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Archivio per la categoria ‘Who is next?’

Bologna

8 novembre 2008 Lascia un commento

Il logo del Bologna

Il logo del Bologna

Tanto, se non tutto, dipende da Sinisa Mihajlo­vic. Forse solo stavolta, forse solo con la Ro­ma, ma se il Bologna si è svegliato, se ha preso coscienza dei suoi limiti (e delle sue virtù, sep­pur poche), se ha capito come deve lottare per salvarsi, cominceremo a capirlo oggi al Dal­l’Ara. Dove capiremo anche se al debuttante Mihajlovic (ecco la ragione della sua importan­za) sono bastati questi pochi giorni di lavoro nella testa del Bologna per dare forza, vigore e coraggio a una squadra depressa.
I 5 gol di Cagliari, l’esonero preannunciato e poi consumato di Arrigoni, l’arrivo di un giova­ne allenatore serbo, in quattro giorni è cambia­to il mondo intorno al Bologna. Prima era una squadra di una fragilità preoccupante e va det­to che Arrigoni se n’era accorto presto, addirut­tura nel giorno più bello (uno dei pochi) di que­sta stagione, vale a dire subito dopo il clamoro­so successo di San Siro contro il Milan di Ronal­dinho.
Da quel momento, i rossoblù non hanno più smesso di perdere fino alla partita con la Lazio. Quella domenica, la risposta dei nervi aveva prodotto una gara irripetibile: la Lazio non c’era, il Bologna era ovunque. Ma i nervi reggo- no una volta, poi dopo servono il gioco, la forza, l’equilibrio e soprattutto il carattere. Non aven­do niente (o quasi niente) di tutto questo, è ar­rivata la disfatta di Cagliari.
Sinisa era uno di quei giocatori che in campo sapevano farsi rispettare e a Roma, più che al­trove, lo sanno bene. Ci vorrebbe, nel Bologna, un giocatore come lui, uno che in un momento del genere prendesse in mano la squadra, per rassicurarla e trascinarla verso una zona più tranquilla. E invece le assenze di Volpi, Amoro­so e Lavecchia non sono un bel modo per co­minciare. Il Bologna ha una qualità media piut­tosto bassa, evidenziata in una difesa che dà po­che garanzie. Ha preso 19 gol, solo la Reggina è andata così male. E’ il reparto in cui Mihajlo­vic dovrà lavorare di più, cominciando a proteg­gerla con un centrocampo più muscolare, che faccia filtro, che eviti a Terzi l’uno contro uno. E poi dovrà puntare molto su Di Vaio. Cinque gol degli otto segnati dai rossoblù portano la sua firma. E’ un cannoniere ritrovato, l’unica vera speranza del Bologna. Il resto verrà a gennaio, quando la squadra dovrà essere in ogni modo rafforzata. I problemi nascono in buona parte da un’errata valutazione degli acquisti della scorsa estate. Acquisti che a gennaio andranno mirati bene e centrati.

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Juventus

31 ottobre 2008 Lascia un commento
Amauri, luomo in più della Juve.

Amauri, l'uomo in più della Juve.

Juventus – Roma è da sempre una delle sfide più belle e sentite del calcio italiano. Da quel famoso 10 Maggio 1981, giorno del gol regolare annullato a Turone che regalò lo scudetto 1980/81 alla Juventus di Agnelli, l’odio fra Roma e Juventus è arrivato a livelli quasi esasperanti. Ovviamente il gol di Turone è solo l’inizio di una incredibile striscia di ingiustizie, che videro puntualmente la Roma sconfitta non dalla Juventus, ma dagli arbitri, dal sistema, da un “greater good“. Juventus – Roma è sempre stata la lotta tra il potere e il cuore.

