Un film già visto

22 03 2009

C’è un qualcosa di melodrammatico nella sconfitta di ieri sera, che mi lascia un senso di amarezza e di rassegnazione che mi logora. Dalla Roma di ieri non potevamo aspettarci molto, è inutile negarlo. Le assenze erano troppo e troppo determinanti, i pochi titolari erano pure acciaccati, da alcuni ci si aspettava di più (Mexes e Baptista in particolare), da alcuni non ci si poteva aspettare di più, e l’avversario che avevamo di fronte non era esattamente l’ideale.

Prendere 4 gol è stato veramente immeritato, e fa molto male al morale della squadra, e sopratutto alla classifica. Genoa e Fiorentina oggi pomeriggio, stentando, hanno vinto, e adesso il quarto posto è a 5 punti. Con 9 partite da giocare il distacco non è troppo, eppure la Champions League 2009/10 si allontana sempre di più, considerando che, nonostante le due vittorie su quattro scontri diretti (uno si deve ancora giocare a Firenze), siamo così distanti, e, non solo dovremo fare i nostri punti domenica per domenica, ma dovremo pure sperare in alcuni passi falsi che, almeno il Genoa, non accenna a fare.

Della partita di ieri c’è poco da dire. Alla sfiga iniziale s’è aggiunta pure quella durante la partita. Nel primo gol di Iaquinta Loria commette un errore demenziale, mentre tutti i compagni applicano (in maniera corretta) il fuorigioco lui decide, impavido, di farsi una bella passeggiata e di affrontare l’attaccante juventino, il quale, ovviamente, se lo mangia e trasforma il primo tiro in porta della Juventus in tutto il primo tempo in gol.

Parlavo di melodramma all’inizio, il momento clou è stato il pareggio di Loria, proprio lui, che riesce a farci credere per 6 minuti scarsi che forse, anche a Roma, le favole esistono, che per una volta potremo vedere Davide battere Golia. E invece una deviazione beffarda, che catapulta la palla esattamente sulla testa di Iaquinta ci riporta con i piedi per terra, a ricordarci che, no, le favole a Roma non esistono. Gli altri due gol sono imbarazzanti da commentare, Mellberg nel saltare è lasciato solissimo, Nedved si inventa il gol dell’anno. Nient’altro da dire a una Juventus che con il minimo sforzo porta a casa il massimo risultato…i bianconeri hanno tutto sommato meritato la vittoria, ma non una vittoria così umiliante.

L’impressione è di aver visto questo partita qualche mese prima. Quando Iaquinta ha segnato il primo gol ho dato a mio padre, compagno di sofferenze, il pronostico: 0 – 4. Ci sono andato vicino, ma non perchè fossi Nostradamus o Vanna Marchi, io quella partita l’avevo già vista. Era il 19 Ottobre, a Roma scendeva un’altra squadra in campo, c’erano le stesse aspettative, forse lo stesso numero di spettatori, il risultato fu quasi uguale: Roma 0 – Inter 4. Quella partita certificò la nostra crisi, spero che questa invece ci dia una scossa giusta per giocare queste ultime 9 partite come se fossero tutte delle finali. Finali che speriamo di giocare senza 11 indisponibili.





Et voilà

8 12 2008
La squadra festeggia il gol del francesino.

La squadra festeggia il gol del francesino.

Dopo la vittoria contro la Fiorentina, a Roma, s’era ormai ristabilito tutto. Il gruppo, la squadra, il modulo, il cervello, le gambe, la mentalità dei ragazzi è tornata quella di prima.  Il film era già cominciato, ed i ragazzi si son seduti, in ritardo, ma si son seduti, per gustarselo. C’era un solo posto libero in questo cinema, in questo grande spettacolo che si chiama Roma.

Quel posto era di Jeremy Menez, l’ultimo arrivato, per certi sensi il più aspettato. Poi deriso, accantonato, quasi non considerato. E’ brutto per un ragazzo di 21 anni arrivare accompagnato dagli squilli di tromba e finire dopo appena 12 presenze (appena 3 partite da titolare) sottocoperta. Diciamo pure che in questa Roma che a fatica ha ritrovato forma e carattere, che ha dovuto oltrepassare ostacoli imponenti (come il Chelsea), e più piccoli ma comunque importanti (vedi il Lecce o il Cluj) nessuno avrebbe dato spazio al “nuovo“. Ci piace sempre rifugiarci nella vecchia guardia quando dobbiamo vincere per forza. Effettivamente la partita di Sabato si doveva vincere, per avvicinarci ancora di più al quarto posto e per continuare nella striscia di risultati positivi. Ma il caso, la fortuna, ha voluto che Mirko Vucinic per un affatticamento muscolare ha dovuto dare forfait.

