Lettera di Totti al Corsport.

24 12 2008

L'infortunio del Capitano a Catania

L'infortunio del Capitano a Catania

Ieri ho effettuato un nuovo controllo, che ha confermato la lesione muscolare. Il nuovo stop mi costringerà a fermarmi nelle prime partite del 2009, ma ho già studiato un programma di lavoro con il mio fisioterapista Silio Musa per rientrare il prima possibile. Sono fiducioso, i medici mi hanno spiegato che non si tratta di una lesione grave. Penso che non salterò molte partite. Mi brucia fermarmi, proprio ora che stavo recuperando la forma migliore. Ma sono convinto che la squadra, con il nuovo modulo, saprà proseguire il cammino anche senza di me. In attacco Vucinic, Baptista e Menez non mi faranno rimpiangere, sono sicuro che ci metteranno qualcosa in più per aiutare la squadra.

Mi da fastidio però che si peculi ancora una volta sul mio infortunio. Sono stanco che ogni mio problema fisico venga gestito con teatralità. Quando tornerò dalle vacanze mi sottoporrò a una nuova risonanza magnetica e si valuterà a che punto è la cicatrizzazione e si stabiliranno con esattezza i tempi di recupero, ma sono ottimista. Nel frattempo anche durante le vacanze farò un lavoro specifico per potenziare il muscolo del ginocchio operato ad aprile. Dopo quell’intervento chirurgico dicevano che ero zoppo, invece credo di aver recuperato alla grande, di aver dimostrato di essere tornato ai miei livelli e ho segnato sette gol. Nessuno può parlare con cognizione di causa di questo mio infortunio tranne il sottoscritto e il mio staff. Tengo troppo alla mia salute, ma voglio ristabilire la verità.
Non sono il salvatore della patria, ma dopo due giorni dall’infortunio non avverto già più dolore e sono fiducioso. Sono state fatte trapelare previsioni allarmistiche. Comunque tra dieci giorni comincerò il programma di lavoro che sarà studiato con i miei collaboratori.

Si chiude un anno difficile, che mi metto volentieri alle spalle. Il mio infortunio al ginocchio, la scomparsa del presidente, il difficile avvio di stagione, questo nuovo stop, proprio a conclusione del 2008 che non è stato particolarmente felice. Anche perché se ripenso a come abbiamo perso lo scorso campionato… Ma guardiamo avanti.

Quello di Catania è stato un incidente di percorso, non siamo scesi in campo con l’atteggiamento giusto, ma in quello stadio ho visto cose che non mi sono piaciute. Non è la prima volta che ci sono problemi al termine delle partite, soprattutto a Catania. Bisogna prendere provvedimenti. Comunque non cerchiamo alibi e pensiamo alla ripresa del campionato, quando dovremo ripartire con lo stesso spirito degli ultimi due mesi. Questa frenata complica un pò di più il nostro piano di recupero per la zona Champions ma resto convinto che possiamo farcela.

La Roma ha dimostrato che è tornata a esprimersi a livelli degli anni passati e con il nuovo anno recuperiamo tanti giocatori infortunati, la cui assenza si è fatta sentire. E poi cominceremo a prepararci per la grande sfida con l’Arsenal. Sarà un impegno difficile e l’infortunio di Fabregas, al quale rivolgo gli auguri di pronta guarigione, non sminuisce il valore della squadra di Wenger.

A proposito di auguri, voglio inviarli in particolare a due persone a me care. A Carlo Mazzone, con la speranza che si rimetta presto dal leggero malore, e a Rino Gattuso, che dopo l’intervento al ginocchio è alle prese con un programma di recupero che conosco bene. Così come conosco Rino, so con quale determinazione lavorerà anche nei prossimi giorni di festa. Sono sicuro che lo rivedremo in campo presto.

Auguri e in bocca al lupo anche a Ronaldo, per la sua nuova avventura in Brasile, e a Beckam, mi incuriosisce vederlo all’opera in Italia.

Ai nostri tifosi, che ci sono sempre vicini, auguro un 2009 ricco di soddisfazioni, con la speranza di cullare insieme un sogno…

Francesco Totti

Corriere dello Sport di stamattina.

I miei auguri al Capitano. Che Dio te benedica, Checco, riprenditi presto perchè abbiamo troppo bisogno di te.





Et voilà

8 12 2008
La squadra festeggia il gol del francesino.

La squadra festeggia il gol del francesino.

Dopo la vittoria contro la Fiorentina, a Roma, s’era ormai ristabilito tutto. Il gruppo, la squadra, il modulo, il cervello, le gambe, la mentalità dei ragazzi è tornata quella di prima.  Il film era già cominciato, ed i ragazzi si son seduti, in ritardo, ma si son seduti, per gustarselo. C’era un solo posto libero in questo cinema, in questo grande spettacolo che si chiama Roma.