Indimenticabile il 4 – 0 di 4 anni fa, del famoso “4, zitti e a casa” del Capitano. Difficile da dimenticare anche l’1 – 4 del 2005, partita che vide sbloccare il risultato da un grandissimo gol di Ibrahimovic, primo gol dello svedese all’Olimpico di una serie lunghissima. Da ricordare anche l’1-2 del 2004-05, con gol inesistente di Zalayeta e rete in fuorigioco di Cannavaro, partita della memorabile frase di Montella rivolta al guardalinee (“Non puoi vedere solo bianconero“), della denuncia del Capitano al sistema di Moggi, al campionato falsato ed allo schifo del calcio. Denuncia che verrà punita con una pesante multa, con un deferimento e la censura, come in una dittatura.

Dopo aver fatto dunque un ex-cursus nella storia di questa partita (perchè quello che è detto è storia, non fantasia, come gli juventini pensino che sia), ritorno alla partita di domani. La Juventus è appena uscita dalla crisi, dopo una vittoria contro il Real Madrid in Champions League,  due vittorie sofferte contro Torino e Bologna in campionato. La Juve, come noi del resto, è falcidiata dagli infortuni, e non è stata molto fortunata in questo avvio di stagione, tuttavia è a 15 punti, quindi a 8 punti da noi, grazie sopratutto ad un giocatore, un grande acquisto che ha consegnato con i suoi gol ben 10 punti: Amauri. Con l’infortunio di Trezeguet e la condizione precaria di Del Piero, Amauri è il vero pericolo per domani sera, sopratutto per la sua pericolosità in area di rigore. Sarà compito di Mexes marcarlo e tenerlo a bada, sperando che Phill non faccia cazzate, come ha ultimamente fatto.

In realtà la Juventus è una squadra da temere a prescindere. Lo spirito, la mentalità dei bianconeri sono da ammirare, in alcuni casi da imitare. La Juventus post-calciopoli è una squadra caparbia, che non molla mai, che ha carattere, voglia e cuore. Non è più la squadra spadroneggiante, sbruffona ed aiutata di un tempo, anche grazie a Ranieri, tecnico simbolo di questa rinascita, persona onesta (come non ce ne sono state mai sedute sulla panchina della Juve) per la quale nutro un grandissimo rispetto.

La Roma non può commettere falsi passi, una sconfitta a Torino ci lascerebbe tra gli ultimi in classifica, con il morale ancora più basso, in vista di un’altra partita importante che è Roma – Chelsea di Martedì. Totti, notizia di poco fa, non ci sarà per infortunio, e questa è una notizia pessima. Probabile quindi che la squadra scenda in campo con almeno 3/4 giocatori in condizioni fisiche precarie, la mia speranza è che Spalletti abbia spronato i ragazzi, li abbia motivati, magari minacciati, per dare tutto in una partita così importante, così sentita. Anche se vedo pochissime possibilità di vittoria per noi, non sopporterei l’onta di un’altra sconfitta, contro una delle nostre rivali…Juventus – Roma DEVE essere la partita del rilancio, la partita giudice di questa stagione: quale sarà la sentenza? Roma da scudetto (o Champions) o Roma da UEFA (stagione di transizione)?

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Udinese

25 ottobre 2008 Lascia un commento

L’unico leggero vantaggio che può sfruttare la Roma nella trasferta di Udine sono le 24 ore in più di riposo. Tutt’e due arrivano da una sfida di Coppa contro una londinese, ma la Roma ha in­contrato il Chelsea mercoledì sera alla Stamford Bridge e l’Udinese il Tottenham giovedì, anche se in casa, al Friuli. Ventiquattro ore di differen­za, nel periodo più intenso della stagione, posso­no pesare, pur in modo non determinante.
Tutto il resto, però, sembra a favore della vec­chia squadra di Luciano Spalletti, il vero ex di questa partita. Come condizione fisica, atletica e tecnica, l’Udinese è quasi al top. Gioca un calcio d’attacco, con più di una soluzione potendo con­tare su un reparto offensivo forte e ricco: dome­nica, a Lecce, mancava il pezzo da novanta, To­tò Di Natale, ma Floro Flores lo ha sostituito in modo degno. Proprio a Lecce, Marino ha avuto la conferma di quanto la sua squadra sia convinta e consapevole dei propri mezzi: era sotto di due gol, mancava Di Natale, eppure ha rimontato e conquistato un pareggio che consente ai friulani di mantenere la seconda posizione.
L’Udinese non è un miracolo. Non lo è que­st’anno come non lo era nelle scorse stagioni.
L’Udinese è il calcio fatto azienda, è un lavoro massiccio, costante, profondo e basato sulla sco­perta di giovani calciatori che in Friuli matura­no per poi finire, come ricche prede, sul merca­to. Chi era Inler prima di Udine? Chi era San­chez? Chi erano Felipe e Zapata? Chi li conosce­va? Chi ne poteva intuire le potenzialità? E se an­diamo indietro negli anni, ne troviamo a dozzine di giovani così.