E’ così che sbocciano i grandi amori. Dalla casualità, quasi dalla sfortuna. Leggendo il nome di Menez prima della partita nella formazione titolare ho fatto una smorfietta, lo ammetto. Dopo averlo visto smarcare 5 avversari in un sol colpo, e tirare con quella tale sicurezza, la smorfietta si è trasformata in sorriso.

Jeremy Menez è stato di gran lunga il migliore in campo, anzi, ha illuminato d’immenso una partita che in realtà stava prendendo la piega di tutte le altre partite che la Roma ha ormai sadicamente catalogato come partite da perdere. Quelle contro le squadre piccole, le neo-promosse o le prossime a retrocedere, che si chiudono in difesa, mettendo le sorti della partita nelle mani del portiere, che spesso si trasforma in un Buffon. Sorrentino Sabato è stato l’ennesimo Buffon, dopo Storari, Amelia, Antonioli e chi più ne ha più ne metta, ho avuto veramente l’impressione che la partita con il Chievo sarebbe finita con uno 0 a 0 tondo tondo, che ci avrebbe fatto male più di una sconfitta.

Ma non ho fatto caso che, nel trambusto, nella noiosa confusione in quel di Verona, c’era un protagonista in più. Un predestinato.

La magia di Jeremy Menez, che ci regala quella che è, a mio parere, la vittoria più importante dopo quella del Derby, ha un’importanza determinante non solo per il gruppo, per la classifica, per la striscia positiva. No, finalmente l’ultimo posto, vuoto, è stato occupato.  E allora, ora come prima, posso dirlo con un sorriso in bocca che in realtà mi manca da tempo. Bienvenu Jeremy.





Maglia Juventus 2008/09

4 07 2008
Ranieri e Blanc presentano la nuova maglia juventina

Ranieri e Blanc presentano la nuova maglia juventina

Messa solo per dovere “di cronaca” diciamo. Solita casacca da carcerati, non commento altro, cliccate qui per vedere le altre foto.

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Spagna – Italia (4-2) – Adios Europa – I commenti

23 06 2008

L’amarezza dopo serate come quelle di ieri rimane, ed è incancellabile. Come quella sciagurata notte a Rotterdam di 8 anni fa, o il pomeriggio di Saint-Denis di 10 anni fa, con quel golden-goal di Trezeguet e il rigore di Di Biagio. Sono ricordi negativi, che noi amanti del calcio, della nostra nazionale, ci portiamo appresso per una vita intera. Eppure ieri sera, dopo il rigore di Fabregas, nel mio cervello da ultras romanista per la prima volta dopo una grossa sconfitta non c’era un colpevole, quel dannatissimo capro espiatorio che fa di noi italiani i soliti “rosiconi”. Solo rassegnazione, per un Europeo partito male, chiuso troppo presto e in maniera troppo cattiva, ma diciamocelo, meritata.

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Spagna – Italia (4-2), Adios Europa, si va a casa a testa alta. – TUTTE LE FOTO DI SPAGNA – ITALIA

23 06 2008

A domani con i commenti.

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Francia – Italia (0-2), I commenti.

18 06 2008

Le urla al gol di De Rossi, di ieri sera, hanno superato il record acustico già impresso dalle mie corde vocali 2 anni fa quando segnò Grosso, contro i tedeschi. Dentro quella punizione, deviata beffardamente da Titì Henry, c’era tutto il cuore, la rabbia, la decisione, la classe di un ragazzo Romano e Romanista che è cresciuto all’ombra di Francesco Totti, soffrendo, sudando, conquistando prima Roma e poi l’Italia, e che adesso ha preso il suo numero di maglia in nazionale e lo porta con onore e con merito. E fanculo ai criticoni milanesi e torinesi che volevano i loro Pirlo e Del Piero con il 10 storico sulle spalle. Inchinatevi adesso, criticoni.

