I negligenti

26 04 2009

Ho finalmente trovato la risposta ad uno dei quesiti che mi attanagliano da quando, fin da piccolino, ho sbirciato la Divina Commedia, scritta dall’immenso Dante. Nell’osservare il Purgatorio non ho mai capito perchè, i cosiddetti negligenti fossero puniti. Alighieri li cataloga come “morti di morte violenta“, ed io mi sono sempre chiesto: ma sti poveretti, non solo vengono ammazzati, mò pure la punizione devono avere?

Non è un caso che io abbia trovato la risposta alla mia domanda in quel di Firenze, la città di Dante. Il calcio non era ancora nato in quell’età, però forse il caro amico nasuto aveva già previsto quanto sarebbe stato straziante per il tifoso romanista del terzo millennio vedere  la propria squadra perdere una settimana sì ed una settimana no, per giunta in maniera sempre umiliante. Così dopo le pappine rifalateci da Tottenham (perchè lo conto pure, cazzo, era il mio compleanno), Palermo, Genoa, Inter, Udinese, Catania, Atalanta, Juventus e Lazie (tutte in rigoroso ordine cronologico) non poteva mancare la Fiorentina.

Una settimana fa, dopo Roma – Lecce, mentre tutti erano euforici per il ritorno in corsa Champions, avevo già detto quello che pensavo di questa partita. Che avrei accettato anche di perdere ma almeno una volta in maniera dignitosa, ed invece il copione s’è ripetuto. Adesso la Roma ha la seconda difesa peggiore del campionato, in pratica solo Lecce e Bologna hanno subito più gol, ma, fatto ancora più scandaloso, è la squadra che ha subito più espulsioni con minor numero di falli fatti. Questa squadra va ormai fuori da ogni rigor di logica.

Ieri sera si criticava Spalletti per aver scelto Cassetti centrale, a me sembra idiota ridurre tutta la partita ad una sola scelta, in realtà Mexes e Juan (che sono i titolari) non avrebbero fatto meglio, e non hanno dimostrato niente di meglio in questa lunga annata. Ogni partita sempre la stessa storia: cross in area, colpo di testa del centravanti di turno, gol. Nel frattempo i nostri “baluardi difensivi” stanno lì, a guardare, je mancano solo i pop-corn. Che si chiamino Riise, Diamoutene, Loria, Mexes, Juan, Panucci, Motta, Cicinho, Cassetti…sembrano aver dimenticato i fondamentali del calcio. Come si marca, come si anticipa, come si fa la diagonale.

Non voglio però caricare di responsabilità la difesa, per carità, la colpa è anche degli altri. La colpa è di tutti. Ma sopratutto la colpa è di una persona, che con la sua testardaggine si sta e ci sta rovinando la faccia.

Girando per i vari siti i nuovi sondaggi danno per indiziata numero 1, colpevole di tutto, Rossella Sensi. Come se fosse lei a mettere la squadra in campo, come se allenasse lei la squadra in settimana, come se lei fosse a caricare la squadra negli spogliatoi, prima, dopo e durante la partita. No cari, qui bisogna per una volta dire la verità: Luciano Spalletti ha fallito in tutto e per tutto, e per giunta ha anche il coraggio di criticare la scelta della presidente di andare in ritiro.

Sono stanco in generale di questa stagione logorante per tanti motivi, sia perchè non ce la faccio più di perder la faccia così, ed essere umiliato da tutte le rivali storiche, ma anche dai primi pivellini che arrivano dalla Romania o dalla Padania. Sia perchè è insopportabile vedere Doni (o Artur) raccogliere in fondo al sacco palloni infilati lì da gente sconosciuta con nomi che variano tra l’assurdo e il tragicomico (l’ultimo della lista è Gobbi, ma il top è stato Juan Culio), o peggio, sia perchè è straziante vedere che nel pomeriggio il Genoa ha perso con il Bologna e che noi, anche con un pareggino di merda, staremmo qui a parlare di un’altra partita, ma soprattutto, perchè non ce la faccio più ad essere preso per il culo da te (lo dico da uomo a uomo), Luciano Spalletti, nato a Certaldo 50 anni orsono. Non sopporto più la tua testardaggine, il tuo 4-2-3-1 delle meraviglie che NON può funzionare se Totti è a mezzo servizio, Taddei ha dimenticato a giocare a calcio e Brighi ha dimenticato come si fa a centrare lo specchio della porta, non sopporto più la tua nonchalance der cazzo, i tuoi avverbi, i tuoi sillogismi, le tue figure retoriche, i tuoi sonetti. Non dico che te ne debba andare, perchè sei bravo, ma abbia l’umiltà di accettare i tuoi errori, di ricominciare da zero…come ha fatto Mourinho rinnegando il suo 4-3-3 pur di vincere un cazzo di Scudetto di merda.