Quel posto era di Jeremy Menez, l’ultimo arrivato, per certi sensi il più aspettato. Poi deriso, accantonato, quasi non considerato. E’ brutto per un ragazzo di 21 anni arrivare accompagnato dagli squilli di tromba e finire dopo appena 12 presenze (appena 3 partite da titolare) sottocoperta. Diciamo pure che in questa Roma che a fatica ha ritrovato forma e carattere, che ha dovuto oltrepassare ostacoli imponenti (come il Chelsea), e più piccoli ma comunque importanti (vedi il Lecce o il Cluj) nessuno avrebbe dato spazio al “nuovo“. Ci piace sempre rifugiarci nella vecchia guardia quando dobbiamo vincere per forza. Effettivamente la partita di Sabato si doveva vincere, per avvicinarci ancora di più al quarto posto e per continuare nella striscia di risultati positivi. Ma il caso, la fortuna, ha voluto che Mirko Vucinic per un affatticamento muscolare ha dovuto dare forfait.

E’ così che sbocciano i grandi amori. Dalla casualità, quasi dalla sfortuna. Leggendo il nome di Menez prima della partita nella formazione titolare ho fatto una smorfietta, lo ammetto. Dopo averlo visto smarcare 5 avversari in un sol colpo, e tirare con quella tale sicurezza, la smorfietta si è trasformata in sorriso.

Jeremy Menez è stato di gran lunga il migliore in campo, anzi, ha illuminato d’immenso una partita che in realtà stava prendendo la piega di tutte le altre partite che la Roma ha ormai sadicamente catalogato come partite da perdere. Quelle contro le squadre piccole, le neo-promosse o le prossime a retrocedere, che si chiudono in difesa, mettendo le sorti della partita nelle mani del portiere, che spesso si trasforma in un Buffon. Sorrentino Sabato è stato l’ennesimo Buffon, dopo Storari, Amelia, Antonioli e chi più ne ha più ne metta, ho avuto veramente l’impressione che la partita con il Chievo sarebbe finita con uno 0 a 0 tondo tondo, che ci avrebbe fatto male più di una sconfitta.

Ma non ho fatto caso che, nel trambusto, nella noiosa confusione in quel di Verona, c’era un protagonista in più. Un predestinato.

La magia di Jeremy Menez, che ci regala quella che è, a mio parere, la vittoria più importante dopo quella del Derby, ha un’importanza determinante non solo per il gruppo, per la classifica, per la striscia positiva. No, finalmente l’ultimo posto, vuoto, è stato occupato.  E allora, ora come prima, posso dirlo con un sorriso in bocca che in realtà mi manca da tempo. Bienvenu Jeremy.





Non abbiate paura (Cdr.it)

31 07 2008
Ci si allena a Trigoria, aspettando l'inizio della stagione.

Ci si allena a Trigoria, aspettando l'inizio della stagione.

Attualmente non saprei cosa pubblicare sulla Roma. Dopo il Trofeo Tim, la splendida amichevole di Firenze di ieri sera, Keane al Liverpool, Muntari all’Inter, Borriello infortunato ecc. ecc. di cose da scrivere sul calcio ce ne sarebbero molte. Ma sulla Roma no, siamo fermi ai box, ha detto il mister, e la cosa non mi spaventa. Meglio andare piano, ed assestare il colpo (i colpi) nel momento giusto al giusto prezzo. Per questo faccio un pingback di questo splendido articolo della redazione di Corederoma.it, sito che consiglio a tutti di visitare. L’articolo praticamente anticipa tutto quello che volevo dire su questa situazione di stallo, leggetelo pure.

Non abbiate paura…disse Karol dopo l’insediamento sul trono di Pietro.
Vorremmo mutuarlo su noantri, e farne patrimonio comune rispetto alle grida isteriche di tifosi in crisi di nome da acquistare a prescindere dal gioco, l’utilità, il reale valore.