Quel gol da la vittoria all’Italia, da la vittoria a Roma, a Spalletti (quanto hai goduto Lucià?), a Donadoni e a tutti gli Italiani, che finalmente hanno riconosciuto e si sono inchinati di fronte alla realtà: non c’erano Cassano ieri, nè Del Piero, a portare l’Italia ai quarti, a superare il “Group of Death”, ma due che in nazionale ci sono sempre stati, e che senza rumore, continueranno ad esserci: Pirlo e sopratutto De Rossi. Peccato per quel giallo, Andrea, perchè forse potevi prenderti una rivincita, potevi vendicare il tuo Milan, colpito in Febbraio da Cesc Fabregas. Peccato davvero, Domenica i 2/3 del centrocampo italiano probabilmente saranno romanisti, e va bene così.

Che grande Italia, è vero, di fronte alle difficoltà, di fronte ai grandi avversari, ai cugini di sempre, ci rialziamo alla maniera nostra. In Spagna ‘El Pais‘ scrive “Italia, siempre Italia“, Italia sempre l’Italia. E’vero, siamo fatti così, soffriamo all’iniziamo e poi alla fine ci rialziamo in maniera anche teatrale, ma è ok così, la sofferenza è consuetudine in Italia. Toni ci ha fatto soffrire tanto, è stanco, si vede, non riesce a giocare e sopratutto a segnare come vuole e come sa fare. Sullo 0-0 sbaglia un’occasione che era più facile di un rigore, poi addirittura va vicino al gol da cineteca, di tacco al volo, sarebbe entrato nella storia, niente. Prende pure la traversa Luca, a partita quasi finita, è pure sfortunato il ragazzo, ma speriamo che non sbagli Domenica con gli spagnoli.

La partita di ieri sera è entrata di diritto nella mia “hit parade” dei match da ricordare, insieme alle immancabili Italia – Germania, Italia – Francia e Scozia – Italia. Forse mai l’Italia è stata superiore alla Francia sul campo, a livello tattico, fisico, agonistico, mentale, tecnico…a tutti i livelli. La Francia è solo l’ombra della nazionale campione del mondo e d’Europa di Zidane, ma non solo per la mancanza “der capoccione”. Non c’è più gruppo, non c’è più squadra, ci si aggrappa al leader, al salvatore che metta tutto a posto, ci si aggrappa a Ribery, sfortunato, uscito dopo 10 minuti per una brutta caduta (forse 6 mesi di stop dice la Gazzetta, che brutto colpo), ci si aggrappa a Thierry Henry, all’Henry di Londra, quello dei 236 goals con la maglia dell’Arsenal, quello degli 82 assists, numeri incredibili. Ma l’Henry di ieri era quello di Barcellona, quello rilegato a giocare sulla fascia, quello che ormai è solo un’ombra sbiadita. Ci si aggrappa a Benzema, troppo giovane, miglior calciatore nella Ligue 1, tanti gol, si, ma con quali difese? Dove trovi in Francia difensori come Panucci? Ci si aggrappa a Domenech, che non si smentisce mai, lascia fuori tutti gli “italiani” possibili. Mexes e Trezeguet ieri dopo il fallaccio del rigore di Abidal (ma non era un terzino?) e i 3 tiri in porta totali della Francia avranno ridacchiato. E’ finito un ciclo in Francia, basta Domenech, è ora di Deschamps forse, e noi ti aspettiamo allora Didier. Un altro che abbiamo cresciuto noi Italiani, e che ci ritroveremo contro, forse.

Un pensiero va anche agli spagnoli, prossimi avversari. Spaventoso David Villa, capocannoniere, e fa sempre paura Fernando Torres. Ancora loro, gli spagnoli, quest’anno quanti incontri cruciali in Champions. Milan – Arsenal l’ha decisa uno spagnolo, Fabregas. Inter – Liverpool un altro iberico, Torres. Però nessuno dimentichi Real Madrid – Roma, anzi Donadoni prendi da esempio quella partita, quella volta gli Spagnoli sono stati affondati, e forse qualche giocatore del Real entrando in campo Domenica sera e guardando in faccia gli azzurri troverà alcune faccie già viste: De Rossi, Aquilani, Perrotta, Panucci. Che sia di buon auspicio anche questo.





Francia – Italia (0-2), AU REVOIR. – TUTTE LE FOTO E I VIDEO DI FRANCIA – ITALIA!

18 06 2008

Domani inserirò il mio commento…

I video dei gol (cercherò presto highlights in Italiano).
Cronaca della partita.

