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Ritorno a scrivere una recensione da tempo immemorabile (l’ultima il 21 Settembre di un anno fa). In realtà in quest’anno non è che abbia letto molto, sopratutto per impegni scolastici, ma anche per mancanza di voglia. L’altro giorno sono entrato in edicola per comprare la Gazzetta, ho visto in mensola tra le offerte un libro relegato bene, con un’immagine curiosa in copertina, un nome abbastanza oscuro, un prezzo agevole. Ho letto la trama, ed ho pensato che quei 6€ potevano essere spesi bene.
Mai scelta fu più azzeccata. “L’ombra del vento” è un libro che appassiona fin dall’inizio, coinvolge il lettore in una spirale di epoche, personaggi e ruoli che si confondono, di destini che si intrecciano in maniera credibile e quasi naturale. Il libro è davvero molto avvincente e si legge tutto d’un fiato, non c’è un particolare che possa sfuggire al lettore, tutto è ben incastrato, ben scritto, ben ideato, è difficilissimo staccarsi dalla vicenda, e dal libro di conseguenza.
Il capolavoro, perchè solo così potrei definirlo, parla di un bambino, Daniel, che viene portato dal padre nel “cimitero del Libri dimenticati” e trova per caso “L’ombra del vento“, libro sfortunato, scritto da un certo Julian Carax, uomo maledetto, sul quale si racconta poco e si conoscono pochissime cose. Il libro segue le vicende dell’adolescente Daniel, fino all’età dei 18 anni, accompagnandolo nella sua vita passata ad aiutare il padre in libreria e a ricercare notizie su Carax, cercando di ricomporre un puzzle di misteri, delitti, bugie, amori, dolori che si fa sempre più complesso.
Quando pochi minuti fa ho chiuso il libro ho avuto come la sensazione che la trama investigativa fosse solo un contorno, qualcosa di marginale, e che il libro fosse stato scritto per altri motivi ben più profondi. Per raccontare il dolore di un bambino che perde la madre, le disavventure dell’adolescente ancora incerto di quello che lo aspetterà da grande, gli orrori della guerra civile, della guerra mondiale, l’oblìo del dopo-guerra insanguinato.
Un libro perfetto per chi ama i thriller, ma non aspettatevi di leggere un giallo qualsiasi, perchè Zafòn con questo libro ha veramente fatto colpo sulla critica, che prima non faceva altro che evitarlo e sconsigliare i suoi libri. Splendido nei particolari, pieno di perle, di aforismi, di significati, è impossibile criticare la magia di questo Best Seller maledetto.














E’ arrivato, il tanto aspettato “Ordine della Fenice”, e premetto che per recensirlo l’ho visto 2 volte il mio è un giudizio che va aldilà del semplice fan cinematografico, parlo anche da grande fan di Harry Potter e devo dire che mi aspettavo moltissimo da questo capitolo, fondamentale, e sono stato ricompensato. Dopo il quarto deludente capitolo dunque il nostro caro Harry torna sul grande schermo, più grande, più maturo, più impaurito e più indeciso che mai di fronte al ritorno di Lord Voldemort. Un libro oscuro il 5°, che è stato proposto in pellicola in maniera quasi perfetta. Le scene principali danno le stesse emozioni che si provano leggendo il libro (in primis quella del velo con Sirius Black e Bellatrix Lestrange), gli effetti speciali superano quelli dello splendido 2° capitolo della saga cinematografica, la Umbridge è PERFETTA, e lo stato della scuola nelle sue mani riprodotto efficacemente, davvero un grande capitolo, il migliore a mio parere dei 5.
Finalmente il terzo ed ultimo episodio della splendida trilogia “Ocean” arriva sui grandi schermi, per me arriva direttamente su quello piccolo visto che non ho avuto tempo per vederlo al Cinema, e dopo le critiche (ingiuste a mio parere) al secondo episodio, si ritorna all’atmosfera del primo fantastico film: una grande metropoli (questa volta New York), un grandissimo casinò, ed un grande colpo ai danni del solito miliardario (niente poco di meno che Al Pacino!), ma questa volta non sarà per soldi ma solo per vendetta. Ultimo episodio un pò opaco dei ragazzi di Ocean, un cast pazzesco, con l’aggiunta del grande Al Pacino (che per me è il Dio del cinema) non bastano per rendere il terzo film migliore del primo, e di un pizzico più interessante del secondo. Troppe ripetizioni, troppo confusionario, difficile da capire fino all’ultimo e sopratutto ti lascia con l’amaro in bocca. Questa volta le star come Brad Pitt e George Clooney hanno un ruolo marginale, e la cosa non giova al film, che ha comunque come vero protagonista l’egocentrismo di Al Pacino e l’astuzia di Matt Damon. Insomma, tanto fumo, poco arrosto…alla prossima, ah no, è finita, purtroppo.
Un action movie un pò strano, che fa pensare un pò ai film di Quentin Tarantino, un pò ai vecchi 007. Un action movie che assomiglia tanto come storia al famoso “The Punisher” della Marvel, con l’unica differenza che questo è lavorato molto meglio, e sopratutto che chi lo guarda scopre la somiglianza solo alla fine. Un ottimo action movie, con un tocco d’ironia, un Bruce Willis tutto nuovo in versione assassino-sicario spietato, ed un tocco di sentimentalismo con la storia d’amore fra Slevin, il personaggio principale (Josh Hartnett), un certo Slevin, e la sempre verde ragazza della porta accanto (Lucy Liu). Slevin ci viene presentato in verità come uno sfigato, uno che si trova nel posto sbagliato al momento sbagliato, e viene coinvolto in una guerra fra famiglie a New York. Un thriller mozzafiato, divertente e che non stancherete mai di guardare…a meno che non capiate subito la fine.
