
Ibra saluta
L’evento mediatico (calcistico) del momento è lo scambio tra Ibrahimovic ed Eto’o. Il Barça e l’Inter sembrano aver trovato finalmente una soluzione ai rispettivi problemi, e stanno per completare un’operazione di mercato che farà girare una barca di soldi fra Barcellona e Milano. Alla fine hanno vinto i procuratori, in particolare quel Mino Raiola che ha rovinato la festa scudetto dell’Inter, cominciando ad usare i condizionali sul futuro in nerazzurro di Ibrahimovic, e l’addio al calcio di Nedved, parlando di un passaggio addirittura all’odiata Inter. Tutto è male ciò che finisce male, ma come sempre, in Italia, tutto si trasforma.
L’Inter sta vendendo uno dei tre giocatori più forti al mondo. Ibrahimovic, lo si ama o no, è una forza della natura. Classe e potenza, eleganza e concretezza, soprattutto in questa stagione appena conclusa è arrivato alla maturazione completa, macchiata solo dalla solita timidezza (è un eufemismo) nei momenti importanti (vedi Derby, scontri diretti e Champions League), Moratti non avrebbe voluto cedere un giocatore di questo livello, ma il famoso mal di pancia dello svedese lo ha indotto a trattare con il Barcellona adesso, per evitare di crear problemi al gruppo interista in vista di un anno cruciale per il progetto Mourinho. E’stato Moratti ad offrire Ibra al Barça, ed è riuscito ad avere Eto’o quasi in ginocchio, cedendo anche un giocatore come Maxwell per appena 3 milioni e mezzo.
La stampa italiana (Gazzetta dello Sport in particolare) sta celebrando invece questa operazione di mercato come un totale trionfo dell’Inter. Sembra che i Campioni d’Italia stiano cedendo Materazzi, Burdisso, o un giocatore qualsiasi della primavera per ottenere un campione come Eto’o. La realtà, con la R maiuscola, invece è un’altra. Eto’o è il contentino di Laporta, che si libera di un carattere difficile, e di una situazione molto scottante (contratto in scadenza nel 2010) e guadagna un potenziale Pallone d’Oro da affiancare a due fuoriclasse come Henry e Messi. Ma a noi italiani, si sa, piace trasformare tutto, e adesso Ibrahimovic, celebrato per mesi e mesi per le sue magie, adesso passa in secondo piano, di fronte al terribile Eto’o, Mister 199 Gol in carriera. Peccato che non abbia mai avuto a che fare con i difensori italiani, peccato che con Xavi, Iniesta, Messi, Henry, Dani Alves, Ronaldinho (e dimentico pure qualcuno) a farti i passaggi sotto porta siamo tutti bravi. E’ ben diverso raccogliere i lanci lunghi e sporchi dei difensori, fare la torre, difendere la palla contro due/tre marcatori, e sfornare anche assist al bacio…cose che vengono naturali a Ibra.
Non voglio sminuire il talento di Eto’o, pagherei per vederlo alla Roma a duettare con Totti e Vucinic, ma voglio sottolineare questo caso di trasformismo della stampa, ennesimo, che adesso accende i riflettori sull’arrivo di Eto’o a Milano, quando dalla stessa città sta partendo un fuoriclasse, un prossimo Pallone d’Oro. Credo che se davvero la Roma venderà Aquilani, ci troveremo di fronte a pagine di lutto…cosa che non è successa per Ibra.
Inutile dire che sono contento di vedere emigrare lo svedese. Antipatico e sbruffone, anche se fortissimo, ci ha segnato tanti gol, sarà un avversario temibile in meno, spero solo che adesso non prenda il suo posto Balotelli, un altro che abbina alla classe un bel caratterino.
Ne approfitto per augurare le peggiori sventure a Mou & compagnia bella.