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Archivio per la categoria ‘Champions league’

Barcellona – Manchester United – TUTTE LE FOTO IN HQ, ALL HQ PICTURES

29 maggio 2011 Lascia un commento
Categories: Calcio, Champions league

26 anni dopo, l’Heysel

29 maggio 2011 Lascia un commento

Ancor prima di celebrare la meritata e stupenda conquista della Champions League da parte del Barcellona mi sembra giusto ricordare questa tragedia, forse la più brutta della storia del calcio. La vergogna di uno sport così nobile ed amato.

Ricordando:

Rocco Acerra (28)
Bruno Balli (50)
Alfons Bos (35)
Giancarlo Bruschera (21)
Andrea Casula (11)
Giovanni Casula (44)
Nino Cerullo (24)
Artemio Moroni(24)
Willy Chielens (41)
Giuseppina Conti (17)
Dirk Daeneckx (38)
Dionisio Fabbro (51)
Jaques François (45)
Eugenio Gagliano (35)
Francesco Galli (25)
Giancarlo Gonelli (20)
Alberto Guarini (21)
Giovacchino Landini (50)
Roberto Lorentini (31)
Barbara Lusci (58)
Franco Martelli (22)
Loris Messore (28)
Gianni Mastroiaco (20)
Sergio Mazzino (38)
Luciano Rocco Papaluca (38)
Luigi Pidone (31)
Benito Pistolato (50)
Patrick Radcliffe (38)
Domenico Ragazzi (44)
Antonio Ragnanese (29)
Claude Robert
Mario Ronchi (43)
Domenico Russo (28)
Tarcisio Salvi (49)
Gianfranco Sarto (47)
Amedeo Giuseppe Spolaore (55)
Mario Spanu (41)
Tarcisio Venturin (23)
Jean Michel Walla (32)
Claudio Zavaroni (28)

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Categories: Calcio, Champions league

A te

13 marzo 2009 2 commenti

L’ultimo video commovente di Ermes79…davvero stupendo. Devo aggiungere anche una frase che ha detto Tonino Cagnucci :

La sensazione è quella di giocare sempre la stessa partita: Slavia, Torino, Inter… Ma senza arrivare mai a rigiocare quella partita di fine maggio. Sono uscito e ho visto un bambino con la sciarpa: ecco cosa significa essere romanista.

Categories: Calcio, Champions league

Il sogno di un bambino

13 marzo 2009 Lascia un commento

La notte più emozionante della stagione è passata, e lascia con se tanta amarezza, tante ferite aperte, tanto orgoglio, tanto senso di appartenenza e tanta delusione, per un sogno che svanisce e che molto probabilmente non potremo mai più realizzare.

Ho trovato la forza di scrivere qualcosa sulla partita di Mercoledì solo ora, a due giorni di distanza, ma in realtà credo che porterò impressa nella mia mente quella notte per tutta la mia esistenza, tanto che non sto neanche minimamente pensando al match di Marassi di Domenica. Negli occhi c’è ancora quel rigore di Vucinic tirato in maniera inspiegabile, e poi il rigore finale di Max Tonetto. Lo si leggeva già negli occhi che avrebbe sbagliato Max, avrebbe potuto tirarlo altre 4, o 5 volte, ma alla fine tutti noi romanisti sapevamo che fine avrebbe fatto quella partita maledetta, giocata con una squadra infortunata, finita con una squadra ancora più infortunata.

