Et voilà

8 12 2008
La squadra festeggia il gol del francesino.

La squadra festeggia il gol del francesino.

Dopo la vittoria contro la Fiorentina, a Roma, s’era ormai ristabilito tutto. Il gruppo, la squadra, il modulo, il cervello, le gambe, la mentalità dei ragazzi è tornata quella di prima.  Il film era già cominciato, ed i ragazzi si son seduti, in ritardo, ma si son seduti, per gustarselo. C’era un solo posto libero in questo cinema, in questo grande spettacolo che si chiama Roma.

Quel posto era di Jeremy Menez, l’ultimo arrivato, per certi sensi il più aspettato. Poi deriso, accantonato, quasi non considerato. E’ brutto per un ragazzo di 21 anni arrivare accompagnato dagli squilli di tromba e finire dopo appena 12 presenze (appena 3 partite da titolare) sottocoperta. Diciamo pure che in questa Roma che a fatica ha ritrovato forma e carattere, che ha dovuto oltrepassare ostacoli imponenti (come il Chelsea), e più piccoli ma comunque importanti (vedi il Lecce o il Cluj) nessuno avrebbe dato spazio al “nuovo“. Ci piace sempre rifugiarci nella vecchia guardia quando dobbiamo vincere per forza. Effettivamente la partita di Sabato si doveva vincere, per avvicinarci ancora di più al quarto posto e per continuare nella striscia di risultati positivi. Ma il caso, la fortuna, ha voluto che Mirko Vucinic per un affatticamento muscolare ha dovuto dare forfait.

E’ così che sbocciano i grandi amori. Dalla casualità, quasi dalla sfortuna. Leggendo il nome di Menez prima della partita nella formazione titolare ho fatto una smorfietta, lo ammetto. Dopo averlo visto smarcare 5 avversari in un sol colpo, e tirare con quella tale sicurezza, la smorfietta si è trasformata in sorriso.

Jeremy Menez è stato di gran lunga il migliore in campo, anzi, ha illuminato d’immenso una partita che in realtà stava prendendo la piega di tutte le altre partite che la Roma ha ormai sadicamente catalogato come partite da perdere. Quelle contro le squadre piccole, le neo-promosse o le prossime a retrocedere, che si chiudono in difesa, mettendo le sorti della partita nelle mani del portiere, che spesso si trasforma in un Buffon. Sorrentino Sabato è stato l’ennesimo Buffon, dopo Storari, Amelia, Antonioli e chi più ne ha più ne metta, ho avuto veramente l’impressione che la partita con il Chievo sarebbe finita con uno 0 a 0 tondo tondo, che ci avrebbe fatto male più di una sconfitta.

Ma non ho fatto caso che, nel trambusto, nella noiosa confusione in quel di Verona, c’era un protagonista in più. Un predestinato.

La magia di Jeremy Menez, che ci regala quella che è, a mio parere, la vittoria più importante dopo quella del Derby, ha un’importanza determinante non solo per il gruppo, per la classifica, per la striscia positiva. No, finalmente l’ultimo posto, vuoto, è stato occupato.  E allora, ora come prima, posso dirlo con un sorriso in bocca che in realtà mi manca da tempo. Bienvenu Jeremy.





Dico tutto. Cassano-Boccaccio e le sue stronzate.

5 12 2008
La copertina del libro di Cassano.

La copertina del libro di Cassano.

Non comprate il libro. Prendetelo come un ordine, un suggerimento o un consiglio, ma il libro di Cassano consolida ancora di più l’obbrobrio che Antonio sta dando della sua immagine, in tutta Italia, esclusa Genova ovviamente, dove i suoi tifosi, giustamente ubriacati dai suoi numeri funambolici, non riescono a guardare la realtà in faccia: Cassano è un falso, un ipocrita, è l’Italiano perfetto. Per chi volesse farsi un’idea (senza comprare il libro), ecco un articolo del buon Daniele Lo Monaco, che raccoglie tutti i passi nei quali Cassano parla della sua esperienza a Roma, con i vari retroscena, i vari episodi, che tanto fanno incuriosire i tifosi di tutta Italia, ma che in realtà a me fanno ridere come un matto.

Antò, che hai fatto, Antò?; direbbe il mitico Carletto Zampa. Aggiungo io: Antò, ma dove sei arrivato? Ad auto-prenderti per il culo di fronte a tutto il Paese? L’elenco delle stronzate dette dal nostro neo-Boccaccio, alias Antonio Cassano, è interminabile. Ma la cosa che mi piace sottolineare è che ormai Cassano c’ha preso gusto, si è creato un personaggio, una sorta di alter-ego che è un misto fra Totò e Maradona, ed è ormai convinto di far tendenza.

Spalletti ha definito il libro di Cassano “Il manuale del giovane calciatore“, e di fronte a tutte queste iniziative delle squadre di Serie A (in testa, guardate un pò, la Sampdoria del nostro Antonio) per riportare i vivai italiani a livelli più consoni, di fronte alla recessione che (si dice) dovrebbe colpire anche i calciatori miliardari, Cassano risponde con un bel: “Ma che me ne fotte a me, prendo soldi, mi alleno poco, dico stronzate, parlo con la mano davanti alla bocca per non farmi capire da tutti, mi faccio 3 veline al giorno, distruggo le bandierine, prendo a pugni l’arbitro…ma tutti mi osannano“.