La classifica guardandola adesso, alle 18 e 8 di domenica 26 Aprile, ci dice che siamo a 6 punti dal nostro obiettivo. La matematica non ci condanna, è più la mentalità e la mancanza di idee dei nostri calciatori che lo fa. La società con un comunicato ha finalmente detto quello che pensa, in pratica, che non è normale che un gruppo di giocatori che vengono pagati così tanto debbano fare sempre tali brutte figure.

Spulciando adesso il dizionario di Italiano, negligente sta per: “che ha poca voglia di fare quanto dovrebbe, che compie i propri compiti con scarsa diligenza e senza impegno“. Caro Dante, adesso ti ho capito.





Un senso

20 04 2009

Ho spento la TV, con la maglia addosso, sollevato, perchè la mia squadra è riuscita a vincere per un rigore (che non c’era) contro una squadra che l’anno prossimo giocherà in B, e lo deve solo ed esclusivamente ad una persona, che da 15 anni trasforma in oro ogni pallone che tocca con quei piedi fatati, e, da 15 anni, l’unica cosa che mi vien da dire quando mi chiedono “Com’è andata la partita?” è “Se non ci fosse lui…“.

Lo dico con amarezza, non perchè sia scontento, ma perchè questo copione lo vedo e lo rivedo da quando tifo per la Roma, e so che prima o poi il nostro Capitano dirà basta, perchè ogni partita per lui è una battaglia, e le sue gambe non sono più quelle di un tempo. Ieri è entrato nella top ten dei migliori marcatori italiani di sempre, probabilmente riuscirà anche ad arrivare nono, volendo può anche puntare alla top five, e sono contento per lui, perchè non gioca mai per sè stesso, gioca sempre per la squadra e allo stesso tempo batte record personali come se niente fosse, come se 15 anni di calcio, e tanti calci alle gambe non si sentissero.

Purtroppo però la Roma non è solo lui, e la verità è che continuiamo a prender gol in maniera stupida, con marcature inesistenti, con leggerezza, con errori dei singoli, e per poco ieri stavamo per perdere l’ultimo treno per cercare di riacciuffare questo quarto posto al quale io continuo a credere pochissimo.

Se la squadra continuerà a giocare così, ma sopratutto a scendere in campo con questa mentalità, il quarto posto resterà un’utopia, preda del Genoa, o della Fiorentina, che hanno dimostrato entrambe di essere più continuee, ma soprattutto, hanno dimostrato di avere una minima organizzazione difensiva, cosa che il nostro caro mister Spalletti ha dimenticato di fare, scegliendo di dedicarsi totalmente alla fase offensiva, che quest’anno è venuta mancare visti gli infortuni a caterve.

Continuo a vivere questa stagione come una lunga agonìa. Pensavo che, dopo la risalita che abbiamo avuto nel periodo post-Derby d’andata, l’incubo fosse finito…e invece siamo ricaduti nel tunnel, che non sembra finirà se non il 31 Maggio con la chiusura di questa maledetta annata. Ormai ogni partita della Roma segue due copioni: o si va in vantaggio, si viene prontamente recuperati, e si soffre per vincere, oppure si perde, ma non in maniera dignitosa, ma subendo minimo 3 gol.

Sabato andremo a Firenze a giocarci quelle poche possibilità che abbiamo di prenderci la Champions, ma anche per dimostrare che siamo ancora una squadra. Che siamo ancora la squadra che ha fatto tremare Lione, Real Madrid, Chelsea, Milan, Inter e (mettiamocelo anche) il Manchester United. Per dimostrare, per una volta ancora, che si può anche perdere, ma che non si deve mai e poi mai mollare. E’ troppo comodo attaccarsi alle magie e ai colpi di un singolo, in questi momenti deve venir fuori la squadra, il gruppo, gli uomini, i coglioni.

Proviamoci, fino alla fine. Almeno per dare un senso a questa fottutissima stagione, che (come dice Vasco) un senso proprio non ce l’ha.