La Roma ha giocato una partita al di sopra di ogni aspettativa, ogni giocatore, dal più in forma al più malato, ha dato il suo contributo al 100%, correndo per 120 minuti contro una squadra più giovane, più in forma e molto più atletica di quella nostra. E’ stato commovente vedere Pizarro e Totti conciati malissimo, giocare e lottare su ogni pallone, più con il cuore che con le gambe. E’ stato belissimo vedere segnare Juan, che s’era appena appena aggiunto alla lunghissima lista infortuni, la sua corsa con passo felpato (perchè non riusciva manco a correre…) sotto la Curva Sud è l’emblema di questa serata sfortunata, maledetta. E’ stato bello emozionarsi ancora per questa squadra, che è scesa con il coltello fra i denti in campo, come avevamo chiesto tutti, e io sono ancora orgoglioso di tenere a questi colori, di gridare al mondo che sono romanista e ne vado fiero…

…però non possiamo nascondere la nostra incredibile amarezza per aver perso tutto quello che ci rimaneva di questa annata disastrosa. Il sogno della finale dell’Olimpico ci ha accompagnati fin da quando abbiamo alzato in Maggio la Coppa Italia. In testa tutti avevamo quella finale, da giocare a Roma, per prenderci una rivincita lunga 23 anni. Vedere svanire tutto così, per un rigore tirato maldestramente, è una “coltellata”, come l’ha definita il Capitano. Una coltellata che lascerà una ferita per sempre.

Le lacrime del nostro gladiatore a fine partita, nascoste dalla maglia, sono un’altra immagine triste che si aggiunge alle tante immagini tristi della nostra storia. Il nostro simbolo non è riuscito a trattenere il pianto, per una finale che lui più di tutti sognava. Lui che è nato e morirà con questa maglia nel cuore ha dimostrato che anche con una gamba sola si può lottare e si può sognare di andare avanti. Stoico e storico, un’ emblema, un esempio per tutti noi, ma anche un uomo che nel momento peggiore versa lacrime. Dino Viola una volta disse che “La Roma non ha mai pianto e mai piangerà: perché piange il debole, i forti non piangono mai“, mi dispiace ma non mi trovo d’accordo con il grande presidente. Mercoledì ogni giocatore della Roma, da Riise, migliore in campo in una posizione che non era manco la sua, a Baptista, che ha nella coscienza questa sconfitta per quel gol sciaguratamente divorato nel secondo tempo, avrebbe avuto un buon motivo per piangere.

Perchè il nostro sogno è svanito via, se l’è portato via una fredda notte di Marzo, ma il nostro amore per questa squadra non finirà mai, e non ci verrà tolto per quei maledetti 11 metri, ne per quelle maglie gialle che festeggiano proprio nel nostro tempio, per una vittoria che in realtà non meritavano. Ognuno di noi dovrà conservare in mente un solo momento di questo 11 Marzo 2009: una squadra, 22 gladiatori, che vanno sotto la Curva Sud, in lacrime, a prendere i giusti applausi, perchè li hanno meritati tutti.

Grazie ragazzi, sono e sarò per sempre ORGOGLIOSO di voi.

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Tra sogni e cerotti

11 marzo 2009 1 commento

Passano le ore, gli occhi vanno verso l’orologio al polso, seguono le lancette, il tempo sembra sempre più lento. Il cervello e sopratutto il cuore sono da altre parti. Si tenta di recuperare almeno il primo, visto che il secondo è irrimediabilmente legato a quei colori che stasera invaderanno l’Olimpico.

Passano le ore, in questo momento ne mancano 2, minuto più, minuto meno, ascolti la radio per cercare di non pensare a quelle note che fanno venire i brividi. Guardi un film, apri un libro, addirittura ti metti a spolverare, tutto questo per cercare di rimediare qualche minuto, di vedere quella fottutissima lancetta sempre più vicina all’8.

Poi però hai paura, non vorresti che arrivasse quell’ora, quel momento, solo perchè hai paura di rivivere momenti indimenticabilmente brutti. Così ti tuffi nelle previsioni…”E se poi…”, “Ma se succede…”, “Ma se non succede…”, “E se magari…”, e tutte quelle frasi che vengono spesso troncate per paura di sovvertire il risultato, per scaramanzia.