Allora concludo: nel pieno dell’era-Mourinho, che esclude gente come Adriano per 5 minuti di ritardo, e Balotelli per il suo fare spocchioso (e non fa male, visto quanto sono pagati i calciatori), questa auto-biografia di Cassano distrugge tutto quello che di buono si sta cercando di fare per cambiare l’immagine del nostro calcio nel mondo, facendoci ripiombare tremendamente nella realtà, con veline, Porsches, gioielli, ritardi e capricci. Di Cassano qualcuno ammira la sua sincerità. A me fa schifo, perchè so che tutto quello che Antonio ha detto in 80 pagine scarse di libro, potrà essere cancellato da un momento all’altro.

Tifosi della Samp, ricordatevi bene la frase “Resterò per sempre a Genova“. Verrò a rinfacciarvela quando il vostro idolo andrà  a prendere una barca di soldi da Moratti, Cobolli-Gigli, Berlusconi o Abramovic.





Germania – Spagna (0-1), La Spagna è regina d’Europa, Torres si mangia i tedeschi. – I commenti

30 06 2008

Tutto liscio, questa volta non c’è stato spazio per le sorprese, le cenerentole e le out-siders. Questa volta l’Europa è nelle mani giuste, la coppa è stata alzata dalla squadra che ha dato spettacolo, ha divertito, ha concretizzato, ha difeso bene, ed ha quindi meritato, ed è già una notizia, visto il successo del catenaccio Greco di 4 anni fa.

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Germania – Spagna (0-1), La Spagna è regina d’Europa, Torres si mangia i tedeschi. – TUTTE LE FOTO DELLA FINALE GERMANIA – SPAGNA!

30 06 2008

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Russia – Spagna (0-3), La Spagna dopo 24 anni in finale, Russia neutralizzata per la seconda volta.

27 06 2008

Alla fine le favorite si sono rilevate vincitrici e le sfavorite perdenti, o meglio, vinte, come da copione. Germania e Spagna in una finale inedita e più che prevedibile (anche se i bookmakers scommettevano su Germania – Italia). Anche la Spagna, come la Germania, ha dovuto sudare 7 camicie prima di portarsi a casa l’ambito pass per la finale Viennese. Nel primo tempo infatti si è vista più la Russia che la Spagna, anche se in realtà gli iberici hanno sempre tenuto il pallino del gioco, con un possesso di palla intenso e con pochi errori a centrocampo. Pericolosa più la Russia con il suo Pavlyuchenko che la Spagna con “El Nino” Torres, ma il russo non è ben assistito dall’atteso compagno Arshavin, neo-acquisto del Barcellona (o almeno così ci dicono).

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Lippi torna il C.T. azzurro!

26 06 2008

Marcello Lippi torna alla guida della Nazionale Italiana. Il presidente della Figc Giancarlo Abete lo ha nominato nuovo Commissario tecnico degli Azzurri in sostituzione di Roberto Donadoni. Lippi sarà presentato martedì prossimo, 1° luglio, in una conferenza stampa a Roma.

figc.it

Direi, ma che notizia! E chi se lo aspettava!





Ciao Donadoni

26 06 2008

Il presidente Abete ha ricevuto oggi nella sede della FIGC il Commissario tecnico della Nazionale Roberto Donadoni: nel corso dell’incontro, come annunciato, è stato fatto un bilancio dell’attività svolta negli ultimi due anni e dell’andamento dei Campionati Europei.

Nel confermare a Donadoni sincera stima personale e apprezzamento per la serietà e il qualificato impegno professionale che hanno contraddistinto il suo lavoro alla guida della Nazionale, il presidente Abete ha altresì comunicato al tecnico la decisione della FIGC di ritenere esaurito il rapporto contrattuale alla naturale scadenza.

figc.it

Amen.





Germania – Turchia (3-2), Mamma li tedeschi!

26 06 2008

Chi di spada ferisce di spada perisce, così dopo aver vinto le ultime 3 partite all’ultimo secondo i Turchi di Terim hanno perso la semifinale contro i favoritissimi della Germania al 90′, grazie a un goal del terzino del B. Monaco Lahm. Partita fantastica a Basilea, piena di capovolgimenti, giocata meglio dalla Turchia, ma vinta dalla Germania, la solita Germania, sempre incisiva e tremenda sotto porta. Terim può essere contento del suo lavoro, ha portato in semifinale una squadra che secondo i pronostici non doveva neanche passare il 1°turno ed ha giocato la semifinale con appena 14 uomini in rosa con il coltello fra i denti e mettendo in difficoltà i tedeschi.

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Spagna – Italia (4-2) – Adios Europa – I commenti

23 06 2008

L’amarezza dopo serate come quelle di ieri rimane, ed è incancellabile. Come quella sciagurata notte a Rotterdam di 8 anni fa, o il pomeriggio di Saint-Denis di 10 anni fa, con quel golden-goal di Trezeguet e il rigore di Di Biagio. Sono ricordi negativi, che noi amanti del calcio, della nostra nazionale, ci portiamo appresso per una vita intera. Eppure ieri sera, dopo il rigore di Fabregas, nel mio cervello da ultras romanista per la prima volta dopo una grossa sconfitta non c’era un colpevole, quel dannatissimo capro espiatorio che fa di noi italiani i soliti “rosiconi”. Solo rassegnazione, per un Europeo partito male, chiuso troppo presto e in maniera troppo cattiva, ma diciamocelo, meritata.

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Spagna – Italia (4-2), Adios Europa, si va a casa a testa alta. – TUTTE LE FOTO DI SPAGNA – ITALIA

23 06 2008

A domani con i commenti.

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