Sfogo

13 04 2009

Sono due giorni che mi siedo davanti al pc per scrivere qualcosa, o per cercare di commentare il derby che abbiamo visto Sabato pomeriggio, e sono due giorni che non riesco a scrivere mai qualcosa di sensato, o meglio, qualcosa che non assomigli alla solita schifezza post-derby, piena di rosicate, insulti all’arbitro e cose così. Mi limito semplicemente ad aggiungere qua e là (senza immagini, presentazioni, grassetto e minchiate varie, tanto non servono a un cazzo) quello che mi passa nel cervello da due giorni a questa parte quando penso alla Roma di Sabato, ma in generale, alla Roma di quest’anno, con la speranza di recuperare qualche neurone per fare un discorso ben articolato di chiusura di stagione, visto che, per il secondo anno consecutivo, chiudiamo la stagione ad Aprile, cioè a quasi due mesi dalla fine reale della stagione, con una sconfitta in un derby.

I Laziali festeggiano, ed è giusto farli festeggiare, hanno adempiuto al loro dovere annuale. Cioè: rompere i coglioni a noi nell’unica partita dell’anno che per loro conta realmente, che è anche l’unica partita nella quale riescono a raccogliere i 3 punti salvezza. Adesso torneranno all’anonimato, alla subordinazione, alla minoranza che gli spetta, visto e considerato che il loro prossimo impegno sarà a Genova contro il Genoa…e non s’è mai visto un laziale che faccia un favore a un romanista.

I Laziali festeggiano, ma le colpe le abbiamo tutte noi. Siamo scesi in campo sul 2 a 0, probabilmente la Roma vista nel primo tempo avrebbe ribaltato il risultato nel secondo tempo, ma stiamo parlando della Roma appunto. Una squadra che quest’anno ha già vinto tutto, ed anticipatamente. Tutti i nostri obiettivi prefissati, anche i minimi, sono stati raggiunti. Siamo Campioni d’Italia, abbiamo vinto la Champions League…e la Coppa Italia.  Sì, pure quella. Quindi come possiamo noi tifosi romanisti pretendere che scenda in campo un gruppo di leoni assatanati, piuttosto che un gruppo di gattini che miagolano e che si incazzano se non dai loro i croccantini? COME?

Se poi c’è una cosa che mi fa incazzare di più è l’essere preso per il culo, sopratutto da persone come Spalletti, che dopo una stagione del genere dovrebbe ammettere le proprie colpe ed invece parla di “episodi”. Ogni domenica, ogni volta che si perde, si parla di “episodi”. A questo punto l’intera stagione della Roma non è stata un’annata calcistica, è stato uno sceneggiato, pieno di “episodi”. Quindi nell’episodio 1 abbiamo perso ai rigori con l’Inter, nell’episodio 13 le abbiamo prese dal Cluj, nell’episodio 15, nel 21, 34 ecc. ecc. siamo stati umiliati da Inter, Atalanta, Juventus, e non ultima dalla Lazie. Mi chiedo quando finisca questo teatrino del cazzo, quando il nostro mister finirà di filosofeggiare ed andrà dritto dritto al sodo.

Il peggiore fra i peggiori è stato Doni. E non è la prima volta che dico che è un portiere di basso livello. Ogni volta che la partita è decisiva lui sbaglia SEMPRE. Guardatevi Manchester, guardatevi gli scontri diretti con l’Inter negli anni precedenti, guardatevi i vari derby…mi sono veramente rotto il cazzo di vedere portieri di Serie B che fanno miracoli e lui, con tutti i soldi che prende, non riesce a parare quella caramella che ha tirato Kolarov. Ridicolo, e ancora lo teniamo in rosa…3 settimane fa sono stato a Siena, rimpiango di non aver portato con me Gianluca Curci.

Ultimo sfogo. Il primo fra tutti questi rammolliti di merda, che quest’estate andrà da Rossella Sensi o da Pradè a battere casse per avere un “adeguamento contrattuale” verrà adeguato a calci in culo dal sottoscritto. Lo giuro sulla cosa che più amo, vengo lì a Roma e lo prendo a calci in culo.

Ah…un’altra cosa. Sentivo Varriale (sempre lui) che definiva “vergognoso” il comportamento di Spalletti e Tare negli spogliatoi. E’ stato vergognoso (ma è dir poco) invece, veder scendere in campo tutte le squadre di Serie A mentre in Abruzzo ci sono 70.000 sfollati e sono morte 300 persone, è stato vergognoso vedere che nè la FIGC nè il Coni hanno fatto qualcosa di veramente degno per aiutare i fratelli abruzzesi. Il minimo sarebbe stato devolvere tutti gli incassi di tutte le partite all’Abruzzo…e invece il calcio continua a rimanere indifferente. Tanto i coglioni che pagano ogni anno ci sono.

E che cazzo.