Tante volte ci troviamo di fronte ai criticoni che ci prendono per il culo perchè perdiamo troppo tempo per il calcio. Io non perdo tempo per il calcio, per la Roma, perdo anche soldi, neuroni, corde vocali. E ne vado fiero. Se non ci sei dentro non puoi capirlo, se non tifi come fai a capire quanto siano importanti per te quei 90 minuti che non finiscono mai, quelle facce tirate della gente allo stadio, che segue la palla, che trema, che esulta, che soffre…sono emozioni indescrivibili così, seduti davanti a un PC, ma sono queste emozioni che ci danno forza per una serata come questa.

Forse in molti, questa sera, avranno paura ad accendere la TV, o ad andare allo stadio, perchè questa sera sono poche le probabilità di vittoria, diverse quelle di sconfitta, eliminazione e fallimento stagionale. Io dico a questi, che tremano con il televisore in mano, o che sono lì per strappare il biglietto dello stadio: accendete la TV o prendete la vostra auto, cercate un parcheggio in zona Trastevere e precipitatevi in Curva Sud, in Tribuna, persino in Curva Nord, perchè queste sono le notti che tutti sogniamo di vivere, ma non solo perchè vogliamo una vittoria (perchè quello è senza dubbio), ma perchè sono le notti che ci ricordano, che dimostrano, che la nostra non è una fissazione inutile, è una passione, che la Roma non è una squadra, è il nostro amore (per chi non ce l’ha), la nostra amante (per chi ha già l’amore), la nostra affettuosa mamma, la nostra sorella rompicoglioni.

Sognare non costa nulla, è vero, ma anche se costasse 10, 100, 1000 milioni di euro io li pagherei tutti, per vivere una notte come questa, e sognare fino all’ultimo minuto di poter cambiare tutto. E se tutto dovesse andare male, c’è sempre una parte del tuo cuore che ti dice che questa squadra non la lascerai mai.

Categories: Calcio, Champions league

Arrivederci a Roma…

28 febbraio 2009 Lascia un commento

Ritorno alla tastiera dopo il match di Londra, per commentare la partita dell’anno. La partita dell’anno è diventata lentamente la partita del mese, poi della settimana, poi del giorno. Adesso sto cercando di togliere dalla mente l’amarezza che mi ha lasciato la trasferta di Londra. Contro l’Arsenal ho visto una Roma in evidente difficoltà, ma non per meriti dell’avversario che mi è sembrato davvero sprecone, a volte presuntuoso, ma per i nostri soliti demiriti.

La lista è lunga, ma è sempre la stessa. La Roma di Martedì era la minuta della Roma che ha giocato a Stamford Bridge, a Ottobre, contro il Chelsea. Una squadra votata alla difesa, che quando si è trovata in possesso di palla non ha gestito per niente la palla. Le  cose sono cambiate con l’inserimento di Pizarro, ma per tutto il primo tempo il regista principale delle pochissime azioni giallorosse è stato Philippe Mexes, un difensore centrale. Con Danielino De Rossi obbligato a sbattersi a destra e a sinistra per coprire gli enormi buchi creati dal terribile Loria, con il Capitano che ogni due metri prendeva un calcio e una gomitata. Sopra la sufficienza metto solo Marco Motta, che ha dato cuore e fegato, tanto da trovarsi con i campri già al 78′ (forse è un record). Come suggerisce la redazione di Corederoma, “Motta corre perché non ha fatto la preparazione con la Roma, anzi, Motta corre perché ha fatto la preparazione” (link).

Non mi sento di commentare la prestazione di Loria, sinceramente ho pensato che Spalletti abbia fatto bene a concedere un pò di fiducia al buon Simone, ma adesso che ha ciccato preferirei non vederlo più in campo da qui a Giugno. Non è un giocatore da grandi palcoscenici, nè da palchetti di provincia. Non sa reggere la pressione di Roma, forse in una squadra di metà classifica sarebbe pure da nazionale, ma a Roma rischia veramente di bruciarsi per sempre.

