Gli IRTI colli

4 07 2009

Il famigerato Nicola Irti (?)

Il famigerato Nicola Irti (?)

Sarà l’afa di questi primi giorni di Luglio, sarà che tra Fioranelli e il famigerato supermanager non ce stamo a capì più nulla, però stamattina appena ho acceso il computer ho letto una cosa: “Totti è la rovina della Roma”. Non ho avuto bisogno del tipico caffè delle 10 per svegliarmi, sinceramente ho pensato a un errore del mio lettore di feed rss. Poi però su ogni sito ho letto questa notizia, queste dichiarazioni al bacio, che mi hanno fatto nascere un dubbio metodologico: ‘anvedi che questo c’ha ragione?

Cosa vogliate che siano 539 partite in carriera?

E quanto contano 220 gol? Peggio ancora se fatti tutti con la stessa maglia, che non è quella del Milan o della Juventus, né del Real Madrid, ma della Roma…che non è esattamente una potenza mondiale?

Poi il 26 Giugno 2006, cosa rappresenterà mai? Alle 18,45 mica stavamo tutti appiccicati al televisore, sperando che quel rigore (che manco c’era) mettesse fine ad una partita brutta e difficile contro l’Australia, no?

Ah…dimenticavo, poi i 32 gol con le viti nella caviglia manco si contano, non fanno media…e manco quella cosa luccicosa, quella scarpa che però nun se indossa conta…alla fine l’ha vinta pure Ronaldo, sia quello col gel che quello della Crescina, l’hanno vinta pure Eusebio e Van Basten, quindi che stamo a dì?

Alla fine poi, manco a dirlo, 178 dei 220 gol fatti tutti in Campionato tutti con la stessa maglia (aridaje co sta maglia…), come appena Boniperti è riuscito a fare, cui protest?

Sono migliori quelli che vogliono le garanzie. Quelli che minacciano se piuttosto che prendere 14 milioni, ne prendono 12, perché loro poveretti devono sfamare una famiglia. Loro fanno scrivere i giornali, di conseguenza fanno vendere.

Cosa vogliate che si scriva su Francesco Totti, nato a Roma, a Porta Metronia, il 27 Settembre di, quasi, 33 anni fa? Non c’è niente di nuovo da scrivere, nessun mal di pancia, nessuna mega-offerta spagnola o inglese, nessun locale a luci rosse con Paris Hilton, nessun allenamento saltato perché la sera prima era a troie, nessuna linguaccia mostrata al settore ospiti, magari neanche nessun Pallone d’Oro, ma quello glielo faremo noi romanisti quando appenderà le scarpe ai chiodi (che sia il più lontano possibile quel giorno). Su di lui non c’è proprio niente di nuovo da scrivere, ci pensano i libri di Storia a parlarne, ci pensano le strade e la gente di Roma, ci pensano le promesse che lui ha MANTENUTO, i sogni che ha realizzato, ed anche quelli che sono rimasti nel cassetto, perché lui ha sempre lottato per tirarli fuori da lì, ci pensano il sudore che ha versato, ed i calci che ha preso. Ma quelli…mica fanno vendere.

Capità, ti voglio dare un consiglio. Non lo querelare a sto Irti, gli dai troppa importanza. Io, prima di stamattina, di Irti conoscevo solo i colli di “San Martino” del Carducci. E a proposito di colli, e di pianure, consiglio a questo legale di farsi una passeggiata vicino Formello, forse lì troverà erba per i suoi denti…cioè, volevo dire pane.





Per riassumere…

22 06 2009

Io sono profondamente convinto che l’unica bandiera che mi rappresenta è quella della Roma. Le altre, fossero nobili associazioni, fans club, gruppi e persino presidenze e proprietà della Roma, sono pecette appiccicate all’unica bandiera: quella porpora e oro. Io tifo la Roma, non le sue sovrastrutture e l’Associazione Sportiva Roma Spa, per quanto nobile, è solo una sovrastruttura, la prima delle sovrastrutture, ma sempre una sovrastruttura. Io tifo la Roma, qualunque Roma. La tifo bene o la tifo male, non sta a me giudicarmi, da quando ero bambino e non smetterò di farlo finché chiuderò gli occhi. E la mia fede non verrà intaccata dalla persona che siede sullo scranno presidenziale.