La Roma aveva puntato su di un giocatore e a fronte di una richiesta è stata fatta l’offerta. Probabilmente sarebbe stato il colpo della stagione perché non si trattava di rianimare un campione in ombra o scommettere su un giovane. Si trattava di prendere un campione sicuro e affidabile e metterlo al posto di un giocatore dalle grandi doti tecniche e dalla pochezza mentale, che ci ha fatto giocare in 10 per oltre tre quarti di campionato scorso.
Ma i Della Valle così come entrarono nel calcio promettendo battaglia al potere costituito, per poi telefonare agli stessi che volevano combattere e mettersi proni a chiedere aiuti salvezza, ugualmente hanno prima venduto e poi negato Mutu alla Roma. E’ una questione di correttezza, di valore e di parola. Nel calcio e negli affari probabilmente contano poco ma nell’immaginario collettivo la parola, l’onore hanno ancora grande valenza per la gente comune.
Per questo Danielino Pradè appare un po’ simbolo di questa nuova Roma, anzi Nova Roma, società sana, nella quale i quaqquaraquà non trovano asilo, i giocatori che pensano di venire a svernare e conquistare facili ingaggi scappano sotto il peso di allenamenti su allenamenti; società che prima di contattare un giocatore per ingaggiarlo chiede il permesso al club di appartenenza (Suazo, Mutu….), che programma e che non avendo soldi da buttare su chiunque passi dalle parti di Trigoria, valuta ogni passo che compie. Poi viene sorpassata, arriva l’Inter che parla con il procuratore di Suazo scavalcando Cagliari e rispetto, ammolla dollaroni ai Moggi di Romania e lega Chivu un anno prima che si cominciasse a parlare di rinnovi contrattuali, e compra chiunque raddoppiando i valori reali e drogando il mercato.
Machiavellicamente è anche vero che il fine giustifica i mezzi, e alla fin fine per tanti se Moggi avesse gestito la Roma e ci avesse consegnato un paio di scudetti sticaxxi di parola e onore, è sempre una questione di scelte.
Noi di Core de Roma, in tutta onestà, siamo fieri di questa Roma, di questa gestione, dell’asse Conti-Spalletti-Pradè dei grandi progressi di Rosella Sensi alla quale, quando dovuto, non abbiamo risparmiato feroci critiche (ai tempi del corteggiamento di Moggi-Galliani). Non li volevamo, a costo di retrocedere, e abbiamo avuto ragione (e sono retrocessi loro).
Siamo stati fiduciosi e scettici nella vicenda Soros (se arrivava magari) ma ancora sentiamo Romanisti che rimpiangono non si sa chi, un magnate che non ha mai formalizzato nessuna offerta, e un maneggione dal viso hollywoodiano che fa parlare di se (e crediamo anche con alle spalle manovre speculative) viene in Italia, apre la sciarpa della Roma, prende le difese dell’americana accusata dell’omicidio di Perugia, compra il Bologna, torna in America e non paga neanche le molliche con le quali aveva promesso di acquisire la gloriosa società felsinea: questo ci rimpiangiamo ?
La Roma è passata in tre anni da Armata Brancaleone a squadra ammirata e rispettata in tutta Europa, anche e soprattutto dai nemici storici. Non butta soldi (anche perché non ne ha), investe quanto guadagna, ha un gioco, un allenatore, un capitano, giocatori che la sposano e ci sposano (guai a chi tocca Mexes rubagalline da strapazzo Philippe è un monumento) un DS e un presidente al quale il giorno successivo ai suoi 82 anni ribadiamo tutto il nostro grande, grandissimo affetto e ringraziamento per aver dedicato la sua vita, e prima ancora quella di suo padre e instillato nella figlia il grande amore per l’AS Roma calcio cuore e orgoglio della capitale.
NON ABBIATE PAURA, arriveranno.

Redazione Cdr.it





Special One

3 06 2008

Josè Mourinho, alla prima conferenza stampa da tecnico dell’Inter ha parlato anche della Roma. «Io penso che la serie A non sia il campionato più bello del mondo. Ma adesso spero, anche con me, e con il Milan che vuole rinforzarsi, con la Juventus e con la Roma così bellissima, oltre all’arrivo di qualche altro giocatore importante da squadre europee, che la serie A possa tornare a essere quella degli Anni 80 e 90. Io voglio fare parte di questa risalita e dare un contributo perchè torni il campionato più bello del mondo», le parole del portoghese.

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Classifica IFFHS

2 06 2008

Siamo la vergogna d’Italia. Direi proprio di sì.





Povero…

1 06 2008

Poverino, non arrivava manco a fine mese…adesso avrà solo 1 milione di euro al mese, cioè 1000 volte di più di mio padre. Ma dove li prende tutti questi soldi Moratti? Quand’è che gli confischiamo i beni?





Roma ha vinto

25 05 2008

Per la vittoria di ieri sera, e per la gioia di tutti i tifosi romanisti, ci sono tante citazioni storiche che possono essere chiamate in causa. Si può passare dal “Veni, vidi, vici” di Cesare, al “Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio” del Cristo (nel senso che dovrebbero darci pure lo scudetto), da “La guerra è una serie di catastrofi che si risolve in una vittoria.” di Clemenceau a “La sconfitta non può essere nemmeno presa in considerazione.” di Winston Churchill, ma nessun’aforisma è più esatto, per comprendere tutto quello che c’è da dire per quanto riguarda questo Sabato, di: Giustizia è fatta.

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Coppa Italia, Finale: TUTTE LE FOTO E I VIDEO BY CARLO ZAMPA

25 05 2008

Ecco tutto quello che ho trovato in giro sul web, i due video sono presi su Il Legionario, per le foto invece come al solito i diritti sono dei rispettivi proprietari. A più tardi con il mio articolo.





Ipse dixit

24 05 2008

E allora teniamocela stretta…daje Roma!





Paura, eh?

11 05 2008

E chi c’avrebbe mai creduto, ragazzi, chi c’avrebbe mai creduto. Una settimana fa, dopo quel 3 a 0 a Genova, e la vittoria del Milan nel Derby, ho detto: “una delle più belle domeniche di campionato passate in questo anno“, ignaro di passarne un’altra ancora più bella, stroncata solo dal gol di Del Piero che ha spento i sogni del Catania (squadra della mia città).

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