Ho finalmente trovato la risposta ad uno dei quesiti che mi attanagliano da quando, fin da piccolino, ho sbirciato la Divina Commedia, scritta dall’immenso Dante. Nell’osservare il Purgatorio non ho mai capito perchè, i cosiddetti negligenti fossero puniti. Alighieri li cataloga come “morti di morte violenta“, ed io mi sono sempre chiesto: ma sti poveretti, non solo vengono ammazzati, mò pure la punizione devono avere?
Non è un caso che io abbia trovato la risposta alla mia domanda in quel di Firenze, la città di Dante. Il calcio non era ancora nato in quell’età, però forse il caro amico nasuto aveva già previsto quanto sarebbe stato straziante per il tifoso romanista del terzo millennio vedere la propria squadra perdere una settimana sì ed una settimana no, per giunta in maniera sempre umiliante. Così dopo le pappine rifalateci da Tottenham (perchè lo conto pure, cazzo, era il mio compleanno), Palermo, Genoa, Inter, Udinese, Catania, Atalanta, Juventus e Lazie (tutte in rigoroso ordine cronologico) non poteva mancare la Fiorentina.
Una settimana fa, dopo Roma – Lecce, mentre tutti erano euforici per il ritorno in corsa Champions, avevo già detto quello che pensavo di questa partita. Che avrei accettato anche di perdere ma almeno una volta in maniera dignitosa, ed invece il copione s’è ripetuto. Adesso la Roma ha la seconda difesa peggiore del campionato, in pratica solo Lecce e Bologna hanno subito più gol, ma, fatto ancora più scandaloso, è la squadra che ha subito più espulsioni con minor numero di falli fatti. Questa squadra va ormai fuori da ogni rigor di logica.
Ieri sera si criticava Spalletti per aver scelto Cassetti centrale, a me sembra idiota ridurre tutta la partita ad una sola scelta, in realtà Mexes e Juan (che sono i titolari) non avrebbero fatto meglio, e non hanno dimostrato niente di meglio in questa lunga annata. Ogni partita sempre la stessa storia: cross in area, colpo di testa del centravanti di turno, gol. Nel frattempo i nostri “baluardi difensivi” stanno lì, a guardare, je mancano solo i pop-corn. Che si chiamino Riise, Diamoutene, Loria, Mexes, Juan, Panucci, Motta, Cicinho, Cassetti…sembrano aver dimenticato i fondamentali del calcio. Come si marca, come si anticipa, come si fa la diagonale.
Non voglio però caricare di responsabilità la difesa, per carità, la colpa è anche degli altri. La colpa è di tutti. Ma sopratutto la colpa è di una persona, che con la sua testardaggine si sta e ci sta rovinando la faccia.
Girando per i vari siti i nuovi sondaggi danno per indiziata numero 1, colpevole di tutto, Rossella Sensi. Come se fosse lei a mettere la squadra in campo, come se allenasse lei la squadra in settimana, come se lei fosse a caricare la squadra negli spogliatoi, prima, dopo e durante la partita. No cari, qui bisogna per una volta dire la verità: Luciano Spalletti ha fallito in tutto e per tutto, e per giunta ha anche il coraggio di criticare la scelta della presidente di andare in ritiro.
Sono stanco in generale di questa stagione logorante per tanti motivi, sia perchè non ce la faccio più di perder la faccia così, ed essere umiliato da tutte le rivali storiche, ma anche dai primi pivellini che arrivano dalla Romania o dalla Padania. Sia perchè è insopportabile vedere Doni (o Artur) raccogliere in fondo al sacco palloni infilati lì da gente sconosciuta con nomi che variano tra l’assurdo e il tragicomico (l’ultimo della lista è Gobbi, ma il top è stato Juan Culio), o peggio, sia perchè è straziante vedere che nel pomeriggio il Genoa ha perso con il Bologna e che noi, anche con un pareggino di merda, staremmo qui a parlare di un’altra partita, ma soprattutto, perchè non ce la faccio più ad essere preso per il culo da te (lo dico da uomo a uomo), Luciano Spalletti, nato a Certaldo 50 anni orsono. Non sopporto più la tua testardaggine, il tuo 4-2-3-1 delle meraviglie che NON può funzionare se Totti è a mezzo servizio, Taddei ha dimenticato a giocare a calcio e Brighi ha dimenticato come si fa a centrare lo specchio della porta, non sopporto più la tua nonchalance der cazzo, i tuoi avverbi, i tuoi sillogismi, le tue figure retoriche, i tuoi sonetti. Non dico che te ne debba andare, perchè sei bravo, ma abbia l’umiltà di accettare i tuoi errori, di ricominciare da zero…come ha fatto Mourinho rinnegando il suo 4-3-3 pur di vincere un cazzo di Scudetto di merda.
La classifica guardandola adesso, alle 18 e 8 di domenica 26 Aprile, ci dice che siamo a 6 punti dal nostro obiettivo. La matematica non ci condanna, è più la mentalità e la mancanza di idee dei nostri calciatori che lo fa. La società con un comunicato ha finalmente detto quello che pensa, in pratica, che non è normale che un gruppo di giocatori che vengono pagati così tanto debbano fare sempre tali brutte figure.
Spulciando adesso il dizionario di Italiano, negligente sta per: “che ha poca voglia di fare quanto dovrebbe, che compie i propri compiti con scarsa diligenza e senza impegno“. Caro Dante, adesso ti ho capito.







