioco, ed alla fine, ha pareggiato grazie ad una magia di Cassano, ed è andata in vantaggio grazie alla solita infinocchiata di Doni, che non è riuscito a parare una caramella di Paladino, trasformandola in assist per lo spietato Pazzini. A fine primo tempo sembra che la mano di Cassano stia finalmente avendo i suoi effetti.

Nel secondo tempo la storia è tutta un’altra. La Roma scende in campo con il cuore, determinata a portarsi minimo un punto a casa. In realtà potevamo portarne anche 3 di punti, ed evitare di tifare Inter questa sera, però la strafottenza e la sterilità del trio di attaccanti schierato in campo non può permetterci altro che un pareggio su rigore (nettissimo). Aggiungiamo pure che abbiamo giocato buona parte della partita in 9, per due ingenuità compiute dal buon Marco Motta (e, diciamolo, pure per la cocciutaggine del nostro mister nel tenerlo in campo nonostante il nervosismo), e per l’assenza totale di un certo Mirko Vucinic (A.A.A.), allora il pareggio diventa una vittoria, e ce ne andiamo a Roma, aspettando la Juventus, un pò più sollevati, ma comunque concentrati sul nostro obiettivo.

Nella peggiore delle ipotesi questa sera la Fiorentina batterà l’Inter, staccandoci di 3 punti. Nella migliore l’Inter continuerà la sua striscia positiva, battendo anche i viola, e lasciandoci con Mutu&Co. a pari punti nel quinto posto. In tutto questo però vediamo qualcosa di positivo, perchè questa Roma sfortunata e infortunata c’è, resiste, con il coltello fra i denti .

Perciò salutiamo la Samp e Genova con la mano davanti alla bocca: “Yes, we can. Se po fà“.





A te

13 03 2009

L’ultimo video commovente di Ermes79…davvero stupendo. Devo aggiungere anche una frase che ha detto Tonino Cagnucci :

La sensazione è quella di giocare sempre la stessa partita: Slavia, Torino, Inter… Ma senza arrivare mai a rigiocare quella partita di fine maggio. Sono uscito e ho visto un bambino con la sciarpa: ecco cosa significa essere romanista.





Il sogno di un bambino

13 03 2009

La notte più emozionante della stagione è passata, e lascia con se tanta amarezza, tante ferite aperte, tanto orgoglio, tanto senso di appartenenza e tanta delusione, per un sogno che svanisce e che molto probabilmente non potremo mai più realizzare.

Ho trovato la forza di scrivere qualcosa sulla partita di Mercoledì solo ora, a due giorni di distanza, ma in realtà credo che porterò impressa nella mia mente quella notte per tutta la mia esistenza, tanto che non sto neanche minimamente pensando al match di Marassi di Domenica. Negli occhi c’è ancora quel rigore di Vucinic tirato in maniera inspiegabile, e poi il rigore finale di Max Tonetto. Lo si leggeva già negli occhi che avrebbe sbagliato Max, avrebbe potuto tirarlo altre 4, o 5 volte, ma alla fine tutti noi romanisti sapevamo che fine avrebbe fatto quella partita maledetta, giocata con una squadra infortunata, finita con una squadra ancora più infortunata.

La Roma ha giocato una partita al di sopra di ogni aspettativa, ogni giocatore, dal più in forma al più malato, ha dato il suo contributo al 100%, correndo per 120 minuti contro una squadra più giovane, più in forma e molto più atletica di quella nostra. E’ stato commovente vedere Pizarro e Totti conciati malissimo, giocare e lottare su ogni pallone, più con il cuore che con le gambe. E’ stato belissimo vedere segnare Juan, che s’era appena appena aggiunto alla lunghissima lista infortuni, la sua corsa con passo felpato (perchè non riusciva manco a correre…) sotto la Curva Sud è l’emblema di questa serata sfortunata, maledetta. E’ stato bello emozionarsi ancora per questa squadra, che è scesa con il coltello fra i denti in campo, come avevamo chiesto tutti, e io sono ancora orgoglioso di tenere a questi colori, di gridare al mondo che sono romanista e ne vado fiero…