Arnautovic

8 04 2009

Metà Ibra, metà Ronaldo…facciamolo vedere a Pradè sto video, daje.





Aggrappati a lui.

7 04 2009

Splende il sole su Roma, torna il Capitano in campo, la Roma torna a vincere, e anche se continua a non convincere poco importa. Se non è un sillogismo, ci manca poco. In realtà, più che della vittoria della Roma, si dovrebbe parlare del ritorno di Totti. Per il Capitano ho finito gli aggettivi ormai da tempo, ma in quei due rigori ho avuto l’impressione che Checco abbia messo tutta la rabbia e il rancore che ha tenuto nascosto per tutto questo tempo. Rabbia per un ginocchio che non lo lascia più tranquillo, per una stagione deludente, ma sopratutto per un sogno, IL sogno di una notte di Maggio, spazzato in una fredda sera di Marzo da un pugno di terribili ragazzini in maglia gialla. Io credo che il Capitano non abbia ancora smaltito la delusione per quel maledetto 11 Marzo. Tutta la stagione della Roma ruotava attorno alla finale di Champions all’Olimpico, e adesso che il sogno è rimasto solo un sogno , lui, che era quello che ci credeva di più, non accetta le critiche e le voci che circolano nell’ambiente romano.

Tornando alla partita, la Roma ha potuto finalmente schierare un undici decente, anche se, gli ex-infortunati erano quasi tutti acciaccati. I primi venti minuti sono stati devastanti, probabilmente la Roma avrebbe dovuto chiudere il primo tempo sul 2 a 0, poi c’è stato un calo, la squadra non solo si è cullata, ma si è pure allungata, lasciando i quattro baluardi difensivi (più De Rossi) da soli a contrastare le poche cavalcate dei bolognesi, guidati da un Di Vaio rivitalizzato dall’aria di provincia. Il gol del pareggio è arrivato sugli sviluppi di un calcio piazzato, come ormai accade da secoli, i nostri difensori non riescono ad evitare gli inserimenti da dietro di testa, a prescindere se chi colpisce si chiama Cristiano Ronaldo o Marazzina, e il nostro grande portierone non è capace neanche di provare a parare (ma quest’offerta dei Citizens c’è veramente?). Insomma, la solita fase difensiva preparata male ci stava facendo pareggiare un’altra partita fondamentale.

E in effetti, se non fosse stato per il colpo del campione, la Roma avrebbe pareggiato questa partita, che mi è sembrata la fotocopia di quella di qualche settimana fa contro l’Udinese. Il Campione in questione è Francesco Totti, ovviamente, che ha messo una pezza ad una partita giocata male, a ritmi a volte troppo alti, a volte troppo bassi. Non potevamo aspettarci di più, lo ripeto, da un gruppo di giocatori provenienti da infortuni abbastanza gravi, perciò questi 3 punti sono fondamentali per la corsa al quarto posto.

Quarto posto che, ahimè, si fa sempre più lontano. Mancano 8 partite alla fine e Fiorentina ma sopratutto Genoa non si fermano, vincendo (bisogna ammetterlo) in campi in cui noi abbiamo raccolto pochissimo. Nell’anticipo delle 13 (no comment..) la Fiorentina è riuscita ad espugnare Bergamo con un grande Gilardino, mentre il Genoa, senza il Principe Milito, è riuscita ad affondare la Reggina con un gol di Thiago Motta. In tutti e due i campi noi abbiamo raccolto 1 punto scarso, questa è la pura verità. Sarà difficile per noi arrivare a questo benedetto quarto posto, sopratutto se chi ci sta davanti non accenna a fare un passo falso.

La prossima settimana, alle 15, si gioca una buona fetta del nostro campionato. La Lazio si avvicina al derby in maniera disastrosa, è reduce da tre sconfitte consecutive, è in piena crisi…di conseguenza è la favorita. Noi ci avviciniamo al derby con un organico finalmente decente, ma con qualche grossa lacuna a livello tattico ma sopratutto psicologico. Nel frattempo il Genoa riceverà la rassegnata Juventus, la Fiorentina invece dovrà vedersela con il Cagliari delle meraviglie di Mister Allegri. Sarà fondamentale vincere il Derby, e sperare in un passo falso delle nostre due contendenti, anche se la squadra che è scesa in campo con il Bologna non potrà farcela mai, contro una Lazio più arrabbiata che mai ci vorrà una Roma “versione Arsenal”…e l’impressione è che quella Roma fosse stata solo un’eccezione alla regola.

Arrivederci alla prossima settimana, con la stracittadina.