Marforio, Sede vacante





L’Italia vende

10 06 2009

Kakà con la camiseta blanca del Real.

Kakà con la camiseta blanca del Real.

Ho appena letto “Le Pagelle” di Fabrizio Bocca su la Repubblica.it, volevo riportare qui in particolare due passi dell’articolo, che parlano di questo “esodo di campioni” dal Belpaese, e del potere sempre più forte dei procuratori.

Appeal del calcio italiano 5
Difficilmente il nostro calcio vivrà un anno più sconvolgente di questo. Già da molte stagioni eravamo abituati a colpi meno eclatanti, clamorosi. E da due decenni in assoluto avevamo perso l’abitudine a veder arrivare in Italia i numeri 1 in assoluto, come Maradona o Platini. Ma nessuno avrebbe immaginato, a campionato 2008-09 appena chiuso, che sarebbe cominciata una vera e propria fuga. Nessuno si rassegna a questa nuova situazione del calcio italiano, ma intanto perfino il Milan vende Kakà e l’Inter tratta col Barcellona la cessione di Ibrahimovic, che in Italia proprio non vuole più restare.

Che ci sia la crisi è certo, che persino Inter e Milan debbano fare i conti con i loro deficit colossali pure, ma in assoluto non è vero che i grandi campioni se ne vadano unicamente per soldi. Kakà avrebbe guadagnato molto di più al Manchester City ma alla fine va al Real, e Ibrahimovic è già, adesso, il giocatore più pagato al mondo. Anche se si può semore guadagnare di più certo… Entrambi vanno in Spagna per la qualità del calcio che si gioca lì, per le possibilità di vetrina che sono maggiori e per le chances di vittoria internazionale. In genere i grandi calciatori soffrono le pressioni e le tensioni del calcio italiano. Anche se ne sono abbondantemente ripagati. Nonostante la crisi…

Il potere a Raiola 2: cosa fanno Uefa e Fifa?
Anche Arrigo Sacchi nei suoi vari interventi ha detto che certe persone non gli piacciono e che il potere di certi procuratori è ormai diventato spropositato. Si parla qui ovviamente di Mino Raiola, l’agente di Ibrahimovic. Da una settimana Raiola imperversa su giornali, radio e tv di tutta Europa. Così abbiamo scritto qualche giorno fa.
“A comandare l’operazione Ibrahimovic c’è Mino Raiola, 41 anni, campano ma cresciuto ad Harleem in Olanda, dove la famiglia possedeva un ristorante. Cominciò a frequentare il calcio olandese e a fare da intermediario con i club italiani negli anni 90. A sentirlo parlare non si direbbe, ma adesso Raiola è uno dei procuratori più potenti e influenti. Anzi uno degli uomini più potenti del calcio in assoluto: strano e inquietante, ma è così. Mino gestisce gli affari di Ibrahimovic che è il calciatore che guadagna di più in assoluto al mondo, più di Cristiano Ronaldo e più ancora di Messi. Il lavoro di Raiola è quello di premere ogni estate il tasto del contratto e del mercato per cambiare il destino dei suoi protetti. Dietro le parole di Ibrahimovic c’è questo insolito regista”.
Se nel calcio tutte le norme sono saltate, i contratti non contano, i calciatori chiedono aumenti e revisioni degli accordi ogni 6 mesi, e si corre sempre dietro a chi può offrire di più, insomma se il calcio-mercato ha regole selvagge è anche perchè si è dato un potere infinito a questi agenti internazionali. Che, di fatto, hanno in pugno i portafogli dei presidenti. Negli ultimi anni le cose sono molto peggiorate e – nonostante le chiacchiere – l’Uefa di Platini o la Fifa di Blatter non hanno fatto quasi nulla per evitarlo. Raiola probabilmente è più potente di loro.





In tutte le lingue del mondo

8 06 2009
Rosella perplessa, come tutti noi.

Rosella perplessa, come tutti noi.

