Show must go on

4 09 2009

ranierispalletti

Volevo scrivere qualcosa di più prolisso, perchè l’evento non è da sottovalutare, ma sinceramente sono rimasto senza parole. L’addio di Spalletti, anche se più volte dal sottoscritto è stato individuato come l’unica soluzione (l’avevo detto la prima volta un anno fa), mi rende malinconico, e soprattutto mi fa cadere dalle nuvole. Diciamo che Spalletti è stato quasi sempre il mio capro espriatorio, perchè, soprattutto l’anno scorso, per colpa della sua testardaggine abbiamo perso troppi punti ad inizio stagione, e per la fiducia incondizionata che riponeva in alcuni calciatori che, ormai, hanno dato il meglio di loro (vedi Taddei, Tonetto, Cassetti…) però non mi sono mai soffermato ad immaginare una Roma senza Spalletti. Anzi, ho sempre sognato di rivedere la Roma di Spalletti, quella ch giocava come il Brasile del ‘70, quella che con una decina di tocchi di prima portava davanti al portiere chiunque. Solo l’1 Settembre ci siamo accorti che quella Roma ormai è un’utopia, che adesso c’è bisogno di risultati, di sangue e sudore. Lo spettacolo non serve più, serve prendere meno gol e farne di più degli avversari, anche uno solo in più. Serve organizzazione difensiva, perchè tanto là davanti sono tutti bravi e fantasiosi.

In questo senso Ranieri era la miglior scelta che si potesse fare. Oltre al fatto di essere Romano, romanista, testaccino, ha pure tanta esperienza, e non è la prima volta che è chiamato per far miracoli (nel 2008 gli si chiese di portare la Juve in UEFA, la  portò in Champions).

E’ ovvio che parlare adesso è facile, ma credo, e spero, che con Ranieri potremmo completare questa stagione in maniera dignitosa, per poi aspettare che finalmente qualcuno ci porti via Rosella. Ormai è ora di cambiare aria, e pure in fretta.

Adesso, più che mai, riguardo i gol e i filmati di Lione, di Madrid, di Milano…e mi viene una certa tristezza, pensando che non rivedrò più quel capoccione seduto sulla nostra panchina. M’ero abituato alla sua calma piatta, alle sue figure retoriche, alla sua correttezza, che ha ancora una volta spiattellato in faccia alla dirigenza, lasciando i suoi soldi (tanti) sul tavolo. Capello se ne andò di notte, portandosi via qualche Giuda in più, e non ebbe neanche il buon senso di dire grazie, a una città che lo aveva voluto bene, quasi adorato. Spalletti ha fatto l’opposto. E’ sceso lui dall’auto per dire ai giornalisti che se ne sarebbe andato, nessun “portavoce”, nessun procuratore. Solo la sua sincerità. Resterà per sempre un esempio da seguire per chi, verrà a Roma ad allenare, e per chi vorrà imparare a fare l’allenatore, ma ancor prima, ad essere uomo.

Grazie Luciano, meritavi di più, dalla società, dai giocatori, da noi tifosi. Vai a vincere quello che meriti, ovunque, io tiferò per te.

PS: …adesso che il capro espriatorio se n’è andato la soluzione è una sola: S U D O R E. Spero che le 11 signorine in mini-gonna lo capiscano adesso, che non c’è più tempo per raschiare il fondo.


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Una risposta

4 09 2009
andreino68

Velroni direbbe: Purtroppo, ma anche finalmente, Spalletti lascia la Roma!!!….”purtroppo”, perchè dal lato umano non si poteva certo pretendere di meglio o di più da uno che sino all’ultimo giorno di mercato è stato preso per il culo dalla Sensi facendogli credere che sarebbe arrivata la prima punta sperata, tra l’altro, essendo pure tacciato in maniera ingrata di aver “abbandonato” la nave!!! “finalmente” perchè non se ne poteva più dell’ormai infruttuoso 4-2-3-1 e/o piccole varianti dello stesso, senza una vera alternativa di gioco più maschio e concreto!!!……….Caro Spalletti, mai come questa volta, mi va di darti il mio più sincero IN BOCCA AL LUPO!!!!!

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