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Archivio per la categoria ‘Calciomercato’

Luis Enrique sarà il nuovo allenatore della Roma?

27 maggio 2011 Lascia un commento

Luis Enrique, ex-calciatore di Sporting Gijon, Real Madrid e Barcellona, ed attuale allenatore del Barcellona B

Sarà lui il nuovo allenatore della Ro­ma, il tecnico individuato per dare inizio alla rivolu­zione culturale americana sotto il Colosseo. E’ una sfi­da senza precedenti. Affa­scinante sicuramente, ma anche molto rischiosa. E’ vero, Guardiola ha comin­ciato da lì, panchina del Barcellona B. E’ vero, Sac­chi arrivò al Milan che lo conoscevano in pochi. E’ vero, Villas Boas ha inizia­to da coinquilino nello stes­so condominio di Bobby Robson. Ma è pure vero che la scelta di Luis Enri­que è davve­ro una rivo­luzione con tutti i rischi annessi e connessi. Ol­tretutto è una scelta fatta già da qualche tem­po. Sarebbe andata così.

Corsport.it

Neanche questo è quello che mi aspettavo, è meglio di Pioli sicuramente, ma non lo conosco, non riesco a dare un giudizio. Vediamo un pò se verrà confermato, anche se oggi ne parlano tutti come fatta al 99%.

Ho sempre sognato Guardiola, soprattutto quando Pallotta ha detto che “saremo felici dopo la finale di Champions”. Io comunque credo in questa società e in questi dirigenti.

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Pioli alla Roma?!?

20 maggio 2011 Lascia un commento

Stefano Pioli, ex allenatore di Salernitana, Modena, Parma, Grosseto, Piacenza, Sassuolo ed attuale allenatore del Chievo Verona.

Secondo quanto riportato da Sky Sport, è terminato l’incontro tra Walter Sabatini e Stefano Pioli, disputato in una località tenuta segreta tra Brescia e Bergamo. Il neo Direttore Sportivo della Roma si è detto molto soddisfatto del colloquio durato un’ora e mezza, aggiungendo di essere contento di come Pioli concepisca il calcio e di come alleni i giocatori.

Subito dopo il termine dell’incontro con Walter Sabatini, Stefano Pioli è intervenuto all’interno della trasmissione “Unico Grande Amore”, in onda sulle frequenza di TeleRadioStereo: “Mi sono appena incontrato con Walter Sabatini, lo confermo. E’ chiaro che mi faccia molto piacere che il lavoro venga apprezzato, che una società come la Roma abbia pensato a me. L’incontro con Sabatini è stato positivo, ora aspettiamo. E’ stato un appuntamento utile per conoscerci, per capire come intendo io il calcio. Cosa posso portare in una grande squadra? Ho sempre sviluppato un calcio propositivo, portando avanti il discorso del gruppo. Non è tanto importante il modulo tattico, quanto il modo in cui viene interpretato. Nella mia carriera, visto che non alleno da poco tempo, da almeno nove anni, i risultati migliori li ho ottenuti laddove sono riuscito a raggiungere gli obiettivi prefissati. Non sempre ho firmato contratti annuali, anche se trovo giusto che al termine di ogni stagione ci si confronti con la proprietà e la dirigenza. Ad esempio avevo un biennale con il Sassuolo, ma dopo un anno mi ha cercato il Chievo e mi è stata data la possibilità di allenare a Verona. I tifosi della Roma sarebbero scettici? Altri allenatori in passato non sono stati accolti in pompa magna, poi il lavoro li ha premiati e sono stati riabilitati. Con Sabatini ci aggiorneremo la prossima settimana, quando avrò incontrato anche la proprietà del Chievo. Il mio contratto è in scadenza, c’è l’opzione per la prossima stagione. Parlerò con il Chievo, poi sentirò di nuovo Sabatini. Ma l’incontro di oggi è stato positivo, sono contento di essere stato contattato dalla Roma.”

http://www.vocegiallorossa.it/?action=read&idnotizia=18086

Mah, io sono veramente deluso, e se sarà così sarò veramente scontento.

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L’ora dei saluti

17 maggio 2011 1 commento

La copertina di "France Football" di oggi.