Parlo dopo qualche giorno di silenzio, forzato ma anche voluto. Volevo prolungarlo ancora qualche giorno, giusto per parlare della Confederation Cup e dell’organizzazione del Sud Africa per i prossimi mondiali, ma sono costretto, da romanista, a scrivere qualcosa dopo l’ennesimo comunicato di Italpeltroli, che per l’ennesima volta ha smentito l’ennesima notizia di offerta da parte di Fioranelli (e/o altri acquirenti). Ieri ho sentito Radio Roma Web, che è riuscita a intervistare questo famoso acquirente, mettendo in agitazione per l’ennesima volta l’ambiente romano e romanista con delle dichiarazioni sibilline ma comunque importanti e positive.

A 24 ore dalla predica di Fioranelli però, arriva la disdetta del Vaticano (cioè Italpetroli) che nega l’offerta aggiungendo tuttavia che: “la Compagnia Italpetroli ed il proprio advisor finanziario Mediobanca stanno attualmente verificando la concretezza dell’interesse a suo tempo rappresentato dal Sig. Fioranelli, in nome e per conto di una società di diritto svizzero, ad acquisire il pacchetto di controllo dell’A.S. Roma, nonché la capacità economica di tale società.

Poco tempo fa avevo criticato chi faceva l’analisi grammaticale dei comunicati di Italpetroli, però queste 4 righe scarse, al di là degli svolazzi grammaticali affermano una cosa: l’offerta non c’è stata, ma l’interesse sì.

Sia ben chiaro, anzi cristallino, non sono uno di quelli che vive davanti al pc spulciando in tutti i siti del mondo per cercare notizie su Fioranelli, Flick o Gheddafi, ma questa situazione mi sta seriamente stancando, e siamo solamente ai primi di Giugno. Non ho intenzione, e credo come me anche tutti i romanisti, di passare un’altra estate rincorrendo notizie false, comunicati e disdette. Non sono un pro-Fioranelli, nè un pro-investitori, sono uno che crede che gli scudetti si possano vincere anche con i Guberti, gli Esposito, i D’Alessandro, i Bertolacci, i Crescenzi,i Curci, i Cerci e gli Okaka, e che alla fine con spendendo soldi in nomi altisonanti non si guadagnano altro che bidonate su bidonate. L’Inter è l’esempio lampante, visto che da 3 anni fonda tutte le sue vittorie su un giocatore svincolato (Cambiasso), un altro che faceva il terzo portiere a Verona (Julio Cesar), un altro ancora che prima di venire a Milano di famoso c’aveva solo il nome, ma perchè è quello di Michael Douglas (Maicon), e un altro che in pratica è nato con la maglia neroazzurra, e vi morirà senza aver bisogno di prolungamenti di contratto (Zanetti).

Non sono in agonia, non sono in coma farmacologico, non grido “Rosella vattene!” ne “Rosella resisti“, perchè alla fine credo in lei semplicemente per il cognome che porta, per quello che la sua famiglia ha fatto per la Roma in 16 anni. Non lego la mia passione al portafogli del mio padrone, amo la Roma a prescindere, e proprio per questo voglio CHIAREZZA.

Lo scrivo a lettere cubitali, Rosella, Vinicio (ammazza che nome…), Flick o Flock, Chip o Chop,  Gheddafi o Fidel Castro, Franceschini o Berlusconi (lungi da me, pensier tiranno!)…leggete bene:

CLARITY
CLARIDAD
KLARHEIT
CLARTE
明瞭さ
وضوح, نصاع, صفاء, الجِء


CHIAREZZA!!!





Pillola (4 Giugno)

4 06 2009
Kakà con la maglia del Real, bufala o realtà?

Kakà con la maglia del Real, bufala o realtà?

I miei complimenti al Milan per la più grossa stronzata dell’ultimo decennio calcistico. Venduto Gourcuff, adesso se ne va pure Kakà. Spero per i milanisti che tutte queste notizie non siano vere, visto che Marca ama sempre riempire le prime pagine con foto di calciatori con la maglia del Real, per poi smentirsi pochi giorni dopo…

Nel frattempo ribadisco i miei auguri a Carletto Ancelotti. Devo dire che il blu gli sta bene, e adesso se dovessi puntare 10€ su chi vincerà la prossima Champions direi ad occhi chiusi Chelsea…

Ah, non so se avete letto di Gheddafi. Ebbene, di fronte a questa grande notizia, non volevo dirlo…annuncio che domani presenterò alla famiglia Sensi un’offerta di 123,56€ (i miei risparmi attuali) per acquisire l’A.S. Roma…dite che ce la faccio?





