A un anno dalla morte del presidente Sensi, e a un giorno da un’altra, ennesima, partita decisiva (e siamo a metà Agosto) mi è sembrato opportuno ritornare a scrivere qualcosa sulla Roma, visto che non parlo dal giorno della cessione di Aquilani. In realtà da quel giorno non è cambiato niente, e se, qualche tempo fa la cosa era positiva, adesso diventa non solo negativa, ma anche frustrante. Mancano meno di due settimane alla fine del calciomercato, addirittura 4 giorni all’inizio del campionato, e dei nuovi rinforzi non vi è traccia.
A parte Guberti, quello che serviva veramente a questa Roma, per essere quanto meno competitiva in Campionato, non è arrivato. Nessuna prima punta, nessun difensore. Andremo a Genova, alla prima di campionato, con Andreolli e Cassetti (o peggio, Riise) come centrali, a giocare con una squadra molto offensiva. E’ incredibile come, ancor prima di cominciare, ci troviamo già in emergenza. Di Juan ormai si sono perse le tracce, e non si capisce come faccia a star sempre bene quando gioca con il Brasile, e, una volta messo piede a Roma, soffrire di tutti gli infortuni possibili ed immaginabili.
Credetemi, ho cercato in tutti i modi di allontanare il pessimismo dal mio pensiero, di conseguenza da questo blog, ma non ce la faccio a non notare le nuvole nere. La società si è giustificata prima chiedendo tempo e adesso, che di tempo non ce n’è, si giustifica con la crisi che sta colpendo il calcio mondiale…come a dire “Piove, governo ladro!”. Ma non è con le giustificazioni che si costruisce una squadra, e si convincono i tifosi. Pradè ha perso diverse occasioni, da Cruz a Lugano, per acquistare dei buoni giocatori a parametro zero, ma non si è mosso (o non lo si è fatto muovere…). L’unico movimento in uscita è stato quello, doloroso, di Aquilani. Pensavo che i soldi del Liverpool potessero bastare per fare una mini-campagna acquisti, ma a quanto pare c’è bisogno di un’altra cessione. Il che vuol dire che se prenderemo qualcuno, lo prenderemo alla fine del mercato, quindi senza preparazione, senza margine di tempo per fare ambientare il nuovo acquisto. Ergo, prepariamoci ai replay di Riise, Menez e Baptista, che hanno avuto bisogno di un paio di mesi per cominciare a capire il sistema di gioco…e tutti ci ricordiamo com’è andato il nostro campionato, all’inizio.
Sinceramente pensavo che dagli errori precedenti si potesse imparare qualcosa, e invece siamo costretti a rivivere le stesse situazioni, gli stessi dubbi.
La Roma è sbarcata oggi in Slovacchia, a Kosice, portando con se dall’Italia milioni di dubbi, e neanche una vittoria con i modesti avversari, può cancellarli. Bisognerà aspettare il 31 Agosto per capire se il gioco si sbloccherà, se si farà la prima mossa. Nel frattempo ci saranno Genoa e Juventus di mezzo. I primi 6 punti da conquistare, i primi due scontri diretti da giocare con una squadra che non conosce il proprio presente, figuriamoci il futuro.
Mi dicono sempre che la speranza è l’ultima a morire.