Antonio Di Natale, capitano ed anima della squadra.

Antonio Di Natale, capitano ed anima della squadra.

Ma se per prendere un giocatore i Pozzo, padroni artigiani-industriali dell’azien­da Udinese, muovono decine di osservatori at­traverso una rete perfetta costruita negli anni, continuiamo a domandarci come facciano gli stessi Pozzo a non sbagliare nemmeno un allena­tore. Correggiamo: a sbagliarne uno ogni cinque. A Udine hanno avuto successo Zaccheroni, Gui­dolin, De Canio, Spalletti, ora Marino. Tutti quanti, a loro modo, hanno contribuito alla co­struzione e al perfezionamento del prodotto cal­cistico, giocando sempre un calcio d’avanguar­dia.
Marino sta facendo benissimo, ha una squadra solida e tecnica, equilibrata e offensiva, piena di talento e ben organizzata. I friulani hanno tanto per restare ai vertici di questo strano e stupen­do campionato. Stupendo anche perché ci sono squadre come l’Udinese.

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Reggina

19 settembre 2008 Lascia un commento

Premetto: domani, all’Olimpico, la Roma dovrà avere paura più di se stessa che della Reggina. Non sto sottovalutando i nostri avversari, ma sembra proprio che quello che manca a questa Roma in questo momento sia la mentalità giusta, la serenità psicologica, oltre che un pò di preparazione in più nelle gambe.

La Reggina in teoria (ma sempre di teoria parliamo) parte sfavorita dai pronostici, dai precedenti e dai numeri che dicono che in 8 trasferte a Roma i calabresi hanno perso 6 volte vincendo solo due partite. Inoltre, particolare da non dimenticare, il giocatore che più di tutti ha segnato alla Reggina è il nostro capitano Francesco Totti, che domani dovrebbe essere in campo dal 1°minuto.

Abbandonando le statistiche, che più che altro servono agli scaramantici, la Reggina ha cominciato il campionato con due scontri diretti. Uno perso contro il Chievo (con 2 rigori assegnati inesistenti) e un pareggio interno con il Torino. Quindi i calabresi si ritrovano a pari punti con la Roma. La Squadra di Orlandi è reduce da una salvezza quasi insperata, dopo il terribile inizio di stagione dello scorso anno, dove, tra l’altro, perse in casa contro la Magica per 2 a 0 (Totti e Juan). La salvezza è passata sicuramente tra i piedi e i gol di Nicola Amoruso, ex Juventus, che adesso tuttavia è passato al Torino (ed ha già segnato uno splendido gol domenica, guarda caso contro i calabresi).

L'allenatore della Reggina, Orlandi.
Nevio Orlandi.

Questa estate la società si è mossa poco sul mercato. Venduti i due assi Modesto e Amoruso, sono stati rimpiazzati da Santos (del Genoa) e diverse promesse giovani provenienti dalla B e dall’est europeo. Il colpo del presidente Foti però è stato l’acquisto di Bernardo Corradi, chiamato a fare le veci di Amoruso.

L’impressione è che il peso del campionato della Reggina graverà sopratutto sulle spalle dell’ex-Manchester City, che deve riuscire ad arrivare almeno alla doppia cifra per trascinare i calabresi alla salvezza. Buona parte dei gol di Corradi dovranno essere ispirati da Franco Brienza, fantasiosa seconda punta ex-Palermo, che è stato acquistato a Gennaio e che ha segnato molti gol decisivi. La coppia è temibile, e potrebbe mettere in crisi la nostra difesa, composta più che altro da terzini che dovranno per forza di cose fare i centrali.