Pillola (29 Maggio)

29 05 2009

Continuo a non capirci un tubo di tutti questi comunicati. Resto dell’idea che la Roma resterà ai Sensi, perchè Rosella crede ancora di poter reggere la baracca, e la rispetto comunque per questo.

Nel frattempo aggiungo un altro video della trasferta di Milano:

Sono contento per la vittoria del Barcellona in Champions. Non ho mai visto il Manchester giocare così male. Il Barça ha un’età media di 22 anni, ha vinto tutto quello che poteva vincere, e in Italia nel frattempo la Juve si compra Diego, condannando di fatto Giovinco alla panchina o (meglio per lui) alla cessione, l’Inter si compra Milito condannando Acquafresca alla cessione, il Milan s’è ripreso Sheva mandando Paloschi in Serie B. Come possiamo pretendere ancora qualcosa da questo calcio?





Foto e Video, Milan – Roma (2-3)

26 05 2009

Ecco il gol di Riise, visto da molto vicino, da qui si capisce con quanta potenza ha tirato John.

…ed eccolo visto da più in alto

L’Inno cantato a San Siro

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La ciliegina senza la torta

25 05 2009
Il Capitano festeggia di fronte a Maldini, immagine emblematica.

Il Capitano festeggia davanti a Maldini, immagine emblematica.

La Roma ha dimostrato ancora una volta che, anche con 6 potenziali titolari fuori per infortuni e squalifiche, e con la giusta concentrazione, il giusto spirito di squadra, questo sesto posto è bugiardo per le potenzialità che abbiamo. Ma ormai è inutile piangere sul latte versato, non possiamo però di sicuro gioire per un sesto posto, obiettivo che, immaginato a inizio stagione, avrebbe fatto ridere tutti (avversari compresi).

I nostri ragazzi sono scesi in campo determinati, come hanno fatto pochissime volte in questa stagione, anche se, bisogna ammetterlo, a San Siro facciamo sempre bella figura, e c’è sempre voluto bisogno dell’aiuto del 12°uomo per batterci. E’ stato stupendo vedere tutta quella gente allo stadio, come ai vecchi tempi, alle 3, sotto il sole, con un caldo tremendo. E’ stato ancora più bello zittirli tutti, anche nel giorno in cui avrebbero voluto far festa al loro Capitano, che, pazienza, si consolerà con tutti i trofei che ha vinto nella sua carriera incredibilmente piena di successi (nazionali e soprattutto internazionali).

Questa volta non ci sono annotazioni tattiche, la squadra ha giocato bene, corta, attenta soprattutto a centrocampo, e per una volta poco sprecona. L’unico sottotono è stato Vucinic, che evidentemente ha già deciso di mettersi le infradito ed andare in vacanza. E’ stato fondamentale per la manovra l’apporto dei due terzini, Riise e Motta, e con un Pizarro in grandissima forma nessuno ha sentito la mancanza di Danielino nostro (incredibile ma vero). L’azione del secondo gol è da far vedere nelle scuole calcio, con tre tocchi di prima siamo arrivati in porta, con un contropiede pazzesco, che sa tanto di vecchia Roma. I due gol di punizione sono delle perle, di potenza e precisione. Il gol di Riise è stato così forte che per qualche secondo a San Siro nessuno ha capito se la palla fosse entrata o no. Quello del Capitano, l’ennesimo gol del Bimbo de oro a San Siro, mette il giusto sigillo ad una partita che abbiamo vinto meritatamente. L’ennesima meraviglia di fronte a uno stadio che lo fischia da sempre, perchè lo teme, e soprattutto perchè lo ha sempre desiderato.