FRANCIA-ITALIA 0-2 (primo tempo 0-1)
MARCATORI: Pirlo su rigore al 25′ p.t.; De Rossi al 17′ s.t.
FRANCIA (4-4-2): Coupet; Clerc, Gallas, Abidal, Evra; Govou (Anelka dal 21′ st), Toulalan, Makelele, Ribery (Nasri dal 10′ p.t.; Boumsong dal 26′ p.t.); Benzema, Henry. (Mandanda, Frey, Malouda, Vieira, Thuram, Squillaci, Sagnol, Diarra, Gomis). C.t. Domenech.
ITALIA (4-3-2-1): Buffon; Zambrotta, Panucci, Chiellini, Grosso; Gattuso (Aquilani dal 37′ s.t.), De Rossi, Pirlo (Ambrosini dal 10′ st); Cassano, Perrotta (Camoranesi dal 19′ s.t.); Toni. (Amelia, De Sanctis, Gamberini, Barzagli, Materazzi, Quagliarella, Del Piero, Di Natale, Borriello). C.t. Donadoni
ARBITRO: Michel (Slovacchia).
NOTE: spettatori 30.585. Serata piovosa e fredda, terreno scivoloso. Ammoniti Evra, Pirlo, Chiellini, Govou, Gattuso, Boumsong, Henry per gioco scorretto; al 24′ espulso Abidal. Angoli 3-4; recuperi 3′ p.t., 3′ s.t.




Ricordatevi queste parole.

16 06 2008

Parole, parole, parole; da ricordare però, ed allora la saga delle stronzate comincia (o continua?) da qui, prima per le Eurominchiate:

Poi le cavolate da mercato:





Italia – Romania (1-1), Eliminazione vicina

15 06 2008

Questa volta c’è poco da rimproverare a Donadoni, anche se lui stesso deve ammettere che comunque vada Martedì 17 lui ha fallito. Ha fallito perchè la formazione messa in campo con la Romania era la migliore e non aveva niente a che fare con il lavoro che ha fatto lui per 2 anni.

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Olanda – Italia (0-3), Qualcuno svegli il Donadoni che dorme.

10 06 2008

Non c’è niente da dire a livello tattico e tecnico. Vi risparmierò dal fare il commento di una partita che ha avuto poco di tattico, un’umiliazione che non subivamo da anni. Ci sono tante, ma tante domande da fare.

Mi chiedo come si faccia a lasciare in panchina De Rossi, uno dei centrocampisti più forti del mondo, sicuramente il più forte d’Italia.
Mi chiedo come si faccia a far entrare il capocannoniere del campionato così tardi, quando c’era bisogno di qualcuno che tirasse.
Mi chiedo come si faccia a far entrare a partita finita Cassano, l’unico che non da punti di riferimento agli avversari.
Mi chiedo come si faccia a mettere in campo il trio di centrocampisti più deludenti dell’anno, ex-campioni d’Europa sì, con tutto il rispetto, ma ieri avete fatto cagare.
Mi chiedo come si faccia a lasciare fuori per quasi tutta la partita l’eroe di Berlino, quello che ci ha portati in finale, Grosso, l’unico che ha corso tanto ed ha combinato qualcosa di buono.
Mi chiedo come si faccia a far giocare ancora quell’aborto di Materazzi, che al primo intervento ha rischiato di rompere la gamba a Van der Vaart.
Mi chiedo come si faccia a sbagliare un gol del genere, Toni, tu che ne hai segnati quasi 40 quest’anno con i tedeschi.
Mi chiedo come si faccia ad essere così presuntuosi, ed anche dopo una disfatta del genere a dire: “Si può perdere una partita, c’è ottimismo“. Ma ti svegli idiota? Di partita se ne giocano 3, e nei hai già persa una!

E adesso svegliati Donadoni, fai giocare chi merita, chi ha esperienza in campo internazionale, e non chi gioca bene con il Belgio, con le Far Oer o con la Scozia. Scendiamo dalle nuvole una volta per tutte e guardiamo i fatti, da quando siamo campioni del mondo abbiamo incontrato solo 4 squadre decenti: Francia, Portogallo, Spagna e Olanda. Con la prima abbiamo perso e pareggiato 0-0, con la seconda abbiamo vinto, con la terza abbiamo perso, e con l’ultima anche. Campioni del mondo un corno, fuori i coglioni ragazzi, ricordiamoci di essere Italiani, non più campioni del mondo, ma ITALIANI, e l’Italia non può permettersi più sconfitte così.

(Cliccate su continua per le foto e il tabellino)

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