Bologna

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Tanto, se non tutto, dipende da Sinisa Mihajlovic. Forse solo stavolta, forse solo con la Roma, ma se il Bologna si è svegliato, se ha preso coscienza dei suoi limiti (e delle sue virtù, seppur poche), se ha capito come deve lottare per salvarsi, cominceremo a capirlo oggi al Dall’Ara. Dove capiremo anche se al debuttante Mihajlovic (ecco la ragione della sua importanza) sono bastati questi pochi giorni di lavoro nella testa del Bologna per dare forza, vigore e coraggio a una squadra depressa.
I 5 gol di Cagliari, l’esonero preannunciato e poi consumato di Arrigoni, l’arrivo di un giovane allenatore serbo, in quattro giorni è cambiato il mondo intorno al Bologna. Prima era una squadra di una fragilità preoccupante e va detto che Arrigoni se n’era accorto presto, addiruttura nel giorno più bello (uno dei pochi) di questa stagione, vale a dire subito dopo il clamoroso successo di San Siro contro il Milan di Ronaldinho.
Da quel momento, i rossoblù non hanno più smesso di perdere fino alla partita con la Lazio. Quella domenica, la risposta dei nervi aveva prodotto una gara irripetibile: la Lazio non c’era, il Bologna era ovunque. Ma i nervi reggo- no una volta, poi dopo servono il gioco, la forza, l’equilibrio e soprattutto il carattere. Non avendo niente (o quasi niente) di tutto questo, è arrivata la disfatta di Cagliari.
Sinisa era uno di quei giocatori che in campo sapevano farsi rispettare e a Roma, più che altrove, lo sanno bene. Ci vorrebbe, nel Bologna, un giocatore come lui, uno che in un momento del genere prendesse in mano la squadra, per rassicurarla e trascinarla verso una zona più tranquilla. E invece le assenze di Volpi, Amoroso e Lavecchia non sono un bel modo per cominciare. Il Bologna ha una qualità media piuttosto bassa, evidenziata in una difesa che dà poche garanzie. Ha preso 19 gol, solo la Reggina è andata così male. E’ il reparto in cui Mihajlovic dovrà lavorare di più, cominciando a proteggerla con un centrocampo più muscolare, che faccia filtro, che eviti a Terzi l’uno contro uno. E poi dovrà puntare molto su Di Vaio. Cinque gol degli otto segnati dai rossoblù portano la sua firma. E’ un cannoniere ritrovato, l’unica vera speranza del Bologna. Il resto verrà a gennaio, quando la squadra dovrà essere in ogni modo rafforzata. I problemi nascono in buona parte da un’errata valutazione degli acquisti della scorsa estate. Acquisti che a gennaio andranno mirati bene e centrati.