Parlando dei nostri avversari, ho visto Kakà soffrire molto il caldo e i fischi, Ronaldinho ha fatto la sua bella figura(ina) in panchina, Pato si è esibito nei soliti svolazzi da simulatore, Inzaghi era intento a giocare la sua partita personale contro il guardalinee, Pirlo invece, sembrava il dodicesimo della Roma. Insomma, tra le tante stelle, stelline, astri nascenti e orse maggiori del Milan, quella che brilla di più è Beckham (cioè quello che è costato di meno…), che con i suoi lanci millimetrici è stato l’unico pericolo per la difesa della Roma nel primo tempo. Ci ha pensato Carletto Ancelotti ha sostituirlo.

Le sensazioni finali, dopo questa vittoria bella e sofferta a San Siro sono tante e contrastanti. La soddisfazione è tanta, sì, ma è inutile nascondere che a Settembre, quando ho letto che la penultima giornata avremmo giocato a San Siro, mi son detto: “Andiamo a vincere lo scudetto a Milano“. Quindi tanti rimpianti, perchè abbiamo battuto una squadra vecchia, stanca, ma piena di campioni e sempre micidiale. Non cantiamo “Grazie Roma“, perchè questa è la ciliegina senza torta, come ho titolato. Quest’anno con queste potenzialità la torta poteva esserci, e pure bella grossa, ed invece dobbiamo accontentarci di qualche fettina sottile sottile distribuita qua e là…la vittoria con il Chelsea, il primo posto nel girone, le vittorie con Genoa e Fiorentina, e poi questo trionfo nel giorno di Maldini.

Già, Maldini, fra le percentuali di Mourinho, gli acquisti di Moratti (che poi sono i regali di Preziosi) e i cori contro il povero Paolo (scontertanti) e contro Berlusconi (PS: Silvio salutami Noemi!), mi sento sempre orgoglioso di tifare per questa squadra, che ci fa gioire un anno si e tre anni no, ci fa soffrire anche contro le squadre di serie B, ma che appartiene al mio cuore, al mio modo di essere.

Alla fine, pur sapendo che nel calcio italiano comandano loro, di fronte a questi siparietti da “Bagaglino” ai quali dobbiamo assistere 24 h su 24 io mi metto a ridere, me ne frego, perchè anche se sesti a stento, anche se senza soldi, senza futuro, senza contratti, mi sento migliore di loro, diverso dal loro modo di pensare, dalla loro mentalità del “vincere sempre e comunque, con tutti i mezzi“, dalla loro stupida concezione fatta di nomi e cognomi barocchi (vedi Quaresma e Ronaldinho) che i loro padroni gli danno in pasto per farli stare zitti, anche quando a far la differenza sono i Maldini, gli Zanetti, gli Ambrosini…e Dio mi fulmini se mai dovessi diventare come loro.

Una volta una cara amica mi disse una frase, che mi è rimasta in mente. Voi mi guardate e ridete perchè sono diverso, io vi guardo e rido, perchè siete tutti uguali.

Ostinatamente ROMA.





Prima di uscire…

23 05 2009





Intervista di Fioranelli a Sky

22 05 2009

E come dice la mia prof di Filosofia: hai detto tutto e non hai detto niente. Ecco la nota del gruppo Fioranelli:

«Il dottor Vinicio Fioranelli è stato audito dalla Consob e ha fornito chiarimenti sull’ interesse da parte della Fio Sports Group, società di diritto svizzero riconducibile a Vinicio Fioranelli, e del proprio partner Volker Fick, notissimo e qualificato imprenditore e professionista che con la sua alta esperienza e professionalità rappresenta un vero e proprio valore aggiunto, oltre che partecipe finanziario all’iniziativa». La nota prosegue ricordando che Fioranelli «innanzitutto ha ribadito la volontà del suo gruppo già espressa nella lettera del 15 maggio inviata alla famiglia Sensi. Per rispetto delle norme, degli azionisti e dei tifosi, nessuna azione della As Roma è stata mai acquistata ad oggi da lui, dalla sua famiglia , o dal suo gruppo. Verrà reso pubblico ufficialmente qualsiasi ulteriore svolgimento delle trattative». Viene inoltre confermato che «il gruppo Fioranelli dispone dei fondi eventualmente necessari per l’eventuale acquisto della partecipazione riconducibile alla Famiglia Sensi».

Aspetto adesso i fatti dopo le parole. Il fatto che abbia “blablato” perfino davanti alle telecamere di Sky vuol dire che qualcosa c’è.