Il vero colpo, a mio parere,  è stato però quello di trattenere la maggior parte dei gioielli di centrocampo, su tutti Edgar Barreto, grande promessa ed obiettivo di diverse squadre straniere ed italiane. Per fortuna (nostra) Barreto sarà indisponibile per la gara di Sabato, così non correremo rischi, visto che il paraguaiano dispone di un’abilità assurda nei tiri da lontano, abilità che poteva mettere in difficoltà l’acciaccato Doni.

Ecco quindi la probabile formazione della Reggina:

La probabile formazione dei calabresi.
La probabile formazione dei calabresi.
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CFR Cluj

16 settembre 2008 Lascia un commento
Il logo del Cluj

Il logo del Cluj

Citando la Romania, parlando di geografia e di calcio, ricordiamo forse poche squadre e, di conseguenza, poche città: Steaua, Rapid e Dinamo, tutte e 3 squadre di Bucarest, ma in realtà il campionato 2007/08 romeno (chiamato Liga I) non è stato storia fra le solite tre.

Ed è qui che si inserisce il CFR Cluj, società di Cluj-Napoca, capoluogo della famosa Transilvania del conte Dracula. Il Cluj è la società più antica di Romania (è stato fondato nel 1907), ma, proprio quano 7 anni fa la Roma festeggiava il 3°scudetto della propria storia all’Olimpico, la squadra di Cluj saliva dalla terza alla seconda divisione romena.

Il presidente della squadra è un certo Arpad Paszkany, ungherese con molti contatti a stelle e strisce (c’è chi scomette che siano molto loschi), che ha speso quasi 15 milioni per rafforzare la squadra con molti giocatori sudamericani e portoghesi, portando la squadra ad avere appena 3 romeni in rosa, insomma un misto fra Soros e Moratti

 Maurizio Trombetta, 46 anni, è primo allenatore del Cluj dopo l’esonero di Andone

Maurizio Trombetta, 46 anni, è primo allenatore del Cluj dopo l’esonero di Andone

La scorsa stagione è stata la più vittoriosa nella storia del club. Infatti il CFR Cluj s’è aggiudicato Coppa e Campionato con in panchina Ioan Andone, campionato però macchiato dalla corruzione, infatti il boss dello Steaua Gigi Becali nell’ultimo turno di campionato ha promesso un grosso premio ai giocatori dell’Universitatea di Cluj perchè fermassero il Cluj e permettessero allo Steaua di tornare campione. Per fortuna lo scandalo è stato fermato, il Cluj ha vinto campionato e coppa, e per i punti di penalizzazione dati allo Steaua è riuscito a qualificarsi direttamente alla fase a girone della Champions.

Adesso la squadra è giudata dall’italiano (e te pareva) Maurizio Trombetta, ex calciatore dell’Udinese (con la quale vinse un campionato primavera battendo la Roma con un suo gol) ed ex secondo di Guidolin e Galeone.

E’ probabile che Trombetta, più prudente, questa sera mandi in campo una squadra schierata con il 4-4-2 ma fin ora il Cluj ha giocato sono con l’offensivo 4-3-3. Punti di forza della squadra, il portiere romeno Eduard  Stancioiu (numero 44), l’esperto capitano Eugen Trica (numero 10) e il bomber ex-Rosenborg Yssouf Konè (numero 17) che ha anche segnato un gol alla Fiorentina l’anno scorso in UEFA. Dunque probabile formazione:

La probabile formazione del Cluj

La probabile formazione del Cluj

Come ho già detto, è probabile che Trombetta usi il 4-4-2, ma comunque per la Roma questa rimane una partita da vincere, magari non da dominare, non da dare spettacolo, ma da vincere. La Finale a Roma è uno stimolo in più per i ragazzi, e per i tanti romani in squadra, e se abbiamo certe ambizioni dobbiamo partire bene questa sera, magari con il Capitano in campo.

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