

Le urla al gol di De Rossi, di ieri sera, hanno superato il record acustico già impresso dalle mie corde vocali 2 anni fa quando segnò Grosso, contro i tedeschi. Dentro quella punizione, deviata beffardamente da Titì Henry, c’era tutto il cuore, la rabbia, la decisione, la classe di un ragazzo Romano e Romanista che è cresciuto all’ombra di Francesco Totti, soffrendo, sudando, conquistando prima Roma e poi l’Italia, e che adesso ha preso il suo numero di maglia in nazionale e lo porta con onore e con merito. E fanculo ai criticoni milanesi e torinesi che volevano i loro Pirlo e Del Piero con il 10 storico sulle spalle. Inchinatevi adesso, criticoni.
Quel gol da la vittoria all’Italia, da la vittoria a Roma, a Spalletti (quanto hai goduto Lucià?), a Donadoni e a tutti gli Italiani, che finalmente hanno riconosciuto e si sono inchinati di fronte alla realtà: non c’erano Cassano ieri, nè Del Piero, a portare l’Italia ai quarti, a superare il “Group of Death”, ma due che in nazionale ci sono sempre stati, e che senza rumore, continueranno ad esserci: Pirlo e sopratutto De Rossi. Peccato per quel giallo, Andrea, perchè forse potevi prenderti una rivincita, potevi vendicare il tuo Milan, colpito in Febbraio da Cesc Fabregas. Peccato davvero, Domenica i 2/3 del centrocampo italiano probabilmente saranno romanisti, e va bene così.
Che grande Italia, è vero, di fronte alle difficoltà, di fronte ai grandi avversari, ai cugini di sempre, ci rialziamo alla maniera nostra. In Spagna ‘El Pais‘ scrive “Italia, siempre Italia“, Italia sempre l’Italia. E’vero, siamo fatti così, soffriamo all’iniziamo e poi alla fine ci rialziamo in maniera anche teatrale, ma è ok così, la sofferenza è consuetudine in Italia. Toni ci ha fatto soffrire tanto, è stanco, si vede, non riesce a giocare e sopratutto a segnare come vuole e come sa fare. Sullo 0-0 sbaglia un’occasione che era più facile di un rigore, poi addirittura va vicino al gol da cineteca, di tacco al volo, sarebbe entrato nella storia, niente. Prende pure la traversa Luca, a partita quasi finita, è pure sfortunato il ragazzo, ma speriamo che non sbagli Domenica con gli spagnoli.
La partita di ieri sera è entrata di diritto nella mia “hit parade” dei match da ricordare, insieme alle immancabili Italia - Germania, Italia - Francia e Scozia - Italia. Forse mai l’Italia è stata superiore alla Francia sul campo, a livello tattico, fisico, agonistico, mentale, tecnico…a tutti i livelli. La Francia è solo l’ombra della nazionale campione del mondo e d’Europa di Zidane, ma non solo per la mancanza “der capoccione”. Non c’è più gruppo, non c’è più squadra, ci si aggrappa al leader, al salvatore che metta tutto a posto, ci si aggrappa a Ribery, sfortunato, uscito dopo 10 minuti per una brutta caduta (forse 6 mesi di stop dice la Gazzetta, che brutto colpo), ci si aggrappa a Thierry Henry, all’Henry di Londra, quello dei 236 goals con la maglia dell’Arsenal, quello degli 82 assists, numeri incredibili. Ma l’Henry di ieri era quello di Barcellona, quello rilegato a giocare sulla fascia, quello che ormai è solo un’ombra sbiadita. Ci si aggrappa a Benzema, troppo giovane, miglior calciatore nella Ligue 1, tanti gol, si, ma con quali difese? Dove trovi in Francia difensori come Panucci? Ci si aggrappa a Domenech, che non si smentisce mai, lascia fuori tutti gli “italiani” possibili. Mexes e Trezeguet ieri dopo il fallaccio del rigore di Abidal (ma non era un terzino?) e i 3 tiri in porta totali della Francia avranno ridacchiato. E’ finito un ciclo in Francia, basta Domenech, è ora di Deschamps forse, e noi ti aspettiamo allora Didier. Un altro che abbiamo cresciuto noi Italiani, e che ci ritroveremo contro, forse.
Un pensiero va anche agli spagnoli, prossimi avversari. Spaventoso David Villa, capocannoniere, e fa sempre paura Fernando Torres. Ancora loro, gli spagnoli, quest’anno quanti incontri cruciali in Champions. Milan - Arsenal l’ha decisa uno spagnolo, Fabregas. Inter - Liverpool un altro iberico, Torres. Però nessuno dimentichi Real Madrid - Roma, anzi Donadoni prendi da esempio quella partita, quella volta gli Spagnoli sono stati affondati, e forse qualche giocatore del Real entrando in campo Domenica sera e guardando in faccia gli azzurri troverà alcune faccie già viste: De Rossi, Aquilani, Perrotta, Panucci. Che sia di buon auspicio anche questo.