Non ho mai amato Mexes per le proprie capacità calcistiche, o almeno solo quest’anno mi è veramente sembrato un grande difensore, gli altri anni era un buon difensore ma troppo istintivo e falloso. L’ho sempre però ammirato per le sue lotte, le sue battute in romanesco, le sue litigate con gli arbitri e gli avversari più antipatici (memorabili le capocciate con Ibrahimovic e metà squadra della Lazio ogni derby), e l’ho ammirato tantissimo quando quest’anno c’ha lasciato una gamba intera pur sapendo che non avrebbe giocato l’anno prossimo con questa maglia.

Tuttavia tutto questo non serve a cancellare l’ipocrisia nelle sue parole di qualche mese fa, disse che non avrebbe mai fatto un danno alla Roma. Beh se questo non è un danno, poco ci manca. Sicuramente c’è un concorso di colpe con la vecchia dirigenza che poteva rinnovargli lo stipendio per poi ricavarci qualcosa (non dico 20 milioni, ma un difensore del genere almeno 9 o 10 ne valeva), ma è ovvio che c’è qualcosa sotto che noi non sapremo mai. Vedremo se anche Phill avrà questa bella faccia di baciare la maglia del Milan, così come hanno fatto a loro tempo Chivu, Mancini, Samuel e compagnia bella con la maglia dell’Inter. Tanta buona fortuna a lui, di difensori buoni, giovani e da scoprire ce ne sono tanti nel mondo, non aspetto altro che Sabatini e Baldini si mettano a lavoro.

Ben

Categories: Calcio, Calciomercato

All you need is love

9 agosto 2009 1 commento
Alberto saluta, a Fiumicino.

Alberto saluta, a Fiumicino.

Immagino che in questo momento Alberto Aquilani sia in volo per l’Inghilterra, piangendo da un occhio per quello che lascia a Roma, gioiendo dall’altro per quello che va a trovare nella città dei Beatles.

C’è una canzone dei cantanti di Abbey Road, la più bella a mio parere, che si intitola “All you need is love“, per gli ignoranti, “tutto ciò di cui hai bisogno è amore“, un concetto che ultimamente va a cocciare con gli stereotipi del calcio di oggi, dei vari Perez (c’è la sua mano anche nell’addio di Alberto, seppur involontariamente), Raiola e Ibrahimovic.
Eppure non mi sento di condannare Alberto, di metterlo alla pari con i signori sunominati.

Ecco perchè continuo ad immaginare che, mentre sto qui a scrivere, a tagliare e ricucire parole, Alberto Aquilani passeggiando per Liverpool avrà ancora negli occhio il Cupolone, il Colosseo e Piazza di Spagna, e mi piace anche immaginare che entrando ad Anfield Road avrà ancora l’Olimpico negli occhi, e che al posto dei “Come on, Alberto!” della Kop sentirà ancora i “Daje Albè!” della Curva Sud.

Che poi i 20 milioni inglesi ci facciano comodo, che Alberto non è poi il fenomeno che si dipinge, che è meglio venderlo agli inglesi che non ai milanesi, sinceramente non m’importa.
Aquilani non è mai stato Totti, nè De Rossi, cioè non è mai stato una bandiera insostituibile, uno di quei giocatori che adori fin da bambino, anzi è stato proprio Daniele a dare la giusta definizione dell’amico: “un campione del quale ci siamo dimenticati“. Alberto è un figlio di Roma, per questo quando ho letto del suo addio non sono andato a prendere la calcolatrice per fare i conti…due più due fa quattro, e l’amore è eterno…finchè dura.

There’s nothing you can do that can’t be done
There’s nothing you can make that can’t be mad
e”

…dicono i Beatles, i romani invece dicono: “Daje Albè, spacca tutto“, sono sicuro che Alberto, mentre indosserà per la prima volta quella maglia rossa, ma non GIALLOrossa lo dirà a se stesso: “Daje Albè, spacca tutto“.

The tranformers

24 luglio 2009 1 commento
Ibra saluta

Ibra saluta

L’evento mediatico (calcistico) del momento è lo scambio tra Ibrahimovic ed Eto’o. Il Barça e l’Inter sembrano aver trovato finalmente una soluzione ai rispettivi problemi, e stanno per completare un’operazione di mercato che farà girare una barca di soldi fra Barcellona e Milano. Alla fine hanno vinto i procuratori, in particolare quel Mino Raiola che ha rovinato la festa scudetto dell’Inter, cominciando ad usare i condizionali sul futuro in nerazzurro di Ibrahimovic, e l’addio al calcio di Nedved, parlando di un passaggio addirittura all’odiata Inter. Tutto è male ciò che finisce male, ma come sempre, in Italia, tutto si trasforma.

L’Inter sta vendendo uno dei tre giocatori più forti al mondo. Ibrahimovic, lo si ama o no, è una forza della natura. Classe e potenza, eleganza e concretezza, soprattutto in questa stagione appena conclusa è arrivato alla maturazione completa, macchiata solo dalla solita timidezza (è un eufemismo) nei momenti importanti (vedi Derby, scontri diretti e Champions League), Moratti non avrebbe voluto cedere un giocatore di questo livello, ma il famoso mal di pancia dello svedese lo ha indotto a trattare con il Barcellona adesso, per evitare di crear problemi al gruppo interista in vista di un anno cruciale per il progetto Mourinho. E’stato Moratti ad offrire Ibra al Barça, ed è riuscito ad avere Eto’o quasi in ginocchio, cedendo anche un giocatore come Maxwell per appena 3 milioni e mezzo.

La stampa italiana (Gazzetta dello Sport in particolare) sta celebrando invece questa operazione di mercato come un totale trionfo dell’Inter. Sembra che i Campioni d’Italia stiano cedendo Materazzi, Burdisso, o un giocatore qualsiasi della primavera per ottenere un campione come Eto’o. La realtà, con la R maiuscola, invece è un’altra. Eto’o è il contentino di Laporta, che si libera di un carattere difficile, e di una situazione molto scottante (contratto in scadenza nel 2010) e guadagna un potenziale Pallone d’Oro da affiancare a due fuoriclasse come Henry e Messi. Ma a noi italiani, si sa, piace trasformare tutto, e adesso Ibrahimovic, celebrato per mesi e mesi per le sue magie, adesso passa in secondo piano, di fronte al terribile Eto’o, Mister 199 Gol in carriera. Peccato che non abbia mai avuto a che fare con i difensori italiani, peccato che con Xavi, Iniesta, Messi, Henry, Dani Alves, Ronaldinho (e dimentico pure qualcuno) a farti i passaggi sotto porta siamo tutti bravi. E’ ben diverso raccogliere i lanci lunghi e sporchi dei difensori, fare la torre, difendere la palla contro due/tre marcatori, e sfornare anche assist al bacio…cose che vengono naturali a Ibra.

Non voglio sminuire il talento di Eto’o, pagherei per vederlo alla Roma a duettare con Totti e Vucinic, ma voglio sottolineare questo caso di trasformismo della stampa, ennesimo, che adesso accende i riflettori sull’arrivo di Eto’o a Milano, quando dalla stessa città sta partendo un fuoriclasse, un prossimo Pallone d’Oro. Credo che se davvero la Roma venderà Aquilani, ci troveremo di fronte a pagine di lutto…cosa che non è successa per Ibra.

Inutile dire che sono contento di vedere emigrare lo svedese. Antipatico e sbruffone, anche se fortissimo, ci ha segnato tanti gol, sarà un avversario temibile in meno, spero solo che adesso non prenda il suo posto Balotelli, un altro che abbina alla classe un bel caratterino.

Ne approfitto per augurare le peggiori sventure a Mou & compagnia bella.

Categories: Calcio, Calciomercato

Dzeko, era già in Italia ma nessuno lo ha visto (Guerin Sportivo)

30 giugno 2009 Lascia un commento
Ediz Dzeko, l'obiettivo di mercato del Milan

Ediz Dzeko, l'obiettivo di mercato del Milan

Non c’era momento peggiore per convincersi che Edin Dzeko fosse il centravanti giusto per la propria squadra: ingaggiare adesso il nazionale bosniaco è solo un rischio, perché il valore è gonfiato dai 26 gol segnati nell’ultima Bundesliga (8 la stagione precedente), dal campionato vinto con il Wolfsburg (un caso eccezionale) e dai 30 milioni sborsati in Germania dal Bayern per Mario Gomez. Senza contare che Dzeko nel Milan è obbligato a fare subito la differenza, ma rischia di scontare il fisico longilineo e pesante. E se nei primi tre mesi non segna, sono guai. Dzeko, per inciso, non ha mai giocato in Champions League e nel Wolfsburg è diventato titolare fisso solo nell’ultima stagione. Si rischiava meno a scoprirlo nel tempo. E per faro non c’era base migliore dell’Italia: il 4 ottobre 2004 a Pontedera erano molti gli osservatori italiani presenti alla partita d’esordio delle qualificazioni europee Under 19 dell’Italia. L’avversario era la Bosnia che schierava nell’undici titolare Dzeko. La squadra chiuderà il girone all’ultimo posto con zero punti, dietro il Kazakistan, con una sola rete segnata (non da Dzeko). L’osservatore più fedele di Lippi dell’Italia campione del mondo ama dire: «Quando uno è bravo non serve che ci sia io a vederlo, se mando mia moglie è lo stesso». L’occhio esperto serve quando la farfalla è nel bozzolo. L’interesse delle società però viene meno se l’obiettivo è extracomunitario e non sudamericano. Nella stagione 2006/07 Dzeko andò in doppia cifra con il Teplice nella massima serie ceca, venne segnalato in Italia, evidentemente dal procuratore giusto, fondamentalmente quando il calciatore milita in campionati o squadre minori e non ha la visibilità della Champions o della televisione. In compenso mezza Europa si fiondò sul suo compagno di reparto Fenin, comunitario in vista al Mondiale Under 20. La Germania è lo sbocco naturale della ex Cecoslovacchia e Dzeko, nell’estate che la Fiorentina si separava da Toni e non lo rimpiazzava sul mercato, finì al Wolfsburg per 2,5 milioni.L’Hoffenheim si è appena assicurato a costo zero Prince Tagoe, classe 1986 come Dzeko, titolare del Ghana, uno che rischia di essere “scoperto” come il nuovo Drogba al prossimo Mondiale. Domanda: era impossibile scoprirlo ieri solo perché giocava in Arabia Saudita? Per la statistica, 49 gol in due anni e mezzo.

Di Marco Zunino

Pillola (12 Giugno)

12 giugno 2009 2 commenti

Ronaldo saluta...

Ronaldo saluta...

Girovagando sui vari forum inglesi ho notato come i tifosi del Manchester non siano lì a strapparsi i capelli per la cessione di Ronaldo, cosa che invece in molti farebbero qui in Italia, io compreso, ammetto di esser stato molto vicino al suicidio quando si parlava di Totti al Real Madrid.

Scherzi a parte, gli inglesi dimostrano di essere un esempio anche in questo. Hanno perso il calciatore più forte e completo del mondo, ma hanno una grande squadra che ha dimostrato di saper attutire bene questi colpi (Beckham docet), ergo, è inutile usare i taglierini, è inutile spolverare il revolver di papà, se ci pensa Sir Ferguson. Scommetto che adesso darà più spazio a Macheda, e avrà successo anche in questo.

Nel frattempo ho trovato un bel video di “Addio” di una delle tante fans di Ronaldo, una specie di review dei suoi 6 anni a Manchester, guardatelo, bella anche la musica…

Fichado!

11 giugno 2009 Lascia un commento
L'annuncio di stamattina sul sito del Manchester

L'annuncio di stamattina sul sito del Manchester

Manchester United have received a world-record, unconditional offer of £80million for Cristiano Ronaldo from Real Madrid.

At Cristiano’s request – who has again expressed his desire to leave – and after discussion with the player’s representatives, United have agreed to give Real Madrid permission to talk to the player.

Matters are expected to be concluded by 30 June. The club will not comment until further notice.

E’ tutto vero, dopo quasi un anno di telenovele quindi Cristiano Ronaldo va in Spagna, a far compagnia a Kakà. Siamo appena all’11 Giugno e Perez ha già comprato i due giocatori più forti del mondo, non riesco a immaginare che razza di squadra riuscirà a comporre da oggi fino al 31 Agosto.

Il Manchester ha annunciato la notizia in sfondo nero, come vedete sopra, come se fosse in lutto. In effetti perde il miglior giocatore in giro sul pianeta, anche se adesso con 90 milioni di euro Sir Ferguson farà una campagna acquisti di altissimo livello (a basso prezzo).

C’è da dire che la cessione di Kakà ha aperto un circolo vizioso davvero impressionante. Adesso in teoria nessuno è incedibile (a parte il nostro Capitano ovviamente) e si aprono scenari di mercato da Playstation.

L’Italia vende

10 giugno 2009 Lascia un commento

Kakà con la camiseta blanca del Real.

Kakà con la camiseta blanca del Real.

Ho appena letto “Le Pagelle” di Fabrizio Bocca su la Repubblica.it, volevo riportare qui in particolare due passi dell’articolo, che parlano di questo “esodo di campioni” dal Belpaese, e del potere sempre più forte dei procuratori.

Appeal del calcio italiano 5
Difficilmente il nostro calcio vivrà un anno più sconvolgente di questo. Già da molte stagioni eravamo abituati a colpi meno eclatanti, clamorosi. E da due decenni in assoluto avevamo perso l’abitudine a veder arrivare in Italia i numeri 1 in assoluto, come Maradona o Platini. Ma nessuno avrebbe immaginato, a campionato 2008-09 appena chiuso, che sarebbe cominciata una vera e propria fuga. Nessuno si rassegna a questa nuova situazione del calcio italiano, ma intanto perfino il Milan vende Kakà e l’Inter tratta col Barcellona la cessione di Ibrahimovic, che in Italia proprio non vuole più restare.

Che ci sia la crisi è certo, che persino Inter e Milan debbano fare i conti con i loro deficit colossali pure, ma in assoluto non è vero che i grandi campioni se ne vadano unicamente per soldi. Kakà avrebbe guadagnato molto di più al Manchester City ma alla fine va al Real, e Ibrahimovic è già, adesso, il giocatore più pagato al mondo. Anche se si può semore guadagnare di più certo… Entrambi vanno in Spagna per la qualità del calcio che si gioca lì, per le possibilità di vetrina che sono maggiori e per le chances di vittoria internazionale. In genere i grandi calciatori soffrono le pressioni e le tensioni del calcio italiano. Anche se ne sono abbondantemente ripagati. Nonostante la crisi…

Il potere a Raiola 2: cosa fanno Uefa e Fifa?
Anche Arrigo Sacchi nei suoi vari interventi ha detto che certe persone non gli piacciono e che il potere di certi procuratori è ormai diventato spropositato. Si parla qui ovviamente di Mino Raiola, l’agente di Ibrahimovic. Da una settimana Raiola imperversa su giornali, radio e tv di tutta Europa. Così abbiamo scritto qualche giorno fa.
“A comandare l’operazione Ibrahimovic c’è Mino Raiola, 41 anni, campano ma cresciuto ad Harleem in Olanda, dove la famiglia possedeva un ristorante. Cominciò a frequentare il calcio olandese e a fare da intermediario con i club italiani negli anni 90. A sentirlo parlare non si direbbe, ma adesso Raiola è uno dei procuratori più potenti e influenti. Anzi uno degli uomini più potenti del calcio in assoluto: strano e inquietante, ma è così. Mino gestisce gli affari di Ibrahimovic che è il calciatore che guadagna di più in assoluto al mondo, più di Cristiano Ronaldo e più ancora di Messi. Il lavoro di Raiola è quello di premere ogni estate il tasto del contratto e del mercato per cambiare il destino dei suoi protetti. Dietro le parole di Ibrahimovic c’è questo insolito regista”.
Se nel calcio tutte le norme sono saltate, i contratti non contano, i calciatori chiedono aumenti e revisioni degli accordi ogni 6 mesi, e si corre sempre dietro a chi può offrire di più, insomma se il calcio-mercato ha regole selvagge è anche perchè si è dato un potere infinito a questi agenti internazionali. Che, di fatto, hanno in pugno i portafogli dei presidenti. Negli ultimi anni le cose sono molto peggiorate e – nonostante le chiacchiere – l’Uefa di Platini o la Fifa di Blatter non hanno fatto quasi nulla per evitarlo. Raiola probabilmente è più potente di loro.

Categories: Calcio, Calciomercato

Arnautovic

8 aprile 2009 4 commenti

Metà Ibra, metà Ronaldo…facciamolo vedere a Pradè sto video, daje.

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