Ho spento la TV, con la maglia addosso, sollevato, perchè la mia squadra è riuscita a vincere per un rigore (che non c’era) contro una squadra che l’anno prossimo giocherà in B, e lo deve solo ed esclusivamente ad una persona, che da 15 anni trasforma in oro ogni pallone che tocca con quei piedi fatati, e, da 15 anni, l’unica cosa che mi vien da dire quando mi chiedono “Com’è andata la partita?” è “Se non ci fosse lui…“.
Lo dico con amarezza, non perchè sia scontento, ma perchè questo copione lo vedo e lo rivedo da quando tifo per la Roma, e so che prima o poi il nostro Capitano dirà basta, perchè ogni partita per lui è una battaglia, e le sue gambe non sono più quelle di un tempo. Ieri è entrato nella top ten dei migliori marcatori italiani di sempre, probabilmente riuscirà anche ad arrivare nono, volendo può anche puntare alla top five, e sono contento per lui, perchè non gioca mai per sè stesso, gioca sempre per la squadra e allo stesso tempo batte record personali come se niente fosse, come se 15 anni di calcio, e tanti calci alle gambe non si sentissero.
Purtroppo però la Roma non è solo lui, e la verità è che continuiamo a prender gol in maniera stupida, con marcature inesistenti, con leggerezza, con errori dei singoli, e per poco ieri stavamo per perdere l’ultimo treno per cercare di riacciuffare questo quarto posto al quale io continuo a credere pochissimo.
Se la squadra continuerà a giocare così, ma sopratutto a scendere in campo con questa mentalità, il quarto posto resterà un’utopia, preda del Genoa, o della Fiorentina, che hanno dimostrato entrambe di essere più continuee, ma soprattutto, hanno dimostrato di avere una minima organizzazione difensiva, cosa che il nostro caro mister Spalletti ha dimenticato di fare, scegliendo di dedicarsi totalmente alla fase offensiva, che quest’anno è venuta mancare visti gli infortuni a caterve.
Continuo a vivere questa stagione come una lunga agonìa. Pensavo che, dopo la risalita che abbiamo avuto nel periodo post-Derby d’andata, l’incubo fosse finito…e invece siamo ricaduti nel tunnel, che non sembra finirà se non il 31 Maggio con la chiusura di questa maledetta annata. Ormai ogni partita della Roma segue due copioni: o si va in vantaggio, si viene prontamente recuperati, e si soffre per vincere, oppure si perde, ma non in maniera dignitosa, ma subendo minimo 3 gol.
Sabato andremo a Firenze a giocarci quelle poche possibilità che abbiamo di prenderci la Champions, ma anche per dimostrare che siamo ancora una squadra. Che siamo ancora la squadra che ha fatto tremare Lione, Real Madrid, Chelsea, Milan, Inter e (mettiamocelo anche) il Manchester United. Per dimostrare, per una volta ancora, che si può anche perdere, ma che non si deve mai e poi mai mollare. E’ troppo comodo attaccarsi alle magie e ai colpi di un singolo, in questi momenti deve venir fuori la squadra, il gruppo, gli uomini, i coglioni.
Proviamoci, fino alla fine. Almeno per dare un senso a questa fottutissima stagione, che (come dice Vasco) un senso proprio non ce l’ha.














De Coccio
22 02 2009Nel 1984, quando Antonello Venditti cantava per la prima volta una delle canzoni più belle e significative della storia della musica italiana, “Notte prima degli esami“, Rodrigo Taddei era ancora un bambino di quattro anni, ignaro di quanto fosse grande Roma, di quanto fossero belle quelle parole scritte dal nostro cantautore preferito per raccontare la vigilia degli esami di stato di un ragazzo romano che ama una certa Claudia alla follia, e che rimpiange di non aver preso la maturità prima. La partita con il Siena di ieri assomigliava molto a una “notte prima degli esami”. Ieri, era evidente, tutti avevamo in mente Martedì, perchè Martedì ci giochiamo tutto, ma non potevamo dimenticarci di scendere in campo contro una squadra che da qualche anno a questa parte ama toglierci punti decisivi per la lotta scudetto (gol mondiale di Danielino De Rossi a parte).
Il Siena è diventato il nostro incubo, e la Roma la nostra Claudia. Non c’erano dubbi, dovevamo soffrire, perchè è così, è sacrosanto, è scritto nel DNA di ogni romanista che se non si soffre non si gode bene, baciare la maglia dopo una vittoria sofferta è la cosa più bella che un romanista può provare, togliersela e rimetterla nell’armadio dopo una vittoria come tante non ci fa godere in pieno. Se l’amore è amore.
Così al 63′ la famigerata Claudia ha preso le sembianze di Rodrigo Taddei, un brasiliano di San Paolo, un brasiliano atipico, pochi tacchi, tanta sostanza. Taddei lo portiamo nel cuore noi romanisti, perchè nonostante non fosse poi un fenomeno è uno che ci mette il cuore in ogni partita, che macina chilometri e che lotta per e con la squadra. La sua faccia sconvolta ed esultante dopo il 2 a 1 di Madrid di un anno fa ci è rimasta impressa, e sarà difficile rimuoverla dai nostri ricordi. Di sicuro Claudia non ha scelto il più bello della comitiva per immedesimarsi, ma il destro di Rodrigo, alla Del Piero, alla Platini, alla Comecazzovuoletechesia, è di una bellezza e di un’efficacia straordinaria. Quella palla che entra nel sette ci catapulta a Londra con 3 punti pesanti come un macigno, in una serata nella quale sono andati ad aggiungersi altri 2 giocatori alla lista infortuni.
C’è l’esame più importante, e forse la nostra Claudia è pronta. Non so voi, ma il mio cuore è già partito per Londra ieri, quando Gava di Conegliano ha fischiato la fine della partita, il mio cuore è partito con la consapevolezza che questi ragazzi sono più forti della sfortuna e del caso, e che possono veramente farcela. L’Italian Job (come la sanno lunga gli inglesi) è sempre più vicino, ma questa notte è ancora nostra.
Commenti : Lascia un commento »
Tag: Amoruso, Artur, baptista, Barusso, Bertolacci, Brandao, Brighi, cicinho, Codrea, Coppola, Curci, Del Grosso, Diamoutene, doni, Eleftheropoulos, Ficagna, Filipe, Foto Roma Siena, Frick, galloppa, Ghezzal, Jarolim, juan, kharja, loria, maccarone, mexes, Montella, motta, Pizarro, Portanova, riise, Roma Siena 1 0, Roma Siena commenti, Roma Siena Taddei, Rossi, Stoian, taddei, totti, Video Roma Siena, Zuniga
Categorie : Calcio, Serie A