…però non possiamo nascondere la nostra incredibile amarezza per aver perso tutto quello che ci rimaneva di questa annata disastrosa. Il sogno della finale dell’Olimpico ci ha accompagnati fin da quando abbiamo alzato in Maggio la Coppa Italia. In testa tutti avevamo quella finale, da giocare a Roma, per prenderci una rivincita lunga 23 anni. Vedere svanire tutto così, per un rigore tirato maldestramente, è una “coltellata”, come l’ha definita il Capitano. Una coltellata che lascerà una ferita per sempre.

Le lacrime del nostro gladiatore a fine partita, nascoste dalla maglia, sono un’altra immagine triste che si aggiunge alle tante immagini tristi della nostra storia. Il nostro simbolo non è riuscito a trattenere il pianto, per una finale che lui più di tutti sognava. Lui che è nato e morirà con questa maglia nel cuore ha dimostrato che anche con una gamba sola si può lottare e si può sognare di andare avanti. Stoico e storico, un’ emblema, un esempio per tutti noi, ma anche un uomo che nel momento peggiore versa lacrime. Dino Viola una volta disse che “La Roma non ha mai pianto e mai piangerà: perché piange il debole, i forti non piangono mai“, mi dispiace ma non mi trovo d’accordo con il grande presidente. Mercoledì ogni giocatore della Roma, da Riise, migliore in campo in una posizione che non era manco la sua, a Baptista, che ha nella coscienza questa sconfitta per quel gol sciaguratamente divorato nel secondo tempo, avrebbe avuto un buon motivo per piangere.

Perchè il nostro sogno è svanito via, se l’è portato via una fredda notte di Marzo, ma il nostro amore per questa squadra non finirà mai, e non ci verrà tolto per quei maledetti 11 metri, ne per quelle maglie gialle che festeggiano proprio nel nostro tempio, per una vittoria che in realtà non meritavano. Ognuno di noi dovrà conservare in mente un solo momento di questo 11 Marzo 2009: una squadra, 22 gladiatori, che vanno sotto la Curva Sud, in lacrime, a prendere i giusti applausi, perchè li hanno meritati tutti.

Grazie ragazzi, sono e sarò per sempre ORGOGLIOSO di voi.





Tra sogni e cerotti

11 03 2009

Passano le ore, gli occhi vanno verso l’orologio al polso, seguono le lancette, il tempo sembra sempre più lento. Il cervello e sopratutto il cuore sono da altre parti. Si tenta di recuperare almeno il primo, visto che il secondo è irrimediabilmente legato a quei colori che stasera invaderanno l’Olimpico.

Passano le ore, in questo momento ne mancano 2, minuto più, minuto meno, ascolti la radio per cercare di non pensare a quelle note che fanno venire i brividi. Guardi un film, apri un libro, addirittura ti metti a spolverare, tutto questo per cercare di rimediare qualche minuto, di vedere quella fottutissima lancetta sempre più vicina all’8.

Poi però hai paura, non vorresti che arrivasse quell’ora, quel momento, solo perchè hai paura di rivivere momenti indimenticabilmente brutti. Così ti tuffi nelle previsioni…”E se poi…”, “Ma se succede…”, “Ma se non succede…”, “E se magari…”, e tutte quelle frasi che vengono spesso troncate per paura di sovvertire il risultato, per scaramanzia.

Tante volte ci troviamo di fronte ai criticoni che ci prendono per il culo perchè perdiamo troppo tempo per il calcio. Io non perdo tempo per il calcio, per la Roma, perdo anche soldi, neuroni, corde vocali. E ne vado fiero. Se non ci sei dentro non puoi capirlo, se non tifi come fai a capire quanto siano importanti per te quei 90 minuti che non finiscono mai, quelle facce tirate della gente allo stadio, che segue la palla, che trema, che esulta, che soffre…sono emozioni indescrivibili così, seduti davanti a un PC, ma sono queste emozioni che ci danno forza per una serata come questa.