Finito il commento di Arsenal – Roma, che è arrivato anche troppo tardi, vorrei parlare della situazione che si vive attualmente a Trigoria. La lista dei convocati per il match con l’Inter è arrivata poco fa, sono venti, in realtà diciotto, perchè Pizarro e Cicinho vengono a farsi solo una gita per far numero. In settimana abbiamo assistito a un graditissimo ritorno: quello di Christian Panucci, che ha finalmente deciso di chiedere scusa a Società e Allenatore. La buona notizia però, non può essere mai seguita da un’altra buona notizia,  o da un genuino silenzio pre-partita. No, cazzo, deve esserci per forza la cattiva notizia. Ormai vanno a braccetto, è una canovaccio visto e rivisto. Così poche ore dopo la good news ecco la fulminata: Totti e Perrotta infortunati. Cazzo, ormai ho il terrore a leggere la prima pagina del televideo mediaset, ogni allenamento diventa una sorta di guerra, non so come definire questa situazione…talmente forte è l’incazzatura che non riesco manco a scrivere per come si deve.

Dico solo: il Capitano è recuperato, ma si fa per dire, perchè domenica sarà al 20% e, visto che a Milano non gli vogliono bene rischierà moltissimo. Perrotta entra nella lista ormai infinita di infortuni eccellenti. Prendiamola come sfiga, ma cazzo, non può essere solo quella…qualcuno ci deve dare una spiegazione. Ormai sono rassegnato, nel senso che non sogno più il 27 Maggio, o meglio, lo vedo troppo lontano dopo la trasferta di Arsenal. Spalletti non riesce a mandare in campo una formazione decente neanche per una partita contro il Siena, come può preparare partite come Ottavi o Quarti di Champions? Partite che devono essere preparate settimane prima? La mia rassegnazione è forse esagerata, perchè la partita con l’Arsenal è ancora da giocarsi, ma non possiamo pretendere così tanto da una squadra che assomiglia sempre di più a un lazzareto, un obitorio.

L’unica cosa che mi consola è vedere 4000, 5000 romanisti che cantano, sventolano le nostre bandiere, macinano chilometri per i nostri colori. Non sapete quanto rosico a non essere andato a Londra, pur avendone l’opportunità. Roma e la Roma sono, e saranno sempre loro, gli altri 11 che vanno in campo ogni domenica si facciano un esame di coscienza, ed evitino orrori che quest anno abbiamo eccessivamente sopportato.

Categories: Calcio, Champions league

Yes, we can.

19 dicembre 2008 3 commenti

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Per la serie, non c’è due senza tre. Per il terzo anno consecutivo ci becchiamo una squadra inglese negli scontri diretti in Champions. In realtà l’Arsenal non è quello di un anno fa, sta attraversando un periodo un pò turbolento, ma è comunque una squadra temibile, con tanti giovani talenti, che corrono come matti.

Adesso è difficile dare un pronostico, visto che da qui a Febbraio ci sono tante partite e la situazione potrebbe cambiare da un momento all’altro per tutte le squadre. Sicuramente però non c’è da vedere questo sorteggio in maniera del tutto negativa…affrontare un avversario così prestigioso ti fa preparare meglio la partita, ti fa concentrare. E poi, se vogliamo arrivare fino in fondo dobbiamo batterli tutti.

Per quanto riguarda gli altri accoppiamenti, come al solito si creano delle finali anticipate (vedi Inter – Manchester, Juve – Chelsea, Real – Liverpool) e delle gare degne dei sedicesimi di Coppa Uefa (Villareal – Pan. e Sporting – Bayern), ma è strano come il destino abbia messo di fronte tutte le squadre italiane contro tutte le squadre inglesi. L’anno scorso, con licenza, gli inglesini c’hanno fatto il culetto così. E’ ora di vendicarsi.

Alla fine all’Inter non è andata poi così male. Considerando che poteva beccare il terribile Barca di Messi, Mourinho si troverà di fronte i Campioni d’Europa del Manchester (e futuri Campioni del Mondo), ma in un periodo post-Mondiale. Ricordate Milan – Arsenal? Ecco, il Manchester sarà stanco, e l’Inter non è esattamente una squadretta di dilettanti. Comunque Mourinho si giocherà le proprie carte nell’andata a Milano, per poi sfoggiare il caro vecchio catenaccio a Manchester due settimane dopo. Questo è poco ma sicuro.

