L’Italia vende

10 06 2009

Kakà con la camiseta blanca del Real.

Kakà con la camiseta blanca del Real.

Ho appena letto “Le Pagelle” di Fabrizio Bocca su la Repubblica.it, volevo riportare qui in particolare due passi dell’articolo, che parlano di questo “esodo di campioni” dal Belpaese, e del potere sempre più forte dei procuratori.

Appeal del calcio italiano 5
Difficilmente il nostro calcio vivrà un anno più sconvolgente di questo. Già da molte stagioni eravamo abituati a colpi meno eclatanti, clamorosi. E da due decenni in assoluto avevamo perso l’abitudine a veder arrivare in Italia i numeri 1 in assoluto, come Maradona o Platini. Ma nessuno avrebbe immaginato, a campionato 2008-09 appena chiuso, che sarebbe cominciata una vera e propria fuga. Nessuno si rassegna a questa nuova situazione del calcio italiano, ma intanto perfino il Milan vende Kakà e l’Inter tratta col Barcellona la cessione di Ibrahimovic, che in Italia proprio non vuole più restare.

Che ci sia la crisi è certo, che persino Inter e Milan debbano fare i conti con i loro deficit colossali pure, ma in assoluto non è vero che i grandi campioni se ne vadano unicamente per soldi. Kakà avrebbe guadagnato molto di più al Manchester City ma alla fine va al Real, e Ibrahimovic è già, adesso, il giocatore più pagato al mondo. Anche se si può semore guadagnare di più certo… Entrambi vanno in Spagna per la qualità del calcio che si gioca lì, per le possibilità di vetrina che sono maggiori e per le chances di vittoria internazionale. In genere i grandi calciatori soffrono le pressioni e le tensioni del calcio italiano. Anche se ne sono abbondantemente ripagati. Nonostante la crisi…

Il potere a Raiola 2: cosa fanno Uefa e Fifa?
Anche Arrigo Sacchi nei suoi vari interventi ha detto che certe persone non gli piacciono e che il potere di certi procuratori è ormai diventato spropositato. Si parla qui ovviamente di Mino Raiola, l’agente di Ibrahimovic. Da una settimana Raiola imperversa su giornali, radio e tv di tutta Europa. Così abbiamo scritto qualche giorno fa.
“A comandare l’operazione Ibrahimovic c’è Mino Raiola, 41 anni, campano ma cresciuto ad Harleem in Olanda, dove la famiglia possedeva un ristorante. Cominciò a frequentare il calcio olandese e a fare da intermediario con i club italiani negli anni 90. A sentirlo parlare non si direbbe, ma adesso Raiola è uno dei procuratori più potenti e influenti. Anzi uno degli uomini più potenti del calcio in assoluto: strano e inquietante, ma è così. Mino gestisce gli affari di Ibrahimovic che è il calciatore che guadagna di più in assoluto al mondo, più di Cristiano Ronaldo e più ancora di Messi. Il lavoro di Raiola è quello di premere ogni estate il tasto del contratto e del mercato per cambiare il destino dei suoi protetti. Dietro le parole di Ibrahimovic c’è questo insolito regista”.
Se nel calcio tutte le norme sono saltate, i contratti non contano, i calciatori chiedono aumenti e revisioni degli accordi ogni 6 mesi, e si corre sempre dietro a chi può offrire di più, insomma se il calcio-mercato ha regole selvagge è anche perchè si è dato un potere infinito a questi agenti internazionali. Che, di fatto, hanno in pugno i portafogli dei presidenti. Negli ultimi anni le cose sono molto peggiorate e – nonostante le chiacchiere – l’Uefa di Platini o la Fifa di Blatter non hanno fatto quasi nulla per evitarlo. Raiola probabilmente è più potente di loro.


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