Forse in molti, questa sera, avranno paura ad accendere la TV, o ad andare allo stadio, perchè questa sera sono poche le probabilità di vittoria, diverse quelle di sconfitta, eliminazione e fallimento stagionale. Io dico a questi, che tremano con il televisore in mano, o che sono lì per strappare il biglietto dello stadio: accendete la TV o prendete la vostra auto, cercate un parcheggio in zona Trastevere e precipitatevi in Curva Sud, in Tribuna, persino in Curva Nord, perchè queste sono le notti che tutti sogniamo di vivere, ma non solo perchè vogliamo una vittoria (perchè quello è senza dubbio), ma perchè sono le notti che ci ricordano, che dimostrano, che la nostra non è una fissazione inutile, è una passione, che la Roma non è una squadra, è il nostro amore (per chi non ce l’ha), la nostra amante (per chi ha già l’amore), la nostra affettuosa mamma, la nostra sorella rompicoglioni.

Sognare non costa nulla, è vero, ma anche se costasse 10, 100, 1000 milioni di euro io li pagherei tutti, per vivere una notte come questa, e sognare fino all’ultimo minuto di poter cambiare tutto. E se tutto dovesse andare male, c’è sempre una parte del tuo cuore che ti dice che questa squadra non la lascerai mai.





Forza Inter (e Palermo)

8 03 2009

Prima di commentare è giusto dire una cosa: il tocco di mano di Mexes sullo 0 a 0 era di un’evidenza sconvolgente. L’arbitro era coperto, ma il guardalinee aveva una panoramica, a questo punto o è un anti-udinese doc, oppure non sa fare il suo lavoro. Lo dico perchè è giusto ammettere gli eventuali favori arbitrali, anche se questo è l’unico in un anno e mezzo. Gli interisti stanno già a parlare di compensazione…loro hanno vinto la partita contro il Genoa segnando il gol del 2 a 0 con un giocatore che doveva già essere espulso prima. Ma è meglio così.

Meglio così perchè, come avrete capito dallo scandaloso titolo del post, questo pareggio con l’Udinese visto 24 ore dopo non è poi un risultato così negativo. La Fiorentina nel pomeriggio le ha prese inesorabilmente contro un Palermo incazzatissimo, l‘Inter ha fatto il suo dovere al Marassi, rallentando il Genoa (che ha perso pure l’imbattibilità casalinga). Nel panico totale post-partita non si son fatti per bene i conti: siamo a -1 dal quarto posto, con lo scontro diretto di Firenze da giocare.

Questo è l’unico aspetto positivo da sottolineare, per il resto, di positivo non c’è proprio niente. Il quadro, in vista della sfida di Mercoledì contro l’Arsenal, è sconvolgente. De Rossi squalificato, Perrotta infortunato, Aquilani e Pizarro più no che sì. Mi chiedo come faccia Spalletti a schierare in campo una squadra decente a centrocampo, che è stato sempre il forte del nostro gioco. Sono pessimista anche per le condizioni del Capitano. Alla fine ce la farà ad esserci, ma sarà un sacrificato, farà la solita partita piena di calci e falli per cercare qualche passaggio illuminante. La situazione infortuni di quest’anno è veramente scandalosa, e sarà il motivo principale per il quale quest’anno sarà un miracolo arrivare quarti.

Tornando alla partita di Sabato pomeriggio, l’Udinese sembrava l’Ascoli, ma Doni l’ha tramutata in Juventus, ed ha reso la loro partita una passeggiata con un intervento da finocchio, che più finocchio non si può. Aggiungendo che non ho mai visto Doni parare un rigore, mi chiedo quanto sia idiota il nostro numero 1, e quando riuscirà a fare una partita decente in casa. In trasferta si esalta, forse perchè deve farsi vedè, ma sotto la Curva Sud dispensa sempre prestazioni dal film horror.

Approposito di horror, Tagliavento, il servo…ehm, il fischietto dell’occasione, dopo essersi reso conto di aver negato un rigore all’Udinese ha tentato in 2 minuti di raddrizzare la partita, prima non segnalando un fuorigioco evidente su un azione da gol di Asamoah (che poi s’è magnato l’impossibile), poi espellendo De Rossi (capitano) per proteste. Inconcepibile, inanzitutto perchè il fallo di Brighi non c’era, poi perchè Daniele non ha mica preso a schiaffi l’arbitro, si vede benissimo che imprecato come farebbe qualsiasi capitano dopo un fischio del genere. Ed invece Danielino, da capitano, non può permettersi questo. Anzi, viene squalificato e deferito. Il signor Balotelli invece può permettersi, qualche ora dopo, di fare una ventina di falli da dietro, di offendere gli avversari e di accusarli addirittura di simulazione, per ricevere al massimo un avvertimento. Questo è il calcio italiano.

Concludendo, il pareggio non è un brutto risultato, certo, se Montella non avesse dimenticato come si segna forse adesso staremo a parlare di tre punti d’oro, ma il pensiero va subito a Mercoledì, con la sperenza che la nostra bella infortunata possa rompere l’incantesimo e ricordarsi di essere ancora la più bella del reame. Come nelle favole.

Forza Roma, oggi, domani, sempre, ovunque.





Insieme alla Roma per donare la vita

7 03 2009

Insieme alla Roma per donare la vita
Nel ricordo di Luciano Fioravanti
29 marzo 2009 –Stadio Olimpico di Roma

Il 29 marzo   2009, l’A.S. Roma organizza allo Stadio Olimpico la quarta  edizione della giornata “Insieme alla Roma per donare la vita”, la manifestazione  nata per ricordare  Luciano Fioravanti, Dirigente della Società scomparso prematuramente nel 2005 e che è stato per As Roma esempio  di altruismo e generosità.

Il punto di forza della manifestazione, fin dal primo  anno è stata la promozione di una corretta informazione inerente alla donazione del sangue, contribuendo così all’annoso problema “dell’autosufficienza regionale”  che più volte è stata evidenziata dalle Istituzioni e dagli organi competenti, attenendosi a quelli che sono gli standard qualitativi di cui necessita tale attività.

Come nelle passate edizioni, tutti coloro che lo vorranno, tifosi romanisti  e non solo – e che ne avranno la possibilità – saranno invitati ad effettuare una donazione volontaria di sangue, presso gli spazi idonei ,   allestiti con sale prelievo all’interno dello Stadio Olimpico, sotto la gestione ed il controllo sanitario delle strutture ospedaliere presenti all’evento. I cancelli dello Stadio Olimpico saranno aperti dalle ore 8.00 alle ore 12.00 di domenica 29 marzo 2009.

Dai 6 centri trasfusionali, che parteciparono alla prima edizione dell’iniziativa, si è passati agli attuali 16, la totalità dei Centri Trasfusionali operanti su Roma.
Grazie alla presenza delle équipes di queste strutture si è assicurato che tutte le fasi della donazione avvenissero nel massimo rispetto di quelli che sono i criteri imposti dalle Leggi trasfusionali, come si evince da alcuni numeri  delle passate edizioni:

- 2100 donatori di cui l’85% idoneo.

Per detta manifestazione, come peraltro nelle precedenti l’A.S. Roma ha avuto il Patrocino del Ministero della Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali,  Croce Rossa Italiana, Comune di Roma, Provincia di Roma, Regione Lazio e il supporto degli Enti ospedalieri della Capitale che come tutti gli anni hanno risposto mettendo a disposizione le strutture per le Sale che saranno allestite per il prelievo di sangue.

La manifestazione si avvarrà del prezioso apporto della Croce Rossa Italiana che anche quest’anno metterà a disposizione i propri volontari e mezzi.

Un’ulteriore conferma della valenza  che l’evento ha assunto nel corso degli anni, viene dall’apprezzamento all’iniziativa del Centro Nazionale Sangue, organo istituito dal Ministero della Salute, con funzioni di Coordinamento e controllo tecnico scientifico della rete trasfusionale nazionale.
Roma, 6 marzo 2009

Ufficio Stampa