Male, è andata invece alla Juve. Il Chelsea è una squadra quasi imbattibile in casa (e ce lo ha dimostrato due mesetti fa) e pericolosa in trasferta. Ranieri avrà tutto il tempo di rivedersi le partite contro la Roma dei Londinesi, e di comportarsi di conseguenza. Molto probabilmente il buon mister dovrà appoggiarsi sull’esperienza e il carisma della vecchia guardia Juventina, e sulla spiccata tendenza al sacrificio di qualche elemento nuovo (vedi Sissoko, Marchionni, De Ceglie e così via discorrendo), ma ha comunque il 50% delle probabilità di farcela.

Concludendo con la Roma, l’unico vantaggio è quello di giocare la prima a Londra. Magari anche perdendo, con pochi gol di scarto, potremmo presentarci a Roma per vincere. Ma poi si sà, questi discorsi nel calcio lasciano il tempo che trovano, quindi andare a Londra abbottonati sarebbe equivalente a suicidarsi, visto che i Gunners hanno un potenziale offensivo assurdo. Ma ci sarà tempo per approfondire il discorso prima del grande match di Febbraio. Seguo l’Arsenal da mesi, ed è la squadra che più mi piace in Inghilterra, come filosofia della società, come tattica, un pò meno come mentalità. Non sarà facile, ma per la squadra che abbiamo ammirato in queste ultime partite nulla è impossibile.

Categories: Calcio, Champions league

Quanto sei bella

10 dicembre 2008 1 commento
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Il Capitano esulta, la squadra davanti a lui. L'emblema di questa nuova Roma.

La semplicità, la sagacia, la crudeltà con la quale ieri abbiamo mandato a la maison i girondini, con la quale ci portiamo a casa il primo, storico, posto in Champions League mi rende orgoglioso di questa squadra che, finalmente, si è ripresa del tutto e può adesso guardare in faccia in Italia e in Europa qualsiasi avversario, con la consapevolezza di poterlo battere.

La prova di Sabato sera contro il Chievo ci aveva dimostrato come il momento di forma non fosse solo una casualità. Questa vittoria invece autentica la fine della crisi, la maturità completa. La Roma di ieri, come sempre falcidiata dagli infortuni, ha dato una dimostrazione di forza e di esperienza devastante. Il segreto di questo successo è il sacrificio fatto da tutti i calciatori, difensori ed attaccanti, sempre dietro la linea della palla quando c’era da difendere, sempre pronti a far male in contropiede o in azione d’attacco.

Vedere Perrotta e Brighi fare prima i terzini, raddoppiando sugli esterni francesi, subito dopo fare le ale, con il primo a crossare, il secondo a segnare: è questa la dimostrazione che il grande progetto di Luciano Spalletti è arrivato quasi alla perfezione. La squadra non si è mai troppo sbilanciata, e in realtà il Bordeaux non è mai arrivato a centro area, costretto ad affidarsi ai tiri della distanza, che poco preoccupano Doni, imbattuto da 6 partite consecutive.

La solidità difensiva è forse il fattore più importante di questa nuova Roma. Da quando Mexes e Juan sono lì, a centro, a difendere, tutta la squadra è più sicura. Riise riesce ad ingranare meglio, ad anticipare, a guadagnare rimesse e punizioni importanti. Doni è molto più tranquillo, lo si vede quando para con molta semplicità palle che, qualche mese fa, sembravano avvelenate.

E poi Menez. Jeremy Menez. Lo hanno chiamato Mandrake, in Curva Sud: il Mago. E credo che un buon 70% del gol del Capitano è merito suo. Lo stop in mezzo a tre avversari, le finte con i quali li disorienta, il passaggio filtrante che da la possibilità al Capitano di fare il 2 a 0…sono numeri che vedo e rivedo in testa e che ci fanno sognare. Nessuno ha sentito la mancanza di Vucinic ieri sera, il quale si è potuto riposare pronto per il Cagliari. Ma la domanda mi viene spontanea: Mister, ma il coraggio di togliere un Menez così, ce l’hai?

Sono sicuro che il Mister saprà scogliere questo dubbio, saprà dare spazio a tutti, per continuare a farci sorridere ed esultare.

Ieri, dopo il ciucciotto del Capitano, gli abbracci, i sorrisi dei calciatori che uscivano dal campo e di quelli che entravano, gli scherzi e gli schiaffetti in testa a fine partita credo che la Roma abbia raggiunto il livello di maturità più alto. Adesso siamo tutti pronti per continuare a stupire, e nel frattempo il 27 Maggio, l’Olimpico in festa, stra-pieno, non è solo un miraggio.

Correte. Scappate. Siamo tornati, più belli di prima.

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Categories: Calcio, Champions league

Li passeracci sò usignoli

27 novembre 2008 Lascia un commento

Il Capitano e Danielino festeggiano il 2 a 0

Il Capitano e Danielino festeggiano il 2 a 0

Da Roma a Lecce ci sono circa 600 km. Da Lecce a Cluj di chilometri ce ne sono quasi 2300. Dall’inzuccata di Baptista, il “brodino“, del derby sono passati 11 giorni. Ma io vorrei sentire ancora i criticoni, i signori che si siedono attorno alle scrivanie negli studi televisivi. Vorrei chiedere a questi signorini: ma dove siete, o meglio, come si dice a Roma: dove state?

Dove state, maledetti uccellacci del malaugurio. Vi sarebbe piaciuta una “stagione di transizione”, una stagione di normalità, con le ritrovate tre sorelle sopra tutti, e il vuoto. Avreste voluto vedere forse Spalletti esonerato, un altro triplice cambio di allenatori, poi a fine anno la diaspora di tutti i nostri gioielli, di tutti i nostri gladiatori. Vi siete divertiti a parlare, parlare, parlare sulla crisi irreversibile della Roma, ma ieri, quando Spalletti era in collegamento, tutti a testa bassa e nessuna domanda.

E allora mi chiedo, ma dove state? Corvacci di merda, buoni solo per parlare di Aquilani alla Juve, De Rossi al Real, Totti ritirato, Mexes al Milan…fatevi vedere adesso che il Capitano in 4 partite ha fatto 2 assist e 3 gol, date un cenno di esistenza, finitela di arrampicarvi sugli specchi, anzi: spaccateli, entrate dalla porta, insomma fate qualcosa. Non vi vergognate a farvi vedere ancora lì, con i vostri foglietti pieni di appunti, a prender soldi, a dir stronzate? E poi…

Ma certo, ho capito. Ho capito dove state, maledetti passeracci. Siete diventati usignoli, improvvisamente, come Doctor Jekyll e Mister Hyde. Scommetto che Domenica sarete, di nuovo, attorno alle vostre scrivanie, a cinguettare: “E quanto è bello il gioco della Roma” – “E quanto è bravo Spalletti” – “E quanto è bravo Totti” – “E quanto è importante De Rossi“…

Io intanto sorrido guardando la faccia allegra da antidivo di Matteo Brighi che festeggia la sua prima doppietta in Champions, e penso che in fondo tutto questo rientra nella normalità. Son tornati gli schiaffetti in faccia, gli abbracci, gli scherzi, le cene insieme, i ragazzi sono tornati, ma per noi, che viviamo di pane e Roma, è come se non se ne fossero mai andati, perchè li abbiamo sempre sostenuti e in cuor nostro, abbiamo sempre saputo che i nostri ragazzi non ci avrebbero deluso più.

Con la Roma in fondo al cuore, contro tutto e tutti.

Categories: Calcio, Champions league

Alzati e cammina

5 novembre 2008 Lascia un commento
Il mucchio dopo il 3 a 0.

Il mucchio dopo il 3 a 0.

Ci sono sere che sogni fin da quando sei bambino, che da grande rimpiangi, che da vecchio racconti ai tuoi nipotini, dove la storia cambia, tutto si ribalta, dove il buono batte il cattivo, Davide batte Golia, il povero batte il ricco. Sere che quando guardi il mondo, il giorno dopo, dimentichi tutto e ti senti Re.

Io credo di non aver mai vissuto una serata come quella di ieri, neanche al Bernabeu a Marzo. Il periodo che stiamo attraversando è difficilissimo, le speranze erano pochissime, in più metteteci pure che ieri per me è stata una giornata di merda. Fino alle 20,45, quando ho visto i ragazzi entrare in campo, con la maglia rosso sangue, contro i vice-campioni d’Europa e d’Inghilterra, i favoriti per la vittoria della Champions League. E’ in quel momento che cancelli dalla mente tutto quello di brutto che t’è accaduto, e ti senti una “persona nuova“, come dice il nostro immenso Antonello Venditti.

Era la notte della riscossa, dopo tante partite perse, alcune anche immeritatamente, alcune in maniera scandalosa, altre in maniera clamorosa. Il Chelsea era l’avversario peggiore, una squadra così forte, così consapevole dei propri mezzi, che nel pomeriggio aveva già prenotato l’albergo Cavalieri Hilton per il 27 Maggio (giorno della Finale, a Roma, non scherzo). Alla fine si è capovolto tutto, Brighi ha surclassato gente come Deco e Lampard a centrocampo, Vucinic ha umiliato la difesa altisonante dei Blues, il Capitano convalescente, è stato determinante nel secondo gol, ma anche in tantissime situazioni di contropiede,e di possesso palla, Danielino, manco a dirlo, è stato il solito grande gladiatore che non molla mai, dimostrando ancora di meritare il paragone fatto da Lippi con Gerrard e lo stesso Lampard. La difesa non ha fatto entrare più di una volta il Chelsea dentro l’area, Mexes e Panucci sontuosi, persino Cicinho e Perrotta si sono ripresi.

Scolari, venendo a Roma, pensava di camminare sulle macerie lasciate da Juve, Inter, Udinese ecc. ecc., è finito per cadere in pasto ai leoni, meglio, i lupi di Roma. Ma al di fuori di tutto questo, delle tattiche, delle pagelle, delle interviste, la Roma di ieri è la Roma che tutti volevamo ma che nessuno si aspettava, una squadra caparbia, dura, che si difende benissimo, che quando attacca è devastante, divertente, esaltante.

Ovviamente di tattica parlerò dopo, a mente fresca, attualmente non riesco ad analizzare bene la partita, ho solo tante immagini sparse, ma su tutte una: Luciano Spalletti che ride e corre verso i suoi ragazzi, e si butta anche lui nel mucchio, ad abbracciarli tutti, a prenderli a schiaffi in testa, come i vecchi tempi. Il coast-to-coast di Mirko Vucinic che porta la Roma sul 3 a 0 è l’emblema del momento del montenegrino, tanta sofferenza, tanta rabbia, per poi arrivare all’apoteosi, un gol da favola, che entra di diritto nella storia della Champions League, che riporta il Chelsea dei milionari sulla terra, che fa ripiombare la Roma sulle prime pagine dei quotidiani sportivi inglesi, con elogi e complimenti che si sprecano.

E…cosa c’è da dire, una soddisfazione immensa, immensa, dopo tanta sofferenza. La strada è ancora lunga, Sabato a Bologna non sarà così facile, anche perchè i bolognesi hanno in panchina un ex-laziale ed interista che noi conosciamo bene: Sinisa Mihajlovic. E poi domenica prossima, 16 Novembre, di nuovo lo Stadio Olimpico, per il Derby: quella sarà la prova del nove. Nel frattempo riguardiamo le immagini di ieri sera, conserviamole nella mente e nel cuore, perchè questa notte sarà per sempre nostra.

(Il video e le foto)

Categories: Calcio